Appropriatezza della diagnosi di ADR con casi clinici
Maria Antonietta Catania e Francesco Salvo, Università di Messina

SINDROME NEUROLETTICA MALIGNA
Definizione del CIOMS (Consiglio per le Organizzazioni Internazionali delle Scienze Mediche)

Premessa
La sindrome neurolettica maligna è una rara complicanza del trattamento con farmaci neurolettici o farmaci con proprietà neurolettiche. Bisogna escludere altre malattie con sintomi sovrapponibili (es. shock settico o sepsi tossica, encefalopatia settica, catatonia spontanea perniciosa con ipertemia maligna, malattie infettive).
Definizione
La sindrome neurolettica maligna è una condizione pericolosa per la vita del paziente associata al trattamento con farmaci neurolettici.
Requisiti minimi per l’uso del termine
La presenza di una serie di segni, che dovrebbe includere almeno la triade ipertemia, rigidità ed aumentata concentrazione serica della creatin-fosfochinasi, associata al trattamento con neurolettici.
La presenza dei seguenti sintomi (oltre quelli della suddetta triade): coscienza alterata, segni di alterata funzionalità autonomica (es. variazioni pressorie o ipertensione, tachicardia e sudorazione), leucocitosi, polinucleosi, aumento degli enzimi epatici, supporta ulteriormente la diagnosi.

Caso clinico: Sindrome neurolettica maligna da olanzapina
(riferito da Zaragoza M, Torres E. Olazapine induced neuroleptic malignant syndrome. Actas Esp Psiquiatr 2006; 34:144-5)

Una donna di 73 anni fu ricoverata in ambiente ospedaliero per la persistenza, da circa 3-4 giorni, di un quadro clinico caratterizzato da febbre alta (>40°C) associata a diaforesi, tremore e disorientamento spazio-temporale, apparentemente in assenza di un focus infettivo. La paziente era sonnolente, disorientata, con buone condizioni generali, rigidità a ruota dentata e perdita del riflesso gabellare. L’anamnesi era positiva per ipertensione, ipercolesterolemia, diabete mellito di tipo 2 e sindrome depressiva. La paziente era allergica alla penicillina ed era in trattamento con atorvastatina, enalapril, citalopram, reboxetina, clonazepam ed olanzapina (5 mg/die) senza variazioni di dosaggio o introduzione di nuovi farmaci nell’ultimo anno.
I risultati delle analisi di laboratorio furono i seguenti: 15.900 leucociti (78% neutrofili), VES 46 mm/1h; proteina C-reattiva 16 mg/l, glicemia 190 mg/dl, GOT 41 U/l, GPT 43 U/l, LDH 584 U/l, CK 442 U/l, CK-MB 16 U/l. Funzionalità renale, ionogramma, ormoni tiroidei, studi di coagulazione, fluido cerebrospinale, analisi delle urine, esami radiologici, emocoltura ed urinocoltura risultarono nella norma. L’emogasanalisi mostrò una parziale insufficienza respiratoria con alcalosi respiratoria.
Sospettando una sindrome neurolettica maligna (NMS), vennero sospesi tutti i farmaci psichiatrici e fu iniziato un trattamento con dantrolene. Al terzo giorno di ricovero, la paziente ebbe un episodio di broncoaspirazione per il quale fu necessario il trasferimento in terapia intensiva dove fu eseguita l’intubazione orotracheale con ventilazione meccanica. Successivamente, il decorso fu favorevole con scomparsa della febbre e dei sintomi neurologici e risoluzione dei sintomi clinici. In dimissione, le vennero prescritti clonazepam, citalopram ed enalapril.

Commento
La NMS è una rara e potenzialmente grave complicanza del trattamento con neurolettici. Nel 66% dei casi, si verifica nella prima settimana di terapia e, con maggiore frequenza, all’aumento del dosaggio, quando vengono associati diversi farmaci dello stesso gruppo, antidepressivi triciclici e sali di litio e quando vengono usati per via parenterale.
Anche se, come già detto, questa sindrome insorge di solito nella prima settimana o dopo un cambiamento di dose, essa può anche manifestarsi dopo trattamenti di lunga durata: ad esempio, è stato riportato un caso di NMS da olanzapina in un paziente che aveva ricevuto il farmaco per più di 2 anni. Il caso sopra riportato risulta particolarmente interessante perché la paziente è andata incontro alla NMS dopo un trattamento continuativo con olanzapina senza associazione con altri farmaci o variazioni di dose.

Per un ulteriore aggiornamento:


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