(Achille P. Caputi, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina)
I tiazolidinedioni (TZDs) o glitazoni migliorano la sensibilità all’insulina e sono molto prescritti per il trattamento del diabete di tipo 2. Il troglitazone, il primo di questo gruppo di farmaci, entrato in commercio nel 1997, è stato ritirato nel 2000 a causa di alcuni casi di tossicità epatica. A partire dal 1999 sono stati approvati per l’uso clinico altri due TZDs, (rosiglitazone e pioglitazone) che sono ancora gli unici due attualmente in commercio.
A partire dal momento della commercializzazione il numero di eventi avversi provocati da questi due farmaci è andato progressivamente aumentando per includere anche: a) il rischio di edema della macula e la perdita dell’acuità visiva; b) una aumentata incidenza di fratture distali nelle donne (circa 1 frattura in eccesso per 100 anni-donna di trattamento) (1-6). Inoltre esiste la preoccupazione che il rosiglitazone possa aumentare l’incidenza di infarto miocardico (7) e che il pioglitazone possa aumentare il rischio di carcinoma vescicale (8).
A partire dal 25 marzo 2007, il trial clinico PROactive, per il momento l’unico trial clinico che si basa su outcome clinici in pazienti con diabete di tipo 2, non ha fornito risultati realmente impressionanti (9).
A fronte di ciò, la rivista Prescire afferma testualmente:
“Ciò nonostante l’EMEA ritiene ancora che per questi farmaci i benefici superino i rischi! Peggio ancora, l’agenzia sta incoraggiandone l’uso permettendo alle industrie di commercializzare sia altre combinazioni a dose fisse contenenti un glitazone ed un altro antidiabetico orale**, sia approvando una triplice associazione, prima con il rosiglitazone e poi con il pioglitazone (3,10)”
Sempre secondo la rivista Prescrire:
“I pazienti ed i prescrittori dovrebbero evitare di usare e prescrivere i glitazoni. Gli antidiabetici orali di prima scelta sono la metformina, per i pazienti in soprappeso, e la glibenglamide per gli altri pazienti. Quando nessuno dei due farmaci è adatto, la cosa migliore da fare è riconsiderare attentamente il target glicemico ed, in alcuni casi, considerare la terapia insulinica” (11).
** pioglitazone + metformina (15 mg + 850 mg)
** rosiglitazone + glimepiride (4 + 4 mg o 8+4 mg)
** pioglitazone + glimepiride (30 + 4 mg o 45 mg + 4 mg)
Bibliografia
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