Appropriatezza della diagnosi di ADR con casi clinici
Maria Antonietta Catania e Francesco Salvo, Università di Messina

Il riconoscimento di una reazione avversa da farmaco (ADR) si basa su una diagnosi differenziale, per effettuare la quale è necessario individuarne i requisiti minimi. L’adeguatezza della definizione di ADR è inoltre un elemento indispensabile per standardizzare la terminologia medica, evitando che, per indicare la stessa patologia, vengano impiegate espressioni diverse e si generi confusione. La mancanza di uniformità delle definizioni di ADR spesso intralcia il lavoro di chi si occupa di sicurezza dei farmaci. Per indicare un evento avverso, infatti, i segnalatori impiegano termini derivati dalla loro formazione medica o dalla loro concezione dei meccanismi di reazione ai farmaci. Le autorità regolatorie o le ditte farmaceutiche ricevono queste informazioni utilizzando gli stessi termini dei segnalatori o codificandole con espressioni che ritengono equivalenti, attingendo ad una terminologia accettata a livello internazionale. Tuttavia, esistono diversi sistemi di codificazione delle ADR (WHO-ART, COSTART, MedDRA) e non sempre è facile rapportarvi tutti i termini. Al fine di uniformare il linguaggio della sicurezza dei farmaci, il CIOMS (Council for International Organizations of Medical Sciences) ha deciso di stilare dei criteri per le definizioni di ADR e per la corretta applicazione delle stesse.
Alla luce di ciò, questa sezione si propone di portare a conoscenza degli operatori sanitari le definizioni del CIOMS, supportandole con casi clinici ed approfondimenti, attinti dalla letteratura scientifica internazionale.


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