Appropriatezza della diagnosi di ADR con casi clinici
Maria Antonietta Catania e Francesco Salvo, Università di Messina

ANEMIA APLASTICA

Definizione del CIOMS (Consiglio per le Organizzazioni Internazionali delle Scienze Mediche)

Premessa
L’anemia aplastica è una patologia molto rara, caratterizzata da una riduzione di tutti gli elementi cellulari del sangue (pancitopenia) e da ipocellularità del midollo osseo in assenza d’infiltrazione.
Nella validazione delle segnalazioni è utile verificare la presenza di segni e sintomi di:

Una percentuale dei casi di anemia aplastica è dovuta all’uso di farmaci; un’anamnesi farmacologica completa è quindi essenziale.
Dal momento che l'anemia aplastica può anche essere causata da un’epatite virale, è importante documentare precedenti episodi di ittero.
L'anemia aplastica è considerata grave se vengono soddisfatti 2 dei seguenti 3 criteri:

e se la biopsia midollare mostra ipocellularità grave, o ipocellularità moderata con un numero di cellule ematopoietiche inferiore al 30%.

Definizione
L'anemia aplastica è una diminuzione di tutti gli elementi cellulari del sangue (pancitopenia) con, in più, una biopsia midollare che mostra evidenze istologiche di diminuita cellularità, assenza di infiltrazione ed assenza di fibrosi significativa.

Requisiti minimi per l’uso del termine
La presenza di pancitopenia e di alterazioni del midollo osseo come sopra definite.

Commenti aggiuntivi
Se non è stata effettuata una biopsia midollare, qualsiasi diagnosi di anemia aplastica dovrebbe essere considerata come presunta e non confermata. In queste condizioni, è più opportuno segnalare ciò che è stato osservato (bicitopenia o pancitopenia).

Caso clinico: Anemia aplastica fatale durante trattamento con ketoconazolo
(Riferito da Duman D, Turhal N S e Duman DG. Fatal aplastic anemia during treatment with ketoconazole. Am J Med 2001; 111: 737)

Il caso
Una donna di 23 anni venne ricoverata con lesioni purpuriche ampiamente diffuse sul viso, sulle braccia e sulle gambe con i seguenti valori ematologici: emoglobina 10,9 g/dL, eritrociti 4,0 x 106 per µL e leucociti 5,5 x 103 per µL (neutrofili 35%, linfociti 64%, monociti 1%).
A causa di disturbi vaginali, nei 4 giorni precedenti al ricovero la paziente aveva assunto ketoconazolo (200 mg BID). Negò l’uso di altri farmaci. Il ketoconazolo venne interrotto al momento del ricovero. Una biopsia del midollo osseo al secondo giorno di ricovero rivelò scarsa quantità di cellule (ma non fibrosi), aplasia megacariocitica, grave depressione delle serie mieloidi, moderata depressione delle serie eritrocitiche e plasmacitosi. Sette giorni dopo il ricovero, si sviluppò pancitopenia. Non c’era prova di alcun disordine autoimmune e nessuna storia di infezione virale. I test di funzionalità epatica e renale risultarono normali. Fu fatta diagnosi di anemia aplastica. Un mese dopo il ricovero, a causa della persistenza della sintomalogia, venne praticata terapia giornaliera con globuline-antilinfociti, metil-prednisolone, ciclosporina e fattore di stimolazione delle colonie di granulociti. La paziente non rispose alla terapia e due mesi dopo morì per candidosi diffusa.

Commento
Gli effetti collaterali ematologici correlati al ketoconazolo sono rari (leucopenia, trombocitopenia ed anemia emolitica). Nel caso sopra riportato, l’insorgenza repentina di pancitopenia dopo l’assunzione di ketoconazolo e la mancanza di ogni altra possibile causa suggeriscono che questo farmaco è stato la causa del danno midollare. La reazione sembra di tipo idiosincrasico, non correlata alla dose o alla durata della terapia.

Per un ulteriore approfondimento si può digitare:


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