Programma permanente ed in continua evoluzione per informarsi e/o saperne di pił.

UNO STRUMENTO PER PREVENIRE GLI ERRORI LEGATI ALL’USO DI FARMACI: IL REEM (FRENCH MEDICATION ERROR REPORTING PROGRAMME)
(Antonella Catania e Alessandra Russo, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia dell’Università di Messina)

Il French medication error reporting programme (REEM) è stato istituito nel 1998 con l’intento di migliorare la sicurezza delle terapie farmacologiche (1-3) ed è allocato presso L’Ospedale di Lunéville.
L’Association pour l’assurance qualité en thérapeutique et l’évaluation (AAQTE) definisce «errore legato al farmaco» ogni evento iatrogeno farmaco-correlato evitabile, dovuto a mancanze non intenzionali nell’organizzazione e nella gestione della terapia del paziente. L’errore può essere legato a: prescrizione, comunicazione degli ordini, indicazione, confezione e nome del farmaco, preparazione o composizione, consegna e distribuzione, somministrazione da parte del personale sanitario, informazione ed educazione del paziente, monitoraggio del trattamento, istruzioni per l’uso (3). Mentre la farmacovigilanza ha soprattutto a che fare con le proprietà farmacologiche, la valutazione dell’errore medico focalizza la sua attenzione sulle modalità di impiego del farmaco. La rete REEM nasce dall’incontro di 2 esigenze:
1. la qualità dell’uso del farmaco, stabilita da un audit clinico e garantita dalla AAQTE (4)
2. la qualità dell’organizzazione che sta dietro a tale uso, stabilita dall’analisi degli effetti avversi (5,6).
I dati utilizzati provengono da studi individuali (7,8), segnalazioni spontanee da parte di professionisti ed istituzioni. A partire dal 2002, un sistema riservato di segnalazione degli eventi avversi da farmaco è disponibile su internet per gli errori probabilmente legati all’impiego di farmaci (http://www.sphinxonline.net/REEM/erreurs/declarer.htm).
L’analisi delle segnalazioni di eventi avversi consiste nello studiare la correlazione tra il tipo di evento e la probabile causa, stabilendo la fase in cui l’errore si è verificato o è stato osservato (prescrizione, trascrizione, distribuzione, preparazione, somministrazione) (9). I criteri di analisi del rischio si basano sulla classificazione americana già impiegata per le segnalazione di errori da farmaci. Da tale analisi è possibile ricavare delle linee guida a scopo preventivo (10).
Le prime segnalazioni al REEM sono state analizzate nella tesi del master in “Gestione del rischio negli istituti sanitari” di uno studente dell’École Centrale di Parigi (11). Questa tesi esamina i diversi tipi di errori legati ai farmaci segnalati in Francia, la loro frequenza relativa, le cause principali, le conseguenze cliniche e la loro prevenzione.
Lo studio ha messo in evidenza 319 segnalazioni spontanee alla rete REEM da parte dei sanitari francesi negli anni 2000-2001. I dati non permettono un’analisi epidemiologica di frequenza ed incidenza. Le segnalazioni sono state vagliate in modo da determinare le circostanze degli errori correlati ai farmaci, i farmaci coinvolti, il tipo di errore, la causa, i fattori contribuenti e le conseguenze cliniche. La maggior parte delle segnalazioni è stata fatta dai farmacisti ospedalieri e quindi riguardava pazienti ricoverati (11).
L’errore può verificarsi in tutte le fasi dell’iter seguito dal farmaco(11):

Gli errori sono stati identificati: dopo (da una settimana ad un mese) l’assunzione del farmaco nel 50% dei casi. Nei casi rimanenti gli errori (100%) sono stati individuati prima dell’assunzione del farmaco ed in particolare:

I farmaci antineoplastici ed i glicosidi cardiaci sono stati implicati in un numero molto ampio di eventi gravi, tra cui 2 decessi (11). Ben 55 pazienti sono stati sottoposti ad un controllo serrato dopo l’errore, 11 hanno avuto bisogno di cure specifiche, mentre 8 hanno subito un prolungamento dell’ospedalizzazione e 37 hanno sofferto di disabilità provvisoria.
Gli errori più frequenti riguardano il dosaggio (37%), soprattutto overdose (22%) (11). Gli errori di dosaggio vengono definiti come la somministrazione di una dose superiore od inferiore rispetto a quella prescritta o la somministrazione di una o più dosi supplementari che non sono state prescritte (2). Anche la confusione tra i nomi dei farmaci ha portato ad errori di dosaggio e di distribuzione. Raramente il nome del principio attivo genera confusione (11).
Sono stati applicati agli errori legati ai farmaci i metodi usati per analizzare i rischi industriali. L’analisi completa di ogni evento (caratteristiche, fattori di rischio, cause, conseguenze) ha permesso di calcolare il livello di rischio per ogni tipo di errore e di classificarne le cause ed i fattori contribuenti in ordine decrescente di rischio.
La causa principale è l’errore umano, legato a scarsa pratica ed a conoscenze insufficienti (11), seguono: comunicazione inadeguata, soprattutto in fase prescrittiva (trascrizione, interpretazione della grafia), confezione del farmaco e confusione tra i nomi dei farmaci (11).
Il principale fattore favorente l’errore è dato dall’incapacità ad attenersi a regole e procedure, seguita da scarsa comunicatività tra i sanitari, scarsa pratica, mancata disponibilità di personale sanitario, interruzioni e distrazioni, deposito dei farmaci in corsia (11).
Dall’analisi di questi dati possono essere ricavate delle raccomandazioni, con particolare riguardo all’implementazione delle misure di sicurezza già richieste dalla normativa francese, secondo cui le dosi individuali devono essere dispensate e preparate dalla farmacia ospedaliera. Le altre raccomandazioni fanno riferimento alla possibilità di accedere rapidamente all’anamnesi farmacologica del paziente ed alle informazioni sui farmaci, il divieto per il personale infermieristico di copiare le prescrizioni, il miglioramento della comunicazione tra il personale sanitario, incluso l’impiego di prescrizioni più specifiche (nome del principio attivo, migliore leggibilità, etc) (11). Il rischio di errore legato alla confezione e alle indicazioni del farmaco potrebbe essere ridotto in maniera considerevole se venissero migliorate le procedure di sicurezza già esistenti riguardo l’uso di dispositivi medici (11).
La mancata ottemperanza delle regole vigenti in Francia suggerisce che gli errori legati all’uso dei farmaci non sono tenuti nella giusta considerazione, sia dalle Istituzioni che dai singoli operatori (11). Se gli standards richiesti fossero rispettati, il rischio di errori da farmaco riguarderebbe il 2-7% delle dosi somministrate, mentre la reale frequenza si aggira tra il 25% ed il 45%, col sistema attualmente adoperato nella maggior parte degli ospedali francesi (11,12).
Sebbene questo studio includa un numero limitato di segnalazioni, soprattutto ospedaliere, è possibile trarne diversi insegnamenti. Segnalare gli errori, specie se hanno provocato dei danni, offre un’opportunità per identificare i problemi, stimolare la ricerca di soluzioni e sviluppare misure preventive. Questo potrebbe anche essere applicato ad altre procedure sanitarie sia negli ospedali che sul territorio (13). Quando gli errori hanno delle conseguenze gravi (es. accidentale iniezione intratecale od epidurale di un farmaco citotossico), un solo incidente è sufficiente a dare l’allarme ed a scatenare una reazione (14). Questa funzione “sentinella” giustifica da sola l’esistenza di programmi di segnalazione degli errori legati all’uso dei farmaci. L’analisi delle segnalazioni offre una nuova dimensione alla comprensione degli errori e alla loro prevenzione. In altri Paesi, la gestione del rischio ha portato ad un miglioramento delle misure di sicurezza negli ospedali, come l’eliminazione dei farmaci rischiosi dagli armadietti dei reparti (15). Da quanto detto, si evince quanto sia importante contrastare l’errore umano per ridurre gli errori e le conseguenze a carico dei pazienti.

Bibliografia

  1. Dufay E et al. Un réseau épidémiologique de l’erreur médicamenteuse. Pharm Hosp 1998 ; 33 : 14-18.
  2. Dufay E et al. Un réseau épidémiologique de l’erreur médicamenteuse : le réseau REEM. Pharm Hosp 2000 ; 35 : 20-21.
  3. Association pour l’assurance Qualité en Thérapeutique et l’Évaluation "Faits et actes…" Pharm Hosp 2002 ; 37 : 70-71.
  4. Lepaux DJ. Assurance-qualité thérapeutique et évaluation : guide méthodologique. Édition AAQTE, Lunéville 1994 : 27 pages.
  5. Schmitt E. Le risque médicamenteux à l’hôpital: analyse économique, sociologique et juridique. Thèse Pharmacie n°294, Lyon I 1996 : 1346 pages.
  6. Schmitt E. Le risque médicamenteux nosocomial: circuit hospitalier du médicament et qualité des soins. Édition Masson, Paris 1999 ; 19 : 548.
  7. Welfringer MA et al. Prévention de la iatrogénie médicamenteuse en gériatrie : une démarche qualité appliquée au circuit du médicament. Rev Gériatrie 1999 ; 24 : 767-776.
  8. Lepaux DJ et al. Fighting medication errors : results of a study and reflections on causes and ways for prevention. Int J Risk Safety Med 2002; 15: 203-211.
  9. Association pour l’assurance Qualité en Thérapeutique et l’Évaluation "Faits et actes…Comment analyser les erreurs médicamenteuses ?" Pharm Hosp 2002 ; 37 : 203-204.
  10. National Coordinating Council for Medication Error Reporting and Prevention "NCCMERP Taxonomy of Medication Errors" 1998. Website http://www.nccmerp.org consulted on 15 October 2003.
  11. Chatelain-Bernheim C. Analyse méthodologique du risque nosocomial d’erreur médicamenteuse:à propos de 319 notifications sontanées du Réseau REEM. Thèse mastère spécialisé Gestion des risques dans les établissements de santé, École Centrale Paris, 26 March 2003 : 61 pages.
  12. Schmitt E. Le risque médicamenteux nosocomial : circuit hospitalier du médicament et qualité de soins. Éditions Masson, Paris 1999; 288 pages. Presented in : Rev Prescrire 1999 ; 19 : 548.
  13. Prescrire Editorial Staff "Errors in ambulatory medicine : research is in its infancy". Prescrire Int 2003; 12: 236-237.
  14. Prescrire Rédaction "Intrarachidiennes et épidurales : des voies d’administration à haut risque". Rev Prescrire 2003 ; 23 : 591-602.
  15. Prescrire Rédaction "Gare au potassium injectable concentré !" Rev Prescrire 2003 ; 23 : 747.

Torna all'elenco dei corsi disponibili