Trombocitopenia autoimmune farmaco-indotta
(Alessandro Oteri, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università degli Studi di Messina)
In una review pubblicata di recente, P. van den Bemt e coll. hanno rivisto 108 articoli riferiti alla trombocitopenia autoimmune indotta dai farmaci. Riportiamo di seguito un’ampia sintesi dell’articolo.
Introduzione
Quando dei nuovi farmaci vengono immessi in commercio è possibile individuare effetti avversi rari non identificati in precedenza durante i trials clinici. Tra queste rare ADR bisogna considerare una serie di disordini ematici quali agranulocitosi, anemia aplastica e trombocitopenia, che sono stati spesso responsabili del ritiro di farmaci dal commercio (1).
Nonostante si tratti di un’ADR importante, la trombocitopenia è stata finora poco studiata, a differenza dell’agranulocitosi che invece è stata fatta oggetto di numerosi studi quali l’IAAAS (International Agranulocytosis and Aplastic Anemia Study) (2).
La trombocitopenia viene solitamente definita come una conta piastrinica inferiore a 100x109/L. La trombocitopenia grave, che viene definita come una conta piastrinica inferiore a 50x109/L, comporta un incrementato rischio di sanguinamento durante le procedure invasive. Una conta piastrinica inferiore a 10x109/L può indurre delle gravi emorragie e causare di conseguenza la morte del paziente (3-5).
I farmaci possono indurre trombocitopenia attraverso due meccanismi principali:
Accanto a questi due meccanismi principali, è necessario considerare tra le cause di riduzione della conta piastrinica un fenomeno definito pseudotrombocitopenia che è causato in vitro dall’aggregazione delle piastrine. Tuttavia in vivo sia il numero che la funzionalità delle piastrine si presenta normale. La pseudotrombocitopenia può essere causata da farmaci anticoagulanti come l’eparina e il citrato (6,7).
Gli stessi sintomi indotti dalla trombocitopenia possono manifestarsi nei pazienti con trombocitopatia. In questo caso però la conta piastrinica è normale, mentre la funzionalità dei trombociti è compromessa. Questo effetto può essere causato per esempio dall’aspirina, dai FANS e dagli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI).
In questa review gli Autori hanno focalizzato la propria attenzione sulla trombocitopenia farmaco indotta di tipo immuno-mediato, escludendo la trombocitopenia e le trombosi indotte dall’eparina. Sono stati invece considerati i casi di trombocitopenia farmaco indotta per i quali il meccanismo di reazione è ancora sconosciuto (e presumibilmente non-immuno-mediato).
1. Ricerca in letteratura
Nel gennaio del 2003, tramite PubMed è stata effettuata una ricerca in letteratura usando come parole chiave “thrombocytopenia [MeSH] and drug-induced”, “adverse effect and trhombocytopenia”, thrombocytopenia [MeSH] and drug toxicity [MeSH]” e “drug-induced and drug-dependent”. Non sono stati posti limiti alle date di pubblicazione. Sono stati inclusi gli articoli in inglese e in tedesco. Sono stati esclusi gli articoli riguardanti i farmaci citotossici, l’eparina e i suoi analoghi e gli articoli non di interesse. Dalla ricerca sono emersi 67 articoli ai quali ne sono stati aggiunti altri 41 facendo riferimento alla bibliografia di quelli già selezionati. Avendo trovato delle review sistematiche di case reports, questi ultimi non sono stati selezionati.
2. Farmaci coinvolti
I farmaci maggiormente coinvolti nella trombocitopenia immune sono stati descritti da George e coll. in una review sistematica di case reports (8) e da altri Autori (9,10). Dopo aver escluso gli articoli riferiti ai farmaci citotossici, all’eparina e ai suoi analoghi, 512 case reports coinvolgenti 152 farmaci sono stati inclusi nella presente review. Usando un set predeterminato di criteri, la causalità in questi case reports è stata classificata come definita, probabile, possibile e improbabile.
I farmaci che sono stati più spesso coinvolti nelle segnalazioni classificate come definite o probabili sono chinina/chinidina, rifampicina (rifampina) e cotrimossazolo (trimetoprim-sulfametossazolo) (8).
Oltre a questa review sistematica, è stata effettuata una serie di studi epidemiologici aventi come soggetto la trombocitopenia indotta dai farmaci (Tabella).
Tabella. Studi epidemiologici sulla trombocitopenia farmaco-indotta (TFI) |
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Studio |
Durata (anni) |
Metodo |
Incidenza di TFI |
Farmaci o classi di farmaci maggiormente implicati |
24 |
Studio retrospettivo di 309 case reports provenienti dal sistema di segnalazione per le ADR danese; farmaci citotossici esclusi (incluse diagnosi alla dimissione da un certo numero di ospedali danesi) |
0.63/100.000 abitanti/anno |
FANS, anticonvulsivanti, solfonamidi, sali d’oro, alcaloidi della cincona |
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5 |
Studio retrospettivo di 126 case reports spontanei proveniente dal sistema di segnalazione delle ADR svedese; farmaci citotossici inclusi (incluse diagnosi alla dimissione da un certo numero di ospedali svedesi) |
0.1-11 per 1.000.000 abitanti/anno (per età dal gruppo 0-4 anni al gruppo >70 anni)a |
Diuretici, alcaloidi della cincona, FANS, solfonamidi |
Danielson e coll. (13) |
10 |
Diagnosi alla dimissione (disordini ematici farmaco-indotti, incluse 15 diagnosi di trombocitopenia) provenienti dagli ospedali appartenenti al Group Healt Cooperative of Puget Sound, USA; farmaci citotossici esclusi |
Somministrati solo per tutti i disordini ematici combinati |
Alcaloidi della cincona, sulfonamidi, eparina |
Kaufman e coll. (14) |
Da 2 a 8 |
Studio caso controllo – casi identificati contattando il personale degli ospedali; farmaci citotossici esclusi (n=62). I controlli sono stati selezionati da altri pazienti degli ospedali (pazienti con traumi, infezioni acute, ernia ed altre diagnosi) [n. 2625] |
Trombocitopenia acuta 18/1.000.000 abitanti/anno (eccesso di rischio stimato per cotrimossazolo 38/1.000.000 di utilizzatori per settimana) |
Alcaloidi della cincona, dipiridamolo, sulfonamidi, sulafaniluree, salicilati |
a: il sesso femminile è stato identificato come possibile fattore di rischio (statisticamente non significativo) |
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Gli studi differiscono ampiamente nella metodologia utilizzata, nei criteri di inclusione ed esclusione (per es. farmaci citotossici) e nella durata. Inoltre in tutti gli studi l’incidenza della trombocitopenia immune farmaco-indotta è risultata simile (circa 10 casi per 1.000.000 di abitanti per anno). L’incidenza in popolazioni selezionate (per es. gli utilizzatori di farmaci ad alto rischio) può essere sostanzialmente maggiore. Ad esempio in uno studio condotto in Svezia da Böttiger e Westerholm l’incidenza annuale negli utilizzatori di diuretici è risultata di 1 su 15.000 persone (11). In tutti gli studi epidemiologici le classi di farmaci più frequentemente coinvolte sono sempre FANS, anticonvulsivanti, diuretici, derivati degli alcaloidi della cincona, penicillamine e sali d’oro. Facendo riferimento al numero di segnalazioni per milioni di dosi giornaliere definite (DDD), Pedersen-Bjergaard e coll. hanno trovato che sali d’oro, acido valproico, penicillamina e chinidina sono molto spesso associate alla trombocitopenia (12). Danielson e coll. hanno identificato 11 casi di trombocitopenia indotta da chinina o chinidina su 5089 utilizzatori di questi farmaci e 3 casi attribuiti a farmaci contenenti zolfo su 46 000 utilizzatori (13). Infine Kaufman e coll. hanno trovato 38 casi di trombocitopenia su 1.000.000 di utilizzatori di cotrimossazolo per settimana, 26 casi per chinina e chinidina e 35 casi su 1.000.000 di utilizzatori a settimana per la sola chinidina (14).
Numerosi altri studi epidemiologici hanno indagato l’associazione tra specifiche classi di farmaci e la trombocitopenia, in particolare i farmaci antireumatici (sali d’oro, penicillamina, sulfasalazina, FANS) (15-26), inibitori dei recettori IIb/IIIa della glicoproteina P (27-32), anticonvulsivanti (33-41) e gli antibiotici come cotrimossazolo e penicilline (42-46), tutti menzionati nella review sistematica dei case reports (8-10,47).
Nove degli studi epidemiologici hanno identificato altri fattori di rischio aggiuntivi per la trombocitopenia farmaco-indotta. Uno di questi studi ha identificato il sesso femminile come un potenziale fattore di rischio. Tuttavia questo fattore non può essere considerato statisticamente significativo in associazione alla trombocitopenia.
3. Meccanismo
Sono stati proposti almeno tre differenti meccanismi per lo sviluppo della trombocitopenia immuno-mediata, farmaco-indotta (48-51).
Tipo I – Anticorpi Aptene-Dipendenti
Sebbene con bassa frequenza, le penicilline e le cefalosporine possono causare trombocitopenia (45,46). Questi antibiotici betalattamici – o apteni – si legano in maniera covalente alle proteine autologhe (nel caso specifico alle proteine di membrana dei trombociti) formando degli allergeni (51,52). Successivamente vengono formati gli anticorpi diretti contro questo complesso aptene-proteina che determinano la distruzione cellulare (52). Gli antibiotici betalattamici possono causare trombocitopenia, anche tramite un meccanismo differente che può risultare simile a quello indotto dalla chinina (53).
Tipo II – Auto-Anticorpi farmaco indotti diretti contro le piastrine
Auto-anticorpi specifici per le piastrine sembrano essere coinvolti nei casi di trombocitopenia indotta dai sali d’oro e dalla procainamide (52) e occasionalmente dalla chinina e dalla chinidina (54). Questi auto-anticorpi sono indotti da tali farmaci ma possono legarsi alla membrana delle piastrine anche in loro assenza.
Tipo III – Anticorpi Farmaco-Dipendenti
Il meccanismo degli anticorpi farmaco-dipendenti è stato studiato per un certo periodo di tempo ed è risultato il tipo più comune di trombocitopenia, anche se l’esatta via attraverso la quale si formano gli anticorpi che determinano l’eventuale successiva distruzione delle piastrine non è ancora nota.
Il modo in cui un farmaco sia in grado di promuovere il legame di questi anticorpi alle glicoproteine della membrana piastrinica, una volta che essi si sono formati, è poco chiaro (51). Le spiegazioni più plausibili sono:
Le glicoproteine favorite (come bersaglio degli anticorpi) sono i complessi glicoproteici GPIb/IX/V e GPIIb/IIIa (51,55-58). Altre glicoproteine identificate come bersaglio sono il platelet endothelial cell adhesion molecule-1 (PECAM-1) (59) e il GPIX (60,61). Le stesse sequenze specifiche (o sequenze molto simili) del GPIX si comportano come epitopi per gli anticorpi chinina (57) e rifampicina dipendenti (60). Gentilini e coll. hanno dimostrato che ciò vale anche per la ranitidina (61). Inoltre la sequenza del GPIX può essere localizzata agli epitopi di altri anticorpi farmaco indotti (60).
4. Diagnosi
Segni Clinici
Di regola si verifica una maggiore tendenza al sanguinamento (variabile da petecchie ad un grave sanguinamento) quando il numero delle piastrine raggiunge valori molto bassi (<50x109/L), a meno che non vi sia un concomitante coinvolgimento della funzionalità piastrinica (per es. in seguito all’uso di FANS) o durante l’assunzione di anticoagulanti. In aggiunta, bisognerebbe sempre tenere presente che il sanguinamento può essere sintomatico della patologia di base (62). Spesso, la distinzione fra trombocitopenia farmaco-indotta ed altre forme di trombocitopenia è difficile da effettuare, soprattutto quando i pazienti soffrono di patologie multiple. Inoltre, sembra che i farmaci possano essere coinvolti in alcuni casi di porpora trombotica trombocitopenica e di sindrome uremica emolitica (3,63,64). Considerando l’insorgenza della trombocitopenia in relazione all’inizio della terapia con il farmaco sospetto, può essere identificato un potenziale agente causale. I farmaci che in letteratura sono stati correlati alla trombocitopenia dovrebbero essere considerati come cause potenziali (vedi sezione 2). Un dechallenge con esito positivo (per es. scomparsa dei sintomi alla sospensione del farmaco) e l’esclusione di altre cause (mediche) contribuiscono a stabilire una relazione causale. Un test di rechallenge può ulteriormente rafforzare la relazione causale. Questo test è però indicato solo se il suo risultato è di notevole importanza per il paziente e deve essere effettuato sotto stretta osservazione medica a causa dei grossi rischi potenziali (3).
Indagini di laboratorio
Sebbene la trombocitopenia farmaco-indotta sia solo raramente accompagnata da neutropenia e/o anemia, dovrebbe essere comunque effettuata un emocromo completo. L’aspirato midollare è generalmente compatibile con un processo di distruzione periferica delle piastrine, con numero di megacariociti normale o incrementato (49). Tuttavia generalmente l’aspirato midollare non è necessario (4).
Test Sierologici per le Piastrine
Nel caso della porpora idiopatica trombocitopenica, i test dell’antiglobulina diretta ed indiretta sono stati trovati spesso positivi. Nel caso della trombocitopenia immune farmaco-indotta, possono essere effettuati dei tentativi supplementari allo scopo di individuare la presenza di anticorpi correlati ad un determinato farmaco e diretti contro le piastrine.
Nell’eseguire questi test sarebbe opportuno considerare la possibilità che un paziente sia sensibilizzato al metabolita del farmaco piuttosto che al composto originale. Ciò è stato descritto per il paracetamolo, per il naprossene (65) e per il sulfametossazolo (62). La sensibilità dei test dipende anche dalla concentrazione del farmaco, la quale a sua volta dipende dal tipo di farmaco testato (49).
5. Trattamento
Quando si ha il sospetto di una trombocitopenia farmaco-indotta dovrebbe essere interrotta la somministrazione del farmaco potenzialmente responsabile. La trombocitopenia indotta dai farmaci è reversibile e la guarigione avviene in media entro 1 settimana (8), anche se l’autoimmunità indotta dal farmaco può durare più a lungo. Se la sospensione del farmaco non comporta un incremento della conta piastrinica entro 2-6 settimane, dovrebbero essere presi in considerazione altri farmaci potenzialmente responsabili (4,66).
In alcuni casi, la risoluzione dei sintomi può richiedere un periodo di tempo più lungo, come nel caso dei farmaci con una lunga emivita. La terapia a base di corticosteroidi non si è dimostrata efficace per il trattamento della trombocitopenia farmaco-indotta (12,62). Ciononostante, in molti casi, è possibile somministrare corticosteroidi (per es. prednisone 1-2 mg/kg/die per 2-4 settimane), nel caso in cui risulti difficile distinguere la trombocitopenia dalla porpora idiopatica trombocitopenica per il trattamento della quale l’efficacia dei corticosteroidi è provata (5,62,63). Per la stessa ragione, è possibile somministrare immunoglobuline per via endovenosa (5,67,68).
L’infusione di piastrine dovrebbe essere presa in considerazione solo nei casi di grave trombocitopenia associata a sanguinamento. Nei casi di trombocitopenia immune il tempo di sopravvivenza delle piastrine infuse è ridotto a poche ore. Tuttavia, questa pratica può aiutare a controllare il sanguinamento (62).
6. Conclusioni
La trombocitopenia è una condizione patologica multicausale. I farmaci sono solo una delle possibili cause di tale patologia. In letteratura, la trombocitopenia immune farmaco-indotta è molto spesso associata a FANS, sulfonamidi, alcaloidi della cincona e diuretici. Il numero limitato di studi epidemiologici a tal riguardo rivela che l’incidenza della trombocitopenia immune farmaco-indotta nella popolazione generale è di circa 10 casi per milione di abitanti per anno. In popolazioni speciali però (per es. nei pazienti ospedalizzati) l’incidenza può essere sostanzialmente più elevata.
Sebbene la trombocitopenia farmaco-indotta sia un’ADR relativamente rara, le sue conseguenze possono essere gravi.
Bibliografia