Appropriatezza della diagnosi di ADR con casi clinici
Maria Antonietta Catania e Francesco Salvo, Università di Messina

Ipertensione polmonare

Definizione del CIOMS (Consiglio per le Organizzazioni Internazionali delle Scienze Mediche)

Definizione
L’ipertensione polmonare indica un rialzo persistente della pressione arteriosa polmonare.

Requisiti minimi per l’uso del termine
I risultati clinici secondo la definizione: pressione sistolica polmonare ≥ 30 mmHg o una pressione polmonare media ≥ 20 mmHg.

Ipervolemia ed ipertensione polmonare da rosiglitazone
(riferito da Michaelson J. Thiazolidinedione associated volume overload and pulmonary hypertension. Ther Adv Cardiovasc Dis 2008; 2: 435-8)

Caso
Una donna afro-americana di 65 anni, affetta da obesità, ipertensione arteriosa, diabete di tipo 2 e stenosi aortica, fu ricoverata per l’insorgenza di dolore toracico. La paziente era in terapia con: amlodipina, rosiglitazone, fexofenadina, furosemide, rabeprazolo, glipizide, losartan e simvastatina. Furono eseguite diverse indagini, tra cui un ecocardiogramma che evidenziò una stenosi aortica lieve/moderata, dimensioni e funzionalità dei ventricoli sinistro e destro nella norma, atrio destro dilatato, lieve rigurgito della valvola mitrale e moderato rigurgito della valvola tricuspide, pressione sistolica dell’arteria polmonare stimata di 62 mmHg. Era anche presente edema agli arti inferiori. La paziente venne dimessa 48 ore dopo concordando delle visite di controllo. Nelle settimane successive, alla paziente fu applicata una pressione positiva costante alle vie aeree (Continuous Positive Airway Pressure, CPAP) e fu aumentato il dosaggio della furosemide. Tre mesi dopo, nonostante la terapia, la paziente si sentiva peggio, era aumentata di circa 4 Kg e l’edema periferico si era aggravato. Un nuovo ecocardiogramma evidenziò dilatazione a carico di entrambi gli atri, lieve rigurgito a livello di mitrale e tricuspide e pressione sistolica dell’arteria polmonare di 72 mmHg. Fu sospeso il rosiglitazone ed iniziata terapia con tiotropio con follow-up a 3 mesi, sempre in CPAP. La paziente cominciò a sentirsi molto meglio, con risoluzione dell’edema e dei sintomi. I test di funzionalità polmonare migliorarono, il peso si ridusse e l’ecocardiografia evidenziò un atrio destro di dimensioni normali ed una pressione dell’arteria polmonare di 22 mmHg.
Commento
I glitazoni, usati in monoterapia per il trattamento del diabete di tipo 2, possono causare edema nel 5% dei pazienti, frequenza che risulta triplicata in caso di associazione con un altro ipoglicemizzante orale. È plausibile che l’ipervolemia possa accelerare (o determinare) lo sviluppo di ipertensione polmonare nell’ambito di un quadro di obesità e disfunzione diastolica. A seguito dell’aumento dell’output cardiaco per far fronte all’espansione della volemia, il grado di disfunzione diastolica è aumentato in proporzione, specie a seguito di sforzo fisico, determinando un peggioramento della sintomatologia. La sospensione del rosiglitazone ha permesso la relativamente rapida risoluzione dell’edema e della sintomatologia con normalizzazione della pressione polmonare.

Per un ulteriore approfondimento:


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