Effetti avversi da topiramato
(Giuseppe Cama, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia dell’Università di Messina)
Il topiramato è un antiepilettico, che può essere somministrato come farmaco aggiuntivo per il trattamento delle crisi epilettiche parziali semplici o complesse generalizzate e non che non rispondono alla sola terapia classica.
Il suo profilo di sicurezza è oggi meglio conosciuto grazie a 3 trial clinici, in cui è stato utilizzato in monoterapia:
Alla luce dei dati ottenuti la rivista Prescrire International ha riportato (4) quanto segue:
Percentuale di abbandono per effetti dose dipendenti
Durante i summenzionati trial, la percentuale di trattamenti interrotti per reazioni avverse è stato dell’11- 22% e dose dipendente. Le più frequenti reazioni avverse osservate sono risultate: parestesia (13-35% dei pazienti), cefalea (18-25%), fatica (17-23%), sonnolenza (12-19%), vertigini (12-19%), e perdita dell’appetito (8-14%).
Un pattern simile di effetti avversi è comunemente osservato anche con altri antiepilettici, ad eccezione della perdita di appetito.
Disturbi cognitivi
Uno studio prospettico (5), che ha coinvolto 431 pazienti trattati di 36 anni d’età media, ha mostrato che il 23,9% dei pazienti sviluppava, in maniera dose-dipendente, problemi psicologici, i più frequenti dei quali sono risultati: disordini affettivi (10,7%), disordini psicotici (3,7%), comportamento aggressivo (5,6%).
Un secondo studio (6) prospettico, che ha coinvolto 596 pazienti di età superiore a 16 anni, ha mostrato che il 12,5% dei pazienti sviluppava degli effetti avversi psicologici quali: depressione (5%), comportamenti aggressivi (5,7%), sintomi psicotici (1,5%). Disturbi cognitivi (problemi di memoria e concentrazione, disattenzione, rallentamento psicomotorio, confusione e disorientamento) si sono manifestati nel 41,5% dei pazienti, e l’8,6% dei pazienti ha sospeso la terapia a causa di questi disturbi.
Dopo interruzione del trattamento si è assistito ad un miglioramento dei disturbi cognitivi (7,8).
Disturbi del linguaggio
Nello studio prospettico sopra riportato (5), il 7,2% dei pazienti aveva difficoltà a trovare le parole corrette. Questa incidenza di diturbi del linguaggio è simile a quella osservata (10%) nei trial clinici condotti su pazienti con epilessia generalizzata o con sindrome di Lennox-Gastaut (9).
Miopia acuta
Nel 2001, casi di miopia acuta sono stati riportati negli Stati Uniti e in Canada, associati talvolta ad incremento della pressione intraoculare (11). Si è assistito ad un rapido miglioramento alla sospensione della terapia.
Litiasi renale
Il topiramato incrementa il rischio di litiasi renale. Fra 1200 pazienti trattati con topiramato in trial non comparativi, compariva litiasi renale nell’1,5% dei casi (12).
Diminuzione della sudorazione e ipertermia
Nel 2003, agenzie americane e canadesi sui farmaci hanno messo in guardia contro una possibile riduzione della sudorazione (oligoidrosi) e un rischio di ipertermia (13).
Calo ponderale
E’ stato osservato in tutti i trial clinici(1-3,14,15). Nel trial(1) per la ricerca della dose, il calo ponderale è risultato dose dipendente (6% dei pazienti con 25 mg/50 mg e il 15% dei pazienti con 200 mg/500 mg; p = 0,026)
Acidosi metabolica
Il topiramato è un inibitore dell’anidrasi carbonica, per cui c’è il rischio di perdita di bicarbonati a livello renale, di una diminuzione della concentrazione ematica dei bicarbonati, e di acidosi metabolica. In trial pediatrici, il 67% dei bambini trattati con topiramato ha manifestato una riduzione sierica dei bicarbonati, rispetto al 10% del gruppo placebo.
La reale incidenza nella caduta dei livelli di bicarbonato (<17mEq/l in valore assoluto, o una perdita di più di 5 mEq/l durante il trattamento) era dell’11%. L’acidosi metabolica cronica non trattata aumenta il rischio di litiasi renale, e può provocare osteomalacia (con aumentato rischio di frattura) e, possibilmente, riduzione della velocità di ricrescita dell’osso.
Bibliografia