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Esiti degli SSRI sullo sviluppo neurologico fetale e neonatale.
(Anna Gentile, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina)

Viene a seguito presentata una sintesi del lavoro pubblicato recentemente sul “Journal of Perinatology” (1), che riporta i risultati di una meta analisi, condotta al fine di raccogliere e valutare i dati sullo sviluppo psicomotorio nel periodo neonatale a seguito dell’esposizione a SSRI, durante l’ultimo trimestre di gravidanza. Gli autori della metanalisi menzionano anche un recente lavoro svedese (2), i cui risultati concordi, contribuiscono a rafforzare le loro conclusioni.

Lo studio
Sono stati selezionati, oltre ad un abstract (3), 194 articoli, tutti attraverso MEDLINE (descrittori MeSH ricercati: “Serotonin Uptake Inhibitors”, “Antidepressive Agents” e “pregnancy outcome” “Serotonn Uptake Inhibitors/adverse events” o “Antidepressive Agents/adverse events” nei neonati dalla nascita ad 1 mese di vita). Negli altri database non sono stati identificati ulteriori studi anche utilizzando, oltre ai precedenti termini, come parole chiave “SSRI” e “pregnancy”.
Tra questi 194 lavori ne sono stati identificati 20 (19 studi ed 1 abstract) 9 dei quali (4,5,6-9,10,11,12) ritenuti idonei ad essere inclusi nella meta analisi.
I criteri di esclusione degli studi sono stati: il disegno retrospettivo (13,14), il disegno combinato retrospettivo e prospettico (15), la mancata differenziazione tra gli esiti per periodo di esposizione (2), l’esposizione ad un non preciso SSRI (16), insufficienti informazione sui dati dell’analisi (20,45) e, dal momento che la diagnosi di “poor neonatal adaptation” (PNA) appare spesso strettamente associata all’uso di SSRI durante il III° trimestre, esposizione ad SSRI limitata al I° trimestre di gravidanza (17-19). La PNA è definita da un insieme di diagnosi positive: distress respiratorio, ipoglicemia, ittero, letargia, ipotonia, pianto flebile o assente, difficoltà nell’alimentazione, convulsioni neonatali ed iperbilirubinemia. Generalmente, è controverso se tali segni nel neonato siano consequenziali alla sospensione drastica dell’esposizione a SSRI alla nascita (sindrome da astinenza) o ad un’iperstimolazione del sistema serotoninergico secondaria all’esposizione prenatale (20) (vedi: http://www.farmacovigilanza.org/servizi/csm-mca/040)

Risultati
Come mostra la tabella 1, che riporta l’odds ratio (OR) e l’intervallo di confidenza al 95% per i parametri neonatali significativamente influenzati dall’esposizione in utero ad SSRI, risulta che per i neonati esposti in utero ad SSRI aumenta l’incidenza di LWB (basso peso alla nascita), di evenienza di ricovero alla nascita in reparto neonatale e di diagnosi di PNA.

Tabella 1- Risultati della meta analisi.

Variabile (diagnosi)

Casi (esposti affetti/totale)

Controlli (affetti/totale)

ARR (%) *

RRR (%) **

NNT ***

OR (95% CI)

P

Prematurità

43/491 (8.8)

22/418 (5.3)

3.5

66

29

1.85 (0.79- 4.29)

0.1295

LBW°

17/399 (4.3)

5/438 (1.1)

3.2

291

31

3.64 (1.01-13.08)

0.0481

Ricovero

42/184 (22.8)

30/365 (8.2)

14.6

178

7

3.30 (1.45- 7.54)

0.0192

PNA

67/406 (16.5)

4/77 (5.2)

11.3

217

9

4.08 (1.20- 19.93)

0.0694

* Riduzione del rischio assoluto
** Riduzione del rischio relativo
*** ”Number needed to treat”
° Basso peso alla nascita

Nella valutazione di tali risultati, va tenuto conto, comunque, dell’eterogenicità della popolazione di esposti che lo studio ha preso in esame. Molti di questi (4,8,9,12), infatti, hanno incluso donne trattate con altri farmaci psicotropi, tipo benzodiazepine e dal momento che a quest’ultimi è notoriamente associata una sindrome da sospensione del farmaco, caratterizzata da ipotonia, distress respiratorio, ipotermia e scarsa alimentazione, segni simili a quelli descritti per la PNA, non è facile distinguere i due eventi.
Altri studi (4,9,12) hanno incluso donne fumatrici e consumatrici di alcol ed è notorio che l’esposizione fetale al fumo ed all’abuso di alcol materno è associata a prematurità ed a bambini piccoli per l’età gestazionale (21), altri hanno incluso donne in trattamento con SSRI per altra indicazione dalla depressione, tipo ansia.
Inoltre, come è noto, la depressione materna, durante la gravidanza, è di per se associata a parto prematuro e LBW (22-24) e solo uno degli studi considerati ha confrontato le donne esposte a SSRI con una popolazione di controllo costituita da donne senza diagnosi di disturbi psichiatrici (6).
I risultati dello studio di Kallen, recentemente pubblicato (2), concordano con quelli della meta analisi, rafforzandoli.
Tale studio, che come sopra riportato non è stato incluso per il suo disegno nella meta analisi, si è servito dell’ampio database “Swedish Medical Database”, dal quale sono state identificate un totale di 558 donne in trattamento con SSRI in gravidanza. Gli esiti nei bambini sono stati valutati prospetticamente confrontati con la popolazione generale.
Kallen (2) prendendo in esame l’incidenza di prematurità, LBW, distress respiratorio, ittero, ipoglicemia e convulsioni, tutti segni spesso inclusi nella PNA, conclude che tra i bambini esposti in utero a SSRI aumenta l’incidenza di nascite premature (OR=2.06; CI 95%:1.42;), di LWB (OR=1.98; 1.61-2.60) e di diagnosi di PNA(OR=1.99 95% CI:1.43-2.77).
Incorporando i dati di Kallen, quelli della meta analisi aumentano la loro significatività, risultando:

Bibliografia

  1. Lattimore KA et al. Selective serotonin reuptake inhibitor (SSRI) use during pregnancy and effects on the fetus and newborn: a meta-analysis. J Perinatol. 2005;25:595-604.
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  20. Isbister GK et al. Neonatal paroxetine withdrawal syndrome or actually serotonin syndrome? Arch Dis Child Fetal Neonatal Ed. 2001;85:F147-8.
  21. Aranda J et al. Developmental pharmacology. In : Fanaroff AA, Martin RJ, editors. Neonatal-Perinatal Medicine: Diseases of the Fetus and Infant. 7th ed. St. Louis: Mosby; 2002.
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