Appropriatezza della diagnosi di ADR con casi clinici
Maria Antonietta Catania e Francesco Salvo, Università di Messina

ULCERA ESOFAGO-GASTRO-INTESTINALE O ULCERA DEL TRATTO ALIMENTARE
Definizione del CIOMS (Consiglio per le Organizzazioni Internazionali delle Scienze Mediche)

Premessa
L'ulcerazione può avvenire in ogni parte dell’esofago, dello stomaco, del duodeno, del tenue e del colon. Ci sono molti possibili fattori eziologici: acidi, farmaci, infezioni (Helicobacter pylori nello stomaco, virus in ogni sito, protozoi nel colon), malattia infiammatoria intestinale, tumori maligni ed ischemia. Il termine ulcera peptica dovrebbe essere abbandonato. Le ulcere dovrebbero essere definite secondo il loro sito anatomico.

Definizione
Un'ulcera del tratto alimentare è una discontinuità del rivestimento mucoso con un diametro > di 3 millimetri. Le soluzioni di continuo più piccole sono chiamate erosioni.

Requisiti minimi per l’uso del termine
Dimostrazione endoscopica o radiologica dell'ulcera secondo la definizione.

Ulcera peptica
(Vedi: Ulcera esofago-gastro-intestinale o ulcera del tratto alimentare)
Definizione del CIOMS (Consiglio per le Organizzazioni Internazionali delle Scienze Mediche)

Premessa
Il termine generico ulcera peptica non definisce la localizzazione della lesione (esofagea, gastrica, duodenale o digiunale), per cui sono da preferire queste ultime definizioni. L'ulcera dovrebbe essere distinta dall’erosione della mucosa. L'erosione coinvolge soltanto la mucosa; l'ulcera indica una penetrazione più profonda. In assenza di endoscopia o di un esame radiologico che sostengano la diagnosi, si dovrebbero segnalare i sintomi clinici (es. dolore addominale).

Definizione
L'ulcera peptica è una lesione destruente non-neoplastica, focale, che penetra gli strati sottostanti la mucosa e che si verifica nelle regioni del tratto gastrointestinale in cui c’è attività cloridropeptica. Tale ulcerazione può essere asintomatica, ma frequentemente è associata a dolore addominale che si presenta a digiuno, in relazione ai pasti o di notte.

Requisiti minimi per l’uso del termine
I risultati degli esami endoscopici o radiologici sono essenziali per stabilire la diagnosi. Una delle indicazioni per l’esecuzione di questi esami è il dolore addominale ricorrente nei quadranti superiori correlato ai pasti.

Caso clinico: Possibile ulcerazione gastroduodenale indotta da celecoxib
(Riferito da Bates DE, Lemaire JB. Possible colecoxib-induced gastroduodenal ulceration. The Ann Pharmacother 2001; 35: 782)

Il caso
Un afro-americano di 57 anni, con dolori addominali, gonfiore e vertigini, venne ricoverato d'urgenza in ospedale. Il paziente raccontò di aver avuto 4 episodi di melena, 2 scariche diarroiche con sangue ed un episodio di ematemesi nelle precedenti 24 ore. All'anamnesi remota il paziente riferì coronaropatia, ipertensione, cardiomiopatia con disfunzione del ventricolo sinistro, malattia da riflusso gastroesofageo, dislipidemia e dolore cronico alla spalla sinistra.
Il paziente era in terapia con: losartan, carvedilolo, digossina, furosemide, aspirina gastro-resistente, nitroglicerina, atorvastatina e celecoxib, che assumeva da 4 mesi per il dolore alla spalla.
L'endoscopia mise in evidenza un'ulcera duodenale di 1,5 cm di diametro e numerose piccole ulcere gastriche.

Commento
La scala di probabilità di Naranjo ha classificato le ulcere gastriche e duodenali del paziente come una possibile reazione avversa da celecoxib. L'età, l'uso di aspirina con un inibitore di COX-2 e una possibile infezione da H. pylori sono fattori di rischio presenti nel paziente. Egli assumeva aspirina da 3 anni. Gli inibitori della COX-2, in associazione all'aspirina, hanno la capacità di causare seri effetti avversi gastroenterici e dovrebbero essere usati con cautela in pazienti ad aumentato rischio di tali complicanze.

Per un ulteriore approfondimento:


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