Sicurezza della metformina durante il primo trimestre di gravidanza
(Alessandra Russo, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia dell’Università di Messina)
La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è caratterizzata dalla presenza di oligo-ovulazione o anovulazione associata ad iperandrogenismo.
Il 5-7% delle donne in età fertile è affetto da PCOS (1) che rappresenta la causa più frequente di infertilità anovulatoria (2)
La metformina attualmente è approvata dalla Food and Drug Administration per il trattamento del diabete di tipo 2 (3). Nel foglietto illustrativo l’uso della metformina è controindicato in gravidanza; tuttavia sia in Canada sia negli Stati Uniti è in crescita l’uso off-label di tale farmaco nel trattamento dell’infertilità causata da PCOS.
E’ noto che la metformina facilita il concepimento nelle donne affette da oligomenorrea e PCOS (4,5). Recenti studi hanno suggerito che l’uso di metformina durante la gravidanza riduce l’elevata incidenza di aborti spontanei associati a PCOS (30-50%) (6) e di diabete gestazionale (31% delle donne non trattate contro il 3% delle donne trattate) (7).
Studi sugli animali
Resta controverso se la metformina causi teratogenicità negli animali. Alcuni studi condotti sugli animali non hanno riscontrato una particolare teratogenicità (8-10), mentre in altri studi sembra associata ad una bassa incidenza di malfomazioni (11).
Nelle donne affette da PCOS che assumono metformina, è difficile chiarire se il problema della teratogenicità sia associato allo scarso controllo glicemico o se sia conseguente all’azione diretta dell’ipoglicemizzante orale.
Esposizione nel primo trimestre di gravidanza
Il Programma Motherisk ha condotto di recente uno studio retrospettivo di coorte sugli esiti di gravidanza fra donne affette da PCOS (12) ed una metanalisi di tutti gli studi pubblicati con dati sugli esiti di gravidanza riguardo le malformazioni maggiori (13).
Nello studio retrospettivo di coorte, 72 pazienti affette da PCOS esposte a metformina sono state confrontate con 48 pazienti affette da PCOS che hanno concepito senza metformina in 5 diversi cliniche per la terapia della fertilità. La prevalenza delle malformazioni maggiori era simile nei 2 gruppi. Il gruppo trattato con metformina aveva una prevalenza più elevata di gravidanze multiple e prematurità, che rappresenta un importante fattore di confondimento dell’uso concomitante di altri farmaci per la fertilità (12).
I risultati della metanalisi sono incoraggianti. Nei cinque studi inclusi nell’analisi statistica, non vi era aumento dell’incidenza di malformazioni maggiori e infatti la metformina potrebbe realmente avere un effetto protettivo nelle donne affette da PCOS. Nel gruppo trattato c’erano 3 malformazioni fra 172 bimbi (1.7%), mentre nel gruppo controllo, c’erano 17 malformazioni fra 235 bambini (7.2%). L’odds ratio era pari a 0.50 in favore del trattamento (13).
Conclusioni
In conclusione, attualmente non ci sono evidenze in letteratura che dimostrino che l’impiego di metformina in donne affette da PCOS sia associato ad aumento del rischio di malformazioni. La maggior parte degli studi applicabili a PCOS era limitata all’esposizione al primo trimestre, cioè la metformina è stata sospesa appena è stata diagnosticata la gravidanza. Le evidenze nel periodo successivo al primo trimestre rimangono solo aneddotiche. Sono necessari ampi studi ben controllati sugli esseri umani. Nelle donne affette da diabete mellito non-insulino-dipendente, l’insulina viene considerata il trattamento di scelta durante la gravidanza, sebbene sia stato dimostrato che la gliburide (glibenclamide) non attraversa la placenta umana (14,15).
Un breve lavoro sull’argomento è recentemente apparso sul Canadian Family Physician (16).
Bibliografia
Link utili: