ASMA
Definizione del CIOMS (Consiglio per le Organizzazioni Internazionali delle Scienze Mediche)
Premessa
La parola asma veniva una volta usata sia per indicare l’asma bronchiale che l’asma cardiaco. Oggi tale termine dovrebbe essere riservato all’asma bronchiale mentre la definizione asma cardiaco dovrebbe essere sostituita da altre più specifiche (es. insufficienza del ventricolo sinistro).
Definizione
L'asma è un disturbo infiammatorio cronico delle vie aeree che coinvolge molte cellule differenti (es. mastociti, eosinofili e linfociti T). In individui predisposti, questa infiammazione causa episodi ricorrenti di dispnea, riduzione dell’ampiezza degli atti respiratori, depressione toracica e tosse, specialmente durante la notte o nelle prime ore dal risveglio. Questi sintomi sono associati solitamente ad estesa, ma variabile, limitazione al flusso aereo che è reversibile almeno parzialmente sia in maniera spontanea che dopo trattamento. L'infiammazione rende inoltre le vie aeree eccessivamente sensibili ad una vasta gamma di stimoli.
Requisiti minimi per l’uso del termine
Episodi ricorrenti di dispnea, riduzione dell’ampiezza degli atti respiratori, depressione toracica e tosse, non di origine cardiaca. La diagnosi è ulteriormente avvalorata se le prove di funzionalità polmonare dimostrano ostruzione variabile delle vie aree, in particolare se l'ostruzione è parzialmente o completamente eliminata mediante adeguata terapia.
Casi clinici: Asma indotto da aspirina risoltosi con l'impiego di un inibitore della cicloossigenasi-2
(riferito da Marks F, Harrell K, Fischer R. Successful use of cyclooxygenase-2 inhibitor in a patient with aspirin-induced asthma. South Med J 2001; 94: 255-257)
Il caso
Una donna di 79 anni, caucasica, era affetta da ipertensione, diabete mellito, iperlipidemia, malattia da reflusso gastroesofageo, morbo di Crohn, asma e sindrome di ipersensibilità all'aspirina. Nel 1984 era stata sottoposta ad etmoidectomia intranasale, sfenoidotomia e antrostomia per la presenza di polipi nasali. Successivamente, le era stata prescritta una dieta priva di salicilati dopo che il test di ingestione aveva rivelato una sensibilità ai cibi contenenti salicilati. Prima del 1986, la donna aveva avuto almeno due episodi di asma indotto sia dall'aspirina che dal naprossene. Nella primavera del 1986, la paziente andò incontro a shock anafilattico due ore dopo avere assunto ketoprofene (75 mg/BID). Nei successivi 14 anni, la donna non assunse altri FANS. Nel gennaio 2000, le fu diagnosticata artrite reumatoide e, dopo visita ortopedica, le fu prescritto celecoxib (200 mg/die). Il mese seguente, la donna andò a controllo dal proprio medico curante. La paziente assumeva: albuterolo, alendronato, amlodipina, celecoxib, lansoprazolo, lorazepam, mesalamina, metformina, cloruro di potassio, prednisone, propossifene e simvastatina. Il medico notò con soddisfazione che la donna riceveva sollievo dai sintomi artritici grazie al farmaco prescritto di recente e rimase sorpreso del fatto che per la prima volta il trattamento con FANS avesse successo senza la comparsa di gravi reazioni avverse.
Commento
L'aspirina, o acido acetilsalicilico (ASA), e gli altri FANS in alcuni pazienti con asma possono precipitare una sindrome clinica caratterizzata da broncospasmo, rinite e congiuntivite nota come asma indotto da aspirina (AIA), che colpisce il 10% di pazienti adulti con asma ed è più frequente nelle donne rispetto agli uomini. I sintomi dell'AIA di solito si manifestano inizialmente a livello nasale, spesso dopo una patologia respiratoria virale. Si sviluppano spesso congestione nasale cronica, rinorrea e polipi nasali. Di solito segue sensibilità all'aspirina e agli altri FANS con un attacco acuto di asma entro 3 ore dall'ingestione. Gli attacchi sono accompagnati da congiuntivite, rinorrea, edema periorbitale, occasionale arrossamento della testa e del collo. In alcuni pazienti il grado clinico può essere particolarmente grave. L'esatto meccanismo implicato nell'AIA non è stato completamente chiarito. Sono state ipotizzate risposte immunologiche e meccanismi antigene-anticorpo. È stato ipotizzato che siano coinvolte le vie della cicloossigenasi (COX) e della lipossigenasi. Sia l'aspirina che gli altri FANS inibiscono sia la COX-1 che la COX-2 nelle cellule dell'apparato respiratorio. L'inibizione della COX-1 porta a riduzione delle prostaglandine che stimola la produzione dei leucotrieni, mediatori della broncocostrizione. Dal momento che l'aspirina ed altri FANS non agiscono selettivamente su un'isoforma, è verosimile che l'impiego degli inibitori della COX-2 abbiano avuto successo in questa paziente proprio per la loro selettività. Gli attuali foglietti illustrativi avvisano di evitare l'uso di inibitori della COX-2 nei pazienti con asma indotto da aspirina. Nuove evidenze suggeriscono però che la sensibilità da aspirina possa essere legata alla via della COX-1 e che gli inibitori della COX-2, vista la loro selettività, possono essere utili in questi pazienti.
Per un ulteriore approfondimento si può digitare: