Diabete gestazionale, zinco, selenio e vitamine antiossidanti
(Anna Gentile, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medcina e Farmacologia)
E’ noto che donne affette da diabete gestazionale presentano bassi livelli di selenio e vitamina E. Poche informazioni si hanno invece riguardo la relazione tra livelli di zinco, notoriamente bassi in pazienti diabetici e l’iperglicemia gestazionale. A tale riguardo, nel 2005 è stato pubblicato sulla rivista Nutrition uno studio (1) condotto al fine di valutare sia la quantitativa assunzione con la dieta di vitamine antiossidanti, di zinco e di selenio sia variazioni dei livelli serici di tali micronutrienti in gestanti con iperglicemia gestazionale e normoglicemiche.
Le considerazioni ed i risultati di tale lavoro, sotto sintetizzato, possibilmente confermati da ulteriori studi, dovrebbero far ritenere necessario stabilire un appropriato regime dietetico da seguire in gravidanza al fine di limitare le alterazioni metaboliche gravidiche con le relative conseguenze.
Lo studio
Lo studio ha preso in esame tutte le donne (698) che si sono rivolte al Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell’Università di Torino, per essere seguite durante la loro gravidanza, in due differenti periodi: dall’aprile 1999 al novembre 2000 e dal dicembre 2000 al giugno 2001. Sono state così distinte due coorti di gestanti:
Prima coorte
Le donne (504) sono state divise, in base al test di tolleranza al glucosio (eseguito tra la 24° e la 28° settimana di gestazione con somministrazione orale di 50 g di glucosio), in due gruppi: ipeglicemiche (casi; 210 donne) e normoglicemiche (controlli; 294). Nel primo gruppo, 126 hanno avuto diagnosticato il diabete gestazionale [GDM; due consecutive glicemie superiori a 5,3 mM/L a digiuno; a 10,0 mM/L dopo 1 ora, a 8,6 mM/L dopo 2 ore o 7,8mM/L dopo 3 ore in base ai criteri di Carpenter e Coustan (2)] ed 84 hanno mostrato solo una anormale valutazione nel test di tolleranza al glucosio (definita con una sola valutazione superiore ai suddetti valori limite). Sono state escluse le donne con precedente diagnosi di diabete mellito o disturbi al metabolismo glucidico, infezioni in atto, malattie croniche o trattamenti medici.
Il peso corporeo delle donne, è stato poi seguito per tutto il tempo della gravidanza. E’ stato valutato, al tempo dello screening, il peso corporeo delle donne, che hanno fornito inoltre informazioni sulle variazione del peso in rapporto alla gravidanza. Il questionario per stabilire le abitudini alimentari è stato compilato “ad hoc” tenendo conto sia di uno studio di Willett (3) sulla frequenza semiquantitativa alimentare sia di alcune considerazioni specifiche per la popolazione studiata. Nel questionario è stata inclusa una lista di 60 degli alimenti, e relative porzioni, più comunemente consumati in Italia. Sono stati considerati inoltre i metodi di cottura dei cibi e la frequenza del loro consumo.
Attraverso le risposte, medici esperti, all’oscuro dei risultati del test di tolleranza al glucosio (OGTT), hanno delineato gli schemi delle abitudini alimentari.
Dopo l’intervista, altri medici hanno comunicato alle pazienti gli esiti dell’OGTT:
Gli schemi alimentari ottenuti sono stati comparati con quelli dell’Istituto Nazionale Italiano della Nutrizione (4).
Seconda coorte
Per confermare i dati precedentemente ottenuti dalla valutazione dei questionari, sono stati determinati i livelli serici di zinco e di selenio in una seconda coorte di donne tra la 24° e la 40 settimana di gestazione. Sono state identificate, come casi, 71 pazienti iperglicemiche: 42 con anormali valori all’OGTT e 20 con GDM. I controlli sono state 123 donne: tutte quelle stimate normoglicemiche durante le prime 2 settimane di questo secondo periodo.
Simili le caratteristiche cliniche per entrambe le coorte.
I dati sul peso alla nascita e lo stato di salute dei bambini sono stati ottenuti dalle cartelle cliniche compilate da medici all’oscuro dei risultati dell’OGTT:
I bambini sono stati definiti “grandi per l’età gestazionale” o “piccoli per l’età gestazionale” a seconda che il loro peso fosse sopra il 90° percentile o più basso del 10° percentile, in accordo con gli standard antroprometrici per sesso ed età gestazionale della popolazione del nord Italia (5). I nati sono stati definiti pretermine se partoriti primi della 37° settimana. L’eventuale stato di malattia dei neonati è stato definito dalle diagnosi cliniche che hanno richiesto specifiche terapie o prolungamento dell’ospedalizzazione: malformazioni, malattie respiratorie, infezioni, ittero, disturbi neurologici, gastrointestinali o ematologici.
Risultati
In entrambe le coorti, anormali valutazioni dell’OGTT e GDM sono risultate associate positivamente al crescere dell’età delle donne e ad un indice di massa corporea BMI più elevato nel corso della gravidanza.
Prima coorte
L’assimilazione con la dieta di zinco e selenio è risultata:
Seconda coorte
I livelli serici di zinco e di selenio sono stati valutati:
Tra le donne con iperglicemia gestazionale è stata osservata
Commento
Il GDM ha una patogenesi assimilabile a quella del diabete di tipo II, tanto da farlo ritenere una variante della stessa patologia. Al GDM sono associati esiti avversi sia materni sia fetali ed un aumentato rischio di sviluppo di diabete di tipo II (6).
I possibili esiti avversi fetali (distress fetale, macrosomia ed altre malformazioni congenite) sono imputabili allo stress ossidativo che il GDM induce sia nella madre sia nel feto(7).
E’ noto, a differenza di altri micronutrienti antiossidanti per i quali si hanno poche notizie, che le pazienti affette da GDM normalmente presentano bassi livelli di selenio e vitamina E (8,9)
Inoltre, nel diabete di tipo II è stato evidenziato un anomalo metabolismo di molti micronutrienti ed in particolare dello zinco (10-12).
I livelli serici di zinco e di selenio non sono determinati solo dall’assunzione di tali elementi con la dieta, ma anche da altri fattori quali: stress ossidativo, età, aumentata eliminazione, malattie croniche o infiammatorie ed assunzione di farmaci.
Selenio
L’assunzione con la dieta di selenio consigliata in gravidanza è di 65 μg/die, ma in vari paesi europei questi valori non sono rispettati.
Uno studio di coorte condotto in Cina (8), confermando la nota associazione tra bassi livelli di selenio ed iperglicemia gestazionale, trova significative diminuzioni dei livelli serici di selenio al decrescere della tolleranza al glucosio, anche nei soggetti con meno grave diminuzione di tolleranza al glucosio.
La relazione tra selenio ed iperglicemia gestazionale potrebbe essere spiegata dall’azione antiossidante ed insulino-mimetica di questo elemento (8).
Il selenio interviene nel mantenimento dell’uptake normale del glucosio, nell’impiego normale del glucosio cellulare e riduce la gravità della resistenza all’insulina ed ha una funzione biologica simile a quella dell’insulina (13).
Zinco
Lo stato gravidico necessita di un addizionale apporto di zinco in quanto la sua deficienza è associata ad esiti fetali avversi. L’assunzione media giornaliera di zinco consigliata in gravidanza è di15 mg.
Bassi livelli serici di zinco risultano associati ad iperglicemia gestazionale (14,15). Lo zinco ha un certo numero di funzioni antiossidanti indirette ed una sua deficienza potrebbe diminuire la risposta all’insulina (11) mentre un sua supplementazione sembra avere effetti favorevoli sull’omeostasi del glucosio (11,16).
Uno studio condotto su ratti con diabete farmacologicamente indotto trova che il diabete materno determina deficienza fetale di zinco ed è possibile che tale deficienza durante il periodo dell’embriogenesi e dell’organogenesi sia uno dei meccanismi che intervengono nella teratogenicità associata al diabete materno, dato il ruolo essenziale dello zinco in molti processi enzimatici e cellulari (17).
E’ stato ipotizzato che donne iperglicemiche e con bassi livelli serici di zinco diano alla luce bambini carenti di tale elemento e quindi più esposti al rischio di insulina-resistenza e macrosomia.
Vitamine antiossidanti
Per quanto riguarda le vitamine antiossidanti, non sono a disposizione sufficienti dati. Uno studio, condotto su una piccola ed etnicamente differente coorte, trova diminuiti livelli serici di vitamina E nelle donne affette da GDM (9).
Altri studi su ratti gravidi trovano che l’assunzione combinata di vitamina C e vitamina E favorisce un buon esito fetale (18,19).
Sull’associazione tra lo stato di queste vitamine e la prevalenza del diabete di tipo 2 vi sono molte incertezze (20-22).
La valutazione quantitativa dell’assunzione dei microelementi con questionari non è un metodo ottimale (23).
Carne, latte, formaggio e grano intero rappresentano le principali fonti di zinco e selenio nella coorte dello studio considerato, in accordo con quanto riportato dall’Istituto Nazionale di Statistica (23) per la popolazione del nord Italia.
Bibliografia