Appropriatezza della diagnosi di ADR con casi clinici
Maria Antonietta Catania e Francesco Salvo, Università di Messina

EDEMA POLMONARE
Definizione del CIOMS (Consiglio per le Organizzazioni Internazionali delle Scienze Mediche)

Premessa
Poiché l'edema polmonare rientra nel quadro clinico di molte patologie, è importante, quando possibile, definirne e segnalarne l’eziologia.

Definizione
L'edema polmonare è lo stravaso di liquido dai capillari polmonari negli spazi interstiziali od alveolari del polmone.

Requisiti minimi per l’uso del termine
In alcune condizioni, la diagnosi può essere stabilita soltanto mediante segni clinici, quali la presenza di rantoli di recente insorgenza o da franca espettorazione liquida. In altre condizioni è necessaria la dimostrazione radiografica caratterizzata dalla presenza di:

L'edema alveolare si evidenzia sotto forma di aree opache attorno agli ili polmonari o ai lobi basali.

Casi clinici: Edema polmonare acuto durante terapia con nicardipina per parto prematuro. Prima segnalazione di ADR in 5 casi.
(riferito da Vaast P, Dubreucq-Fossaert S, Provost-Helou N, Ducloy-Bouthors AS, Puech F, Subtil D: Acute pulmonary oedema during nicardipine therapy for premature labour. Report of five cases. Eur J Obstet Gynecol Reproductive Biol 2004; 113: 98–99).

Il caso
Cinque donne gravide vennero ricoverate in ospedale per travaglio prematuro (almeno 4 contrazioni uterine ogni 30 minuti e dilatazione cervicale superiore o uguale a 1 cm) con rottura prematura delle membrane in un caso. Tutte le pazienti avevano controindicazioni per la somministrazione endovenosa di amine simpaticomimetiche (diabete, prolasso mitralico, ecc). Venne iniziato un trattamento tocolitico con nicardipina alla dose iniziale di 3 mg/h. Al bisogno, la dose venne aumentata fino a 4 mg/h. A tutte le pazienti vennero somministrati corticosteroidi (betametasone 12 mg/die im) durante i primi 2 giorni.
Dopo qualche giorno (da 1 a 5) insorse edema polmonare acuto, che venne diagnosticato sulla base dei segni clinici, dell’emogasanalisi e dalle radiografie. In tutte le pazienti venne riscontrata tachicardia, nonostante una pressione arteriosa sistemica normale. All’ECG non vennero riscontrati infarto del miocardio o altre cardiopatie. La funzione cardiaca venne valutata con ecocardiografo in 2 casi, mentre la frazione di eiezione ventricolare sinistra risultò fra il 50-60% o oltre nelle altre 3 pazienti. In 3 casi la pressione sistolica dell’arteria polmonare risultò superiore ai 25 mmHg. Per 2 pazienti fu necessario il ricovero in terapia intensiva per 48 ore.
La terapia tocolitica venne immediatamente interrotta dopo la diagnosi di edema polmonare acuto ed i segni scomparvero in tutte le pazienti in meno di 48 ore a seguito di terapia specifica. Nel follow-up non venne osservata morbilità materna o fetale.
Commento
L’edema polmonare acuto è la più grave complicanza associata alla somministrazione di beta-agonisti quando usati a scopo tocolitico. L’incidenza stimata è di 1 su 350. Esso insorge specialmente nelle donne con pre-esistenti rischi cardiovascolari. I calcio antagonisti (specialmente nifedipina e nicardipina), poiché hanno una efficacia tocolitica simile e scarsi effetti collaterali, sono stati usati in caso di gravidanze multiple, poliidramnios, ecc, nonché quando le amine simpaticomimetiche sono controindicate. Alcuni autori hanno anche raccomandato i calcio antagonisti come farmaci di prima scelta. Prima di questo report non è stato riportato nessun caso di edema polmonare acuto ed un solo caso di infarto miocardico quando la nicardipina è stata usata come tocolitico. Dal gennaio 2000 al dicembre 2002 nell’ospedale degli autori sono state ricoverate 859 pazienti per parto pretermine e ben 218 sono state trattate con nicardipina senza alcun effetto avverso.

Per un ulteriore aggiornamento:


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