Definizione del CIOMS (Consiglio per le Organizzazioni Internazionali delle Scienze Mediche)
È spesso definito shock un’insufficienza circolatoria acuta e grave, che si manifesta con un disturbo multi-organo ed ipotensione. La parola “shock” a volte compare in altre espressioni non correlate (es. “shock-psicogeno”, riferendosi ad una forte reazione emotiva), ma queste espressioni sono ingannevoli e dovrebbero essere evitate.
Nella segnalazione di shock, dovrebbe essere usato il termine specifico (es. shock anafilattico, shock cardiogeno, shock ipovolemico, shock settico o shock spinale) piuttosto che il termine generico shock.
Premessa
Nel riportare l’insufficienza circolatoria come ADR dovrebbero essere chiaramente descritti i sintomi che l’accompagnano e le cause, quando note. Quando possibile, dovrebbe essere usato al suo posto un termine più specifico. L’insufficienza circolatoria acuta grave, indipendentemente dall'eziologia, dovrebbe essere riportata come shock e ne dovrebbe essere indicata l’origine.
Definizione
L’insufficienza circolatoria è l'incapacità del sistema cardiovascolare di fornire ossigeno e nutrienti e di rimuovere metaboliti in misura adeguata alle richieste dell’organismo.
Requisiti minimi per l’uso del termine
La presenza di ipotensione e uno o più segni di disfunzione d’organo, come una ridotta escrezione renale.
Shock anafilattico da iniezione sottocutanea di mandragora D3, un farmaco omeopatico
(riferito Helbling A, Brander KA, Pichler WJ, Müller UB. Anaphylactic shock after subcutaneous injection of mandragora D3, a homeopathic drug. J All Clin Imm 2000; 106: 989)
Caso
Una donna di 32 anni, con anamnesi negativa per atopia o ipersensibilità al cibo, iniziò una terapia omeopatica prescritta dal suo medico di famiglia per un fastidioso dolore alla spalla. La terapia consisteva in iniezioni sottocute di 0,3 ml di mandragora D6 (2 volte/settimana), successivamente aumentata in dose e potenza fino a D3, secondo le raccomandazioni del suo medico di famiglia.
Nonostante la donna riportasse rigonfiamenti locali ricorrenti dopo le iniezioni fatte da sé, dopo 4 mesi il medico iniziò a fare molte piccole iniezioni di una soluzione (2 ml) di mandragora D3 a livello della spalla e del gomito. Circa 5 minuti dopo tali iniezioni, comparvero formicolii a livello di palmo delle mani e cuoio capelluto, nausea, gonfiore alle labbra e palpebre. Comparvero inoltre dispnea severa e crampi addominali, seguiti rapidamente da collasso e perdita di conoscenza. Dopo un iniziale trattamento di emergenza, la paziente fu ricoverata nell'unità di terapia intensiva di un vicino ospedale e fu dimessa 24 ore dopo.
Furono effettuati prick test cutanei con i comuni allergeni inalanti, mandragora D3 e polvere di radice cruda e fu dimostrata una reazione positiva a mandragora D3 e polvere di radice, ma non agli allergeni inalanti.
Commento
Gli estratti della radice di mandragora contengono alcaloidi del tropano, quali l'atropina e la scopolamina, che vengono usati in omeopatia. Una soluzione del gambo per uso omeopatico (D1) è costituita da circa 0,3 mg/ml di questi alcaloidi. Ad ogni modo, per le iniezioni, la soluzione del gambo viene diluita fino a 100.000 volte (D6).
È opinione comune che alcuni preparati omeopatici siano troppo diluiti per indurre effetti collaterali e che le reazioni di ipersensibilità siano rare, ma il caso riportato dimostra come anche un trattamento omeopatico possa causare severi sintomi allergici. Gli estratti delle piante utilizzati come rimedi omeopatici possono ancora contenere determinanti antigenici che sono riconosciuti dalle cellule T e dagli anticorpi IgE e possono indurre sensibilizzazione alle ripetute iniezioni sottocutanee di piccole dosi, come mostrato per l'estratto di mandragora.
I rimedi omeopatici possono quindi avere una potenziale attività allergizzante e non possono essere considerati assolutamente "sicuri".
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