TORSIONE DI PUNTA
Definizione del CIOMS (Consiglio per le Organizzazioni Internazionali delle Scienze Mediche)
Premessa
Torsade de pointes, che significa letteralmente “torsione di punta”, si riferisce ad una forma insolita di tachicardia ventricolare caratterizzata da oscillazioni dei complessi QRS rispetto alla linea elettrocardiografica di base, che esita in un'aritmia polimorfa. Questa aritmia comincia con un battito ventricolare prematuro nell’ambito di una ripolarizzazione ventricolare anomala caratterizzata dal prolungamento dell'intervallo Q-T. Può essere autolimitante o progredire verso la fibrillazione ventricolare. I farmaci che prolungano la ripolarizzazione, quali i farmaci antiaritmici di classe I e III, ed alcuni farmaci psicotropi sono i maggiori responsabili delle sindromi del Q-T lungo. Altre cause importanti includono: squilibri elettrolitici (particolarmente ipokalemia e ipomagnesemia), lesioni del sistema nervoso centrale, miocardite, ischemia del miocardio e marcata bradicardia.
Definizione
È una tachicardia ventricolare rapida e atipica caratterizzata da elevata frequenza e dalla presenza di variazioni periodiche dell’asse dei complessi QRS.
Requisiti minimi per l’uso del termine
La dimostrazione del tipico quadro elettrocardiografico.
Casi clinici: Torsione di punta da celecoxib
(riferiti da Pathak A et al. Celecoxib-associated torsade de pointes. Ann Pharmacother 2002; 36: 1290-1291)
Caso 1
Una donna di 76 anni, affetta da artrosi, era in trattamento con celecoxib. Soffriva di sindrome del QT prolungato, per cui assumeva propranololo (160 mg/die) ed era portatrice di un pace-maker.
Tre giorni dopo avere iniziato la terapia con celecoxib (100 mg/die), comparve sincope, per cui la donna venne ricoverata nell'unità di terapia intensiva, dove si manifestò anche la torsione di punta (TdP). Una volta sospeso il celecoxib, la TdP scomparve e, durante il periodo di follow-up, non si ripresentò.
Caso 2
Un uomo di 43 anni fu ricoverato per la comparsa di due episodi di sincope. Il paziente era affetto da ipertensione lieve, battiti prematuri ventricolari asintomatici e glaucoma trattato con timololo intraoculare. Precedentemente l'uomo aveva assunto alcuni farmaci (cetirizina, acetaminofene, desametasone per via inalatoria, framicetina e polimixina B) per la comparsa di rinite acuta. Contemporaneamente, quattro giorni prima della comparsa della torsione di punta (TdP), aveva iniziato un trattamento con celecoxib (200 mg/die) associato a ketoprofene transdermico, per un dolore articolare. Una volta sospesa la terapia con celecoxib, la TdP scomparve e non si ripresentò durante il periodo di follow-up.
Commento
Il prolungamento dell'intervallo QT è un fattore di rischio per una serie di patologie cardiovascolari e non. E' noto che alcuni farmaci possono provocare tale evento, tra cui gli antistaminici anti-H1, gli antipsicotici, gli antidepressivi e i macrolidi. Il meccanismo alla base è l'effetto sui canali del potassio.
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