Gli omega 3 sono realmente utili?
(Maria Rosa Luppino e Achille P. Caputi, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina)
Lo studio GISSI-Prevenzione (1) (GISSI-P) ed il suo impatto sulla prescrizione.
Questo studio condotto dall’Istituto Mario Negri su oltre 11.000 pazienti e pubblicato su Lancet nel 1999, aveva dimostrato che i supplementi di acidi grassi polinsaturi omega 3 (1 g/die) riducevano sia la mortalità, sia gli infarti non fatali sia gli ictus, nonché la mortalità ospedaliera per infarto del miocardio del 30%.
Alla luce di questo studio, il consumo di omega-3 in Italia aveva raggiunto nel 2004 il costo per il SSN di 191 milioni di euro, con un incremento rispetto all’anno precedente del 36,8%. Inoltre fra il 2003 ed il 2004, mentre in tutte le Regioni d’Italia la prescrizione per omega-3 diminuiva, la stessa aumentava nel Lazio, in Sardegna in Campania ed in Sicilia. L’entusiasmo per tali farmaci era anche dimostrato dal fatto essi risultavano al 754° posto nel 2001 ed addirittura all’8° posto nel 2004 per spesa a carico del SSN.
Lo studio DART-2 (2) ed il suo impatto sulla prescrizione
Questo studio, pubblicato nel 2003, era stato condotto su 3.114 pazienti con angina instabile, per dimostrare che il principale effetto benefico degli omega-3 dipendeva dallo loro azione antiaritmica. Sorprendentemente i risultati non avevano confermato tale ipotesi, ma anzi mostrato un aumento sia delle morti improvvise che della mortalità totale soprattutto con olio di pesce assunto come supplemento dietetico piuttosto che con la dieta.
Anche sulla base di questo studio, l’AIFA introduceva la nota 13, precisando che i suddetti farmaci sono rimborsabili “limitatamente alle condizioni di dislipidemia familiare ed in prevenzione secondaria, cioè in soggetti con pregresso infarto del miocardio”. Dopo tale nota, la spesa del SSN per gli omega-3 scendeva nel 2005 a 84 milioni di euro e la posizione di tali farmaci passava dall’8° al 21° posto per spesa in pochi mesi.
Una revisione sistematica delle evidenze.
Il 24 Marzo 2006 è stata pubblicata sul British Medical Journal (3) una revisione sistematica di 48 RCT e di 41 studi di coorte in cui è stata esaminata l’efficacia degli omega-3 a catena corta e lunga sulla mortalità totale, sull’incidenza di eventi cardiovascolari combinati e di cancro. In tale metanalisi viene anche analizzato lo studio GISSI-P. Lo studio considera gli effetti sia di supplementi contenenti acidi grassi sia della dieta con forte consumo di pesce, tanto in pazienti a basso rischio quanto in pazienti ad alto rischio cardiovascolare se non addirittura già vittime di un infarto o portatori di insufficienza cardiaca.
I risultati:
Conclusioni
Bibliografia
Link utili: