Titolo originale:
(La presente, parziale traduzione è stata effettuata dal dott. Alessandro Oteri, Dipartimento Clinico Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina)
Propositi e contesto
L’informazione è una parte integrante della sanità. Il recente interesse da parte delle industrie farmaceutiche a fornire “informazioni dirette al paziente” ha ridotto il limite tra promozione dei farmaci e informazioni sanitarie.
In alcuni paesi (USA e Nuova Zelanda), le industrie, nell’ambito della pubblicità diretta al consumatore (DTCA) hanno sviluppato campagne atte ad aumentare la conoscenza delle patologie e, più recentemente, a crearne di nuove (la creazione delle malattie). Hanno anche sviluppato programmi per aumentare la compliance (“programmi di compliance”). Queste pubblicità diretta al consumatore, insieme al supporto diretto o indiretto da parte delle organizzazioni di pazienti, ha contribuito ad incrementare la confusione ed i problemi.
Dopo il rigetto nel 2002 da parte del Parlamento Europeo e nel 2003 da parte del Concilio Europeo, di una proposta della Commissione Europea di modificare la regolamentazione della pubblicità in modo da consentire alle industrie farmaceutiche di promuovere la “conoscenza e la disponibilità” dei farmaci per l’asma, il diabete e l’AIDS, le industrie hanno cercato delle vie alternative per fornire “informazioni” a pazienti e consumatori.
Sebbene venga utilizzato il termine informazione, le attività in questione includono forme di pubblicità sia diretta che mascherata. In pratica, la sfida dell’industria rimane la stessa: eliminare in Europa la censura nei confronti della DTCA. È necessario dunque effettuare una distinzione tra informazione e pubblicità in modo tale da consentire ai pazienti di essere realmente informati sulla propria salute.
1. Identificare il bisogno fondamentale dei cittadini di avere informazioni sanitarie
L’informazione, fornita attraverso una promozione sanitaria pubblica, gioca un ruolo importante nella prevenzione delle malattie, sia da un punto di vista individuale sia a livello sociale.
Potenzialmente, una buona informazione porta a vantaggi diretti ed indiretti. I risultati immediati includono miglioramenti nella conoscenza e nella comprensione, mentre i risultati a lungo termine possono portare a miglioramenti in termini di salute e benessere. Indirizzare le necessità di informazioni da parte dei pazienti e dei cittadini non è un problema soltanto di contenuti ma anche di comunicazione.
1.1. L’informazione come parte dell’educazione sanitaria
L’eccessiva medicalizzazione della popolazione europea sta generando confusione tra “l’informazione sanitaria” e “l’informazione sulle malattie e sui farmaci”. L’informazione sanitaria di base include approfondimenti su come funziona il corpo umano nelle differenti fasi della vita e su come poter intervenire per preservare la salute. Per consentire ai cittadini di acquisire una maggiore responsabilità nei confronti della propria salute ed occuparsi maggiormente della propria automedicazione è necessario un solido background su concetti di base come rapporto rischio/beneficio, sintomi/eziologia ecc.1.2. L’informazione come parte della sanità.
Per migliorare il proprio accesso alla sanità i cittadini necessitano di vari tipi di informazioni: informazioni sulla prevenzione (screening, vaccinazioni, contraccezione ecc.), sulle patologie e sui trattamenti ed informazioni specifiche nei casi in cui essi si trovino a partecipare a trial clinici (in modo da fornire un reale consenso informato).
L’informazione scritta è utile, ma confronti faccia a faccia ed un rapporto confidenziale sono essenziali per adattarne il contenuto ad ogni situazione.1.3. Informazioni in caso di patologie
Nei casi di problemi di salute che richiedono assistenza sanitaria, i pazienti ed i loro familiari devono essere messi in condizione di poter esprimere le proprie preoccupazioni ed i propri sentimenti. Inoltre, essi necessitano di essere ascoltati e di ottenere delle risposte a domande quali:
- Qual è la causa del problema?
- I sintomi si possono risolvere spontaneamente?
- A cosa servono i test e le indagini?
- C’è qualcosa che posso fare per migliorare la mia condizione di salute?
- Esistono interventi efficaci per alleviare i sintomi, curare la patologia o prevenirne la ricomparsa?
- Quali sono le differenti opzioni terapeutiche?
- Quali sono i potenziali benefici e rischi del trattamento? A breve ed in particolare a lungo termine?
- Cosa posso fare per ridurre gli effetti collaterali del trattamento?
L’informazione è stata sviluppata anche per altri propositi; ad esempio per capire cosa è sbagliato, per ottenere un’idea realistica della prognosi, per comprendere i processi ed i relativi esiti dei test e dei trattamenti, per identificare le opzioni ed i servizi più rilevanti, per aiutare ad affrontare la patologia, per imparare a conoscere i servizi e le fonti d’aiuto ecc. Tali informazioni dovrebbero permettere alle persone di condividere insieme agli operatori sanitari le scelte da prendere.
1.4. Informazioni di confronto per decisioni informate
Prima di prendere una decisione, il paziente dovrebbe avere a propria disposizione delle informazioni di confronto riguardanti in particolare i pro ed i contro di tutte le opzioni. Queste informazioni spesso sono scarse o carenti a causa di ricerche inadeguate o piene di bias, o ancora per l’assenza di studi scientifici.
In ogni caso, tutti i dati di confronto devono essere resi accessibili ai pazienti, agli operatori sanitari e ai familiari o ad altri assistenti. Questi includono: informazioni sulla storia naturale della patologia (autolimitante o con possibili ripercussioni sulla vita del paziente, sia a breve che a lungo termine) e sulle potenziali conseguenze derivanti dal non trattamento della patologia.
Le informazioni di confronto dovrebbero inoltre permettere di valutare le differenti opzioni terapeutiche: i vari trattamenti farmacologici, e non, variazioni nello stile di vita, supporto sociale, interventi chirurgici, fisioterapia, psicoterapia e tutte gli altri mezzi terapeutici che sono stati valutati per una data patologia. Per ogni opzione i pazienti dovrebbero essere capaci di identificare chiaramente i benefici (grado di efficacia clinica, convenienza ecc) ed i rischi (potenziali effetti collaterali e disturbi a carico della vita personale e sociale, ecc).
2. Strumenti utili all’assegnazione e all’uso di informazioni sanitarie rilevanti
Varie iniziative sono state intraprese per fornire elenchi dei criteri di qualità per i pazienti e di informazioni sanitarie per i consumatori. I seguenti criteri sono comuni in molte di questi elenchi:
Attendibile: trasparente come la fonte dell’informazione (che comporta l’eliminazione delle informazioni influenzate da conflitti di interesse), basata sull’evidenza (prendendo in considerazione solo dati realistici), priva di bias, aggiornata.
Comparativa: l’informazione deve fornire spiegazioni sulla storia naturale delle patologie, presentare benefici e rischi degli interventi ed il quadro completo delle opzioni terapeutiche (incluso il non trattamento) in modo da consentire ai pazienti di effettuare una scelta informata.
Adatta agli utenti: in funzione del contesto l’informazione deve essere: comprensibile, facile da utilizzare ed accessibile.
Sia in Europa che nel mondo, sono stati sviluppati degli specifici strumenti atti a valutare e classificare la qualità delle informazioni sulle scelte dei trattamenti per addestrare gli utenti a valutare in maniera critica le informazioni sanitarie o per aiutarli ad identificare le fonti realistiche. Tali esempi dovrebbero essere ampiamente diffusi ed utilizzati.
3. Ostacoli che limitano l’accesso alle informazioni sanitarie
La sfida dell’informazione sanitaria è duplice: da una parte questa deve garantire che le informazioni fornite alle persone siano di buona qualità e centrate sul paziente, per esempio presentando tutte le opzioni in maniera bilanciata, dall’altra parte assicurare che le informazioni sanitarie vengano fornite come parte integrante della salute dei cittadini.
Diversi generi di ostacoli possono rendere tale sfida particolarmente difficile.
3.1. La quantità supera la qualità
Le fonti che generano informazioni sanitarie diventano sempre più numerose, specialmente con lo sviluppo di internet; tuttavia, “più” non significa necessariamente “meglio”. L’attendibilità di alcune di queste informazioni non è chiara. Anche se prive di bias derivanti da conflitti di interesse, le informazioni sanitarie possono essere prive di accuratezza, antiquate, inconsistenti, incomplete o irrilevanti e possono fornire ai pazienti messaggi inutili e conflittuali. Inoltre, queste possono non essere basate sull’evidenza, possono essere realizzate in maniera tale da non vedere le necessità dei pazienti e possono essere difficili da comprendere e utilizzare. Se i pazienti ed i consumatori non vengono equipaggiati con strumenti di valutazione critica, le informazioni attendibili possono essere diluite dalla massa di informazioni.3.2. La promozione del farmaco viene presentata sotto forma di informazione
Il crescente numero di “informazioni” diffuse dalle industrie farmaceutiche o da strutture analoghe, spesso presentate come “percezione delle patologie”, insieme a soluzioni farmacologiche, rappresenta uno dei principali ostacoli alla diffusione di informazioni sanitarie oggettive. Tali informazioni vengono presentate in un formato accattivante, utilizzando le moderne tecniche di marketing e spesso vengono diffuse attraverso associazioni di pazienti sponsorizzate, creando così un clima di fiducia per coloro i quali ricevono tali messaggi.
Le industrie farmaceutiche hanno una responsabilità duplice: nei confronti dei pazienti che assumono i loro farmaci e nei confronti dei loro azionisti. A causa di questo conflitto di interesse, le informazioni rilasciate dalle industrie farmaceutiche non possono essere imparziali e dovrebbero essere valutate con cautela. In un mercato estremamente competitivo, con una costante attenzione a massimizzare i profitti, non ci si può aspettare che l’industria farmaceutica fornisca dei paragoni realistici con altri trattamenti farmacologici, non farmacologici e con il non trattamento. Quindi, anche se la DTCA viene mascherata sotto forma di “informazione”, in realtà si tratta di una semplice promozione per massimizzare le vendite. La regolamentazione di queste aree di attività è vaga o non proattiva e le sanzioni imposte spesso sono insignificanti.3.3. Mancanza di tempo per la comunicazione e tradizionale tendenza alla segretezza
Assicurare la qualità delle informazioni rappresenta soltanto una parte della sfida. Scopo della comunicazione consiste nel garantire che le informazioni guardino alle necessità delle persone in modo che queste possano trarne beneficio. La comunicazione delle informazioni richiede tempo e disponibilità di ascolto nei confronti di coloro che ricevono le informazioni.
I pazienti, i loro medici e familiari vengono incoraggiati a divenire più competenti ed assumere maggiori responsabilità nei confronti della propria salute. Tuttavia, gli operatori sanitari spesso non hanno tempo da dedicare o risorse da consultare per guardare alle necessità di pazienti sempre più esperti. I medici spesso sono privi di un facile accesso a determinate informazioni (per es. dati sugli effetti avversi da farmaci) in modo da poter informare i propri pazienti riguardo i potenziali rischi. La mancanza di trasparenza da parte delle industrie farmaceutiche e delle agenzie dei prodotti medicinali, rappresenta in alcune circostanze, un ostacolo alla comunicazione di informazioni bilanciate. La sfida consiste inoltre nell’accertare che gli operatori sanitari comunichino con i pazienti e che le informazioni fornite siano incentrate sui pazienti senza bias e senza influenze eccessive o valutazioni ed atteggiamenti paternalistici.3.4. Differenze nelle necessità individuali
I bisogni di informazioni sono complessi, variano da persona a persona e possono cambiare durante il corso della vita o a causa di patologie e trattamenti. Le differenze in termini di capacità fisiche e/o mentali, di lingua, istruzione e mezzi non sempre vengono prese in considerazione. Questi fattori influiscono sul tipo di informazione che i pazienti vanno a guardare e su come essi utilizzano le informazioni sanitarie. Una delle principali sfide in tal senso consiste nel riuscire a parlare ai bambini, agli anziani, agli immigrati, alle persone con disturbi della vista, dell’udito o dell’apprendimento. Infine, quando le informazioni sanitarie vengono adattate ai bisogni dei pazienti e dei consumatori bisognerebbe considerare anche le differenze locali, regionali e culturali.
4. Azioni positive in Europa e nel mondo
Nonostante gli ostacoli menzionati, esistono numerosi esempi di buona pratica tra coloro che sono interessati a fornire informazioni sanitarie in Europa. C’è dunque la necessità di aiutare le persone a saper discernere, tra l’enorme quantità di informazioni, quali siano quelle da prendere in considerazione.
Dichiarare che esiste nell’Unione Europea una “Sindrome da Deprivazione di informazioni per il Paziente” è semplicemente falso: esistono infatti fonti rapidamente accessibili, adattate ai contesti nazionali o regionali, che offrono importanti informazioni per i pazienti ai quali viene dunque consentito di effettuare delle scelte informate.
L’articolo 152 del trattato impone alla Commissione Europea di essere coinvolta nel garantire la salute pubblica dei suoi cittadini. In ogni caso tutti gli attori coinvolti nel sistema sanitario di ogni stato membro giocano un ruolo essenziale nel contribuire all’educazione e all’informazione dei pazienti.
4.1. Autorità sanitarie (ministeri della salute e istituzioni correlate)
Le autorità sanitarie nazionali degli Stati Membri dell’Unione Europea conducono delle campagne educazionali e informative attraverso i propri servizi nazionali e regionali, tramite i siti web e mediante altre istituzioni pubblicamente finanziate. I temi trattati includono le principali questioni sanitarie pubbliche: nutrizione, vaccinazioni, cessazione del fumo, corretto uso di farmaci come gli antibiotici, prevenzione dell’abuso di farmaci come gli ipnotici, epidemie ecc. Altre strutture governative forniscono specifiche informazioni pubbliche sui farmaci, per esempio su quelli che possono causare disturbi alla guida. L’Europa conferma l’importante ruolo che le autorità sanitarie possono avere nei confronti dell’educazione e dell’informazione.4.2. Agenzie sui prodotti medicinali (europee e nazionali)
Queste agenzie, che sono finanziate principalmente dalle industrie farmaceutiche attraverso forme di tassazione per il processo di autorizzazione dei nuovi farmaci, sono generalmente focalizzate sull’autorizzazione dei farmaci e sulla sorveglianza post marketing mentre raramente producono informazioni sanitarie. Tali agenzie forniscono solitamente informazioni tecniche sui farmaci (riassunto delle caratteristiche del prodotto e depliant di informazione per i pazienti) ed alcuni report di valutazione, che possono essere utili quando non sono eccessivamente influenzate dai loro clienti. Raramente le agenzie forniscono informazioni di confronto che possono aiutare i pazienti e gli operatori sanitari a scegliere i trattamenti. Alcune di esse producono raccomandazioni per il pubblico.
Quando le agenzie sui medicinali seguono regole di trasparenza sulle ragioni che stanno alla base delle loro decisioni (come richiesto dal presente contesto legislativo europeo, ma non ancora completamente attuato), queste inoltre forniscono informazioni originali che, pur non essendo comparative, sono rilevanti per il pubblico, in particolar modo per quello che riguarda le misure di farmacovigilanza.4.3. Agenzie per la valutazione in sanità
Le agenzie per la valutazione in sanità, che sono pubblicamente sovvenzionate, hanno l’incarico di valutare le terapie nuove ed esistenti ed i trattamenti preventivi con il proposito di preparare una politica basata sull’evidenza e decisioni finanziarie sulla rimborsabilità. Le informazioni che generano possono risultare utili per i pazienti ed in alcuni casi vengono presentate in un formato adatto al pubblico.4.4. Fornitori di servizi sanitari (a pagamento)
Alcuni fornitori di servizi sanitari distribuiscono ai propri clienti informazioni sull’uso razionale dei farmaci attraverso la diffusione di opuscoli e risorse provenienti dal web. Altri conducono campagne di informazione e di trattamento delle patologie e collaborano con le autorità sanitarie e le associazioni di operatori sanitari alla distribuzione di informazioni dirette ai pazienti. Alcune organizzazioni a pagamento hanno una lunga esperienza per quanto riguarda la diffusione di informazioni per i pazienti ed i cittadini a livello nazionale, regionale e locale.4.5. Operatori sanitari (medici, farmacisti e altri)
Oltre alle informazioni e ai consigli che forniscono nella loro pratica quotidiana, alcuni operatori sanitari, determinati a non subire l’influenza delle industrie farmaceutiche, producono un’ampia varietà di informazioni indipendenti ed orientate verso i pazienti, sotto forma di bollettini elettronici o cartacei e riviste. Altri strumenti che forniscono informazioni sanitarie includono opuscoli e brochure.
In alcuni paesi, gli operatori sanitari hanno aperto dei centri di informazione permanente- Alcuni di essi aiutano i pazienti a selezionare le fonti di informazione più opportune per loro. In altri casi vengono organizzati dei corsi di formazione per gli studenti su problemi relativi a farmaci generici, patologie trasmissibili come l’influenza, ecc. Vengono inoltre regolarmente organizzate delle campagne di informazione sull’uso razionale dei farmaci.4.6. Organizzazioni di consumatori (organizzazioni europee, nazionali e regionali)
La maggior parte delle organizzazioni di consumatori includono nelle proprie pubblicazioni delle sezioni nelle quali vengono riportati degli speciali articoli sulla salute e sui farmaci o specifiche pubblicazioni o siti internet sui problemi sanitari che offrono consulenze e linee guida. Alcune organizzazioni sono specificatamente orientate verso un uso razionale dei farmaci, sugli effetti collaterali (identificazione e prevenzione) e sulle esperienze dei pazienti.4.7. Associazioni di pazienti
In termini di numero e di vicinanza a pazienti e cittadini, le associazioni di pazienti generano un’elevata quantità di informazioni sanitarie e sulle patologie. Tali associazioni giocano un ruolo importante nel trasferire conoscenze ed esperienze di vita, in particolare sulle patologie croniche. Le industrie farmaceutiche considerano tali associazioni dei mezzi eccellenti per fornire messaggi commerciali tra i pazienti e per rafforzare la propria pressione politica. Esistono comunque delle chiare linee guida e meccanismi che permettono alle associazioni di pazienti di evitare i conflitti di interessi, in modo da produrre delle informazioni sanitarie di elevata qualità e condurre utili campagne di informazione.4.8. Obblighi delle industrie farmaceutiche
Il ruolo delle industrie farmaceutiche sulla realizzazione di informazioni per i pazienti è fortemente limitato a causa del loro naturale conflitto di interessi, che rende poco credibili le raccomandazioni sulle scelte dei trattamenti da esse realizzate. Dichiarare che “I consumatori ed i pazienti sono effettivamente esclusi dal ricevere informazioni sui farmaci e sui loro effetti comparativi” non ha senso in quanto le industrie farmaceutiche non possono comunque fornire le informazioni di confronto richieste.
Tuttavia, le industrie farmaceutiche devono, per legge, dispensare farmaci ben etichettati e devono inserire all’interno della confezione un foglietto illustrativo il cui contenuto sia accurato e comprensibile dai pazienti. La Direttiva 2004/27/CE richiede inoltre la valutazione del foglietto illustrativo da parte dei pazienti. Con la realizzazione dei foglietti illustrativi, le industrie farmaceutiche contribuiscono ad un miglior uso dei farmaci ed alla prevenzione di errori terapeutici.
5. Propositi per migliorare: porre fine alla confusione dei ruoli
Considerando le gravi conseguenze che l’uso inappropriato dei farmaci comporta, migliorare la qualità delle informazioni sanitarie da fornire ai pazienti, in Europa e nel mondo, rappresenta una sfida cruciale sia dal punto di vista sanitario sia da quello economico. Per contribuire a tale miglioramento si possono attuare diverse strategie.
5.1. Garantire la trasparenza delle agenzie sui prodotti medicinali
Nell’Unione Europea, l’accesso ai dati di valutazione dei farmaci (esistenza, protocolli e risultati dei trial clinici; cause che spingono le agenzie a rilasciare o modificare le autorizzazioni) ed ai dati di farmacovigilanza non è ancora garantito. La nuova normativa regolatoria (Direttiva 2004/27/EC e Ordinamento EC/726/2004), che richiede trasparenza da parte delle agenzie sui prodotti medicinali sull’accesso ai dati essenziali da parte di operatori sanitari, pazienti e cittadini, non è stata ancora applicata in maniera rigorosa.5.2. Indurre le industrie farmaceutiche ad adempiere i propri obblighi sul confezionamento
La nuova normativa regolatoria prevede una buona qualità per quanto concerne l’etichettatura dei farmaci. Le informazioni riportate in etichetta devono poter essere comprese anche dagli ipovedenti e dalle persone cieche. Inoltre, le industrie devono sottoporre il foglietto illustrativo alla consultazione da parte di gruppi specifici di pazienti in modo da assicurare che il foglietto sia leggibile, chiaro e facile da utilizzare. Gli stati membri hanno approvato la direttiva non più tardi del mese di ottobre del 2005 anche se molte nazioni non la osservano ancora. Urgenti considerazioni sono necessarie riguardo tali aspetti pratici.5.3. Sviluppare e rinforzare le fonti di informazioni pertinenti
In diversi contesti regionali o nazionali esistono fonti di informazioni sanitarie di buona qualità e rapidamente accessibili che permettono ai pazienti ed ai consumatori di effettuare delle scelte informate. Tali fonti dovrebbero essere supportate e, nei casi in cui non siano ancora presenti, ulteriori fonti appropriate dovrebbero essere sviluppate con attori locali a livello degli stati membri. Infine, dovrebbero essere garantiti finanziamenti pubblici a medio e lungo termine.5.4. Ottimizzare la comunicazione tra pazienti ed operatori sanitari
Parte della sfida di condividere con i pazienti la decisione da prendere, consiste nel fornire tempo e fonti sufficienti in modo da rispettare le crescenti aspettative di informazioni da parte dei cittadini.
La comunicazione tra i pazienti e gli operatori sanitari deve essere a doppia via. Semplici iniziative come l’incoraggiamento a preparare le riunioni con gli operatori sanitari, annotando tutte le questioni che i pazienti desiderano sollevare, può aiutare ad ottimizzare l’uso del tempo e l’esito. L’uso di denominazioni comuni internazionali (DCI) piuttosto che nomi commerciali multipli può facilitare la comprensione dei trattamenti farmacologici e migliorare il dialogo.5.5. Includere i pazienti nei sistemi di farmacovigilanza
La segnalazione di reazioni avverse da farmaci da parte dei pazienti risulta preziosa e necessaria. Essa contribuisce ad una migliore conoscenza dei farmaci, ma anche alla realizzazione di un’adeguata informazione di ritorno. Ormai, diversi stati membri raccolgono segnalazioni direttamente dai pazienti. Ciò avviene in Danimarca, Italia, Olanda (LAREB) e Regno Unito (MHRA sistema della yellow card). Tali informazioni vengono raccolte anche da organizzazioni indipendenti come la DGV olandese o il Kilen svedese.
L’educazione sulle ADR può contribuire all’uso razionale dei farmaci.5.6. Considerare le necessità individuali dei pazienti
Database europei o nazionali, siti internet campagne televisive ecc, non potranno rimpiazzare il dialogo faccia a faccia tra i pazienti e gli operatori sanitari o le organizzazioni indipendenti di pazienti. Vicinanza e cultura comune rappresentano ingredienti essenziali per l’ottenimento di informazioni efficaci. I finanziamenti europei dovrebbero essere forniti alle iniziative che considerano questi aspetti sociali e culturali piuttosto che ad iniziative globali che di fatto non rappresentano una panacea.5.7. Porre una fine alla confusione dei ruoli
La produzione di informazioni di buona qualità per i pazienti ed i consumatori richiede una chiara separazione dei ruoli e dei diversi attori; realizzazione di una chiara etichettatura e di un foglietto illustrativo per i pazienti da parte delle industrie farmaceutiche; informazioni di confronto su salute, patologie e trattamenti farmacologici da parte di autorità sanitarie, operatori sanitari, acquirenti, consumatori e associazioni indipendenti di pazienti. La confusione dei ruoli è dannosa sia per la qualità delle informazioni sanitarie sia eventualmente per la salute dei cittadini.5.8. Mantenere e rinforzare le regolamentazioni europee sulla promozione dei farmaci
In Europa, abolire il divieto sulla DTCA potrebbe incrementare il consumo di farmaci senza migliorare l’accesso ad informazioni pertinenti per i pazienti. La presente normativa europea dovrebbe essere rigorosamente applicata a tutte le forme di promozione dei farmaci, anche quando queste vengono mascherate sotto forma di informazione.
Conclusioni
Con questo articolo, gli autori hanno intenzione di richiamare le istituzioni europee a gli stati membri a supportare le fonti di informazioni sanitarie per i pazienti. Essi richiamano inoltre i differenti destinatari dei sistemi sanitari europei ad identificare e condividere le migliori pratiche di informazione e a svilupparne delle altre. Viene infine suggerita la realizzazione di campagne informative dirette ai pazienti ed ai cittadini il cui scopo sia quello di impedire che si faccia confusione tra informazioni sanitarie e promozione dei farmaci da parte delle industrie farmaceutiche.
Principali fonti bibliografiche