Appropriatezza della diagnosi di ADR con casi clinici
Maria Antonietta Catania e Francesco Salvo, Università di Messina

Distonia

Definizione del CIOMS (Consiglio per le Organizzazioni Internazionali delle Scienze Mediche)

Premessa
La distonia è una complicanza occasionale del trattamento con neurolettici, dopaminergici e farmaci di altro tipo.
La distonia farmaco-indotta può insorgere in maniera precoce (entro una settimana dall'inizio del trattamento) o tardiva (dopo parecchie settimane, mesi o anni di trattamento). La distonia che si manifesta dopo un lungo periodo di terapia viene usualmente denominata discinesia tardiva. Nella segnalazione di distonia come ADR, dovrebbero essere escluse le condizioni patologiche preesistenti od altre cause predisponenti come ad esempio ischemia ed anossia. I farmaci possono aggravare un disordine preesistente.

Definizione
La distonia definisce quei movimenti anormali che sono lenti o così prolungati che possono anche avere l'aspetto di anomalie posturali.

Requisiti minimi per l’uso del termine
La presenza di movimenti anormali, protratti o rallentati, di gruppi muscolari o di segmenti corporei specifici (es. smorfie, torcicollo, blefarospasmo, torsioni di un arto), che possono anche avere l’aspetto di anomalie posturali. In generale, sono assenti durante il sonno e sono esacerbati da uno stress emotivo o dall'attività volontaria.

Distonia acuta indotta da bupropione
(riferito da A. M. Baciewicz, B. S. Bal. Bleeding associated with doxycycline and warfarin treatment. Arch Intern Med. 2001; 161: 1231)

Il Caso
Un uomo di 44 anni venne messo in terapia con bupropione SR per problemi psichiatrici (150 mg OD), successivamente aumentato (150 mg BID) ed associato a buspirone (5 mg x 3/die, inizialmente e 15 mg x 3 die, successivamente). Il paziente sviluppò trisma bilaterale, incapacità a ruotare la testa lateralmente e sublussazione spontanea dell'articolazione temporomandibolare sinistra. L'esame neurologico era negativo, ed una TAC al tratto cervicale della colonna vertebrale non mise in evidenza lesioni patologiche.
A seguito della sospensione di entrambi i farmaci, la funzione motoria del paziente si normalizzò.
Il paziente successivamente accettò di assumere nuovamente il buspirone (15 mg x 3/die), per valutare se il quadro clinico fosse causato da questo farmaco. Il paziente non sviluppò sintomi. Anche il rechallenge con bupropione SR (150 mg OD) risultò negativo. Tuttavia, quando il dosaggio fu aumentato a 150 mg BID, entro 24-48 ore, il paziente cominciò ad avvertire rigidità nucale, costrizione dei muscoli mascellari e sublussazione dell’articolazione temporomandibolare. La riduzione della dose a 150 mg OD portò nuovamente alla scomparsa dei sintomi. Il paziente continuò ad assumere il farmaco alla dose più bassa per alcuni mesi, senza che si manifestassero i sintomi distonici.
Commento
Alcuni pazienti possono sperimentare reazioni avverse distoniche acute da bupropione con o senza buspirone. Le distonie acute iatrogene sono caratterizzate da una contrazione muscolare prolungata, che si presenta frequentemente con marcato spasmo dei muscoli facciali (comunemente l'oro-buccale) e del collo, con occasionale costrizione della mascella, bruxismo e sindrome dell'articolazione temporomandibolare. I sintomi di solito si manifestano entro un intervallo variabile da poche ore a parecchi giorni dall'inizio dell'assunzione del farmaco, aumentano e si riducono in base alla dose del farmaco e si attenuano con il riposo.
La distonia con rigidità del collo, trisma e contrazioni delle estremità muscolari inferiori e superiori è stata anche descritta in associazione ad SSRI e buspirone.

Per un ulteriore approfondimento:


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