Statine e cancro
(Francesco Salvo e Alessandro Oteri, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia dell’Università di Messina).
Il sospetto che in qualche modo l’uso delle statine possa portare ad un aumento del rischio di tumori a livello gastrointestinale deriva da: 1) dati preclinici: le statine hanno incrementato la frequenza di numerosi tumori nei roditori, a dosi simili a quelle usate nell’uomo a scopo terapeutico (1); 2)studi in vitro che indicano che le statine, agendo da immunoregolatori, possono contribuire allo sviluppo di tumori maligni (2,3); due recenti studi caso controllo (oltre 10.000 pazienti) che hanno osservato variazioni percentuali di tumori in siti specifici, ma non sono riusciti a dimostrare una chiara associazione con l’uso delle statine (4,5).
A fronte di questi dati, ne esistono altri che fanno ipotizzare un ruolo protettivo delle statine perché: 1) possiedono un effetto inibitorio sulla proliferazione delle cellule cancerose sia in vitro (6,7) che sugli animali (7) che sull’uomo, quando usate durante trattamento adiuvante (8); 2) possono agire come induttori di apoptosi tumorale specifica (9).
In particolare:
Bjerre e coll (10) hanno valutato la differenza nel rischio assoluto fra il trattamento ed il placebo, indicando quanto segue:
Gli autori hanno considerato solo 5 trial, quelli che avevano una durata di trattamento di 4 anni ed un minimo di 1000 pazienti tratti (per un totale di 30.817). Lo studio dimostra che non esiste una associazione tra uso di statine e rischio di tumori fatali e non in un periodo di 5 anni di trattamento.
Il MRC/BHF Heart Protection Study, è uno studio in cui su una popolazione di 20.536 pazienti con patologie cardiovascolari la simvastatina è stata confrontata con il placebo per un periodo di 5 anni.
Oltre ad osservare un beneficio cardiovascolare, lo studio ha escluso un aumento di incidenza di tumori o di ricoveri ospedalieri per cause non vascolari.
Ad oggi i dati provenienti dai trials clinici randomizzati sono rassicuranti, sebbene incompleti. La durata media dei trials è stata di 5 anni, ma i pazienti che assumono statine potrebbero farlo per tutta la vita. Il cancro si può manifestare dopo un lungo periodo di latenza, successivo all’esposizione all’agente cancerogeno. Non esistono ancora studi con un follow up sufficiente ad escludere l’effetto cancerogeno delle statine.
Bibliografia