(Alessandro Oteri, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia dell’Università di Messina)
La percezione del rischio di reazioni avverse da farmaci (ADR) è stata fatta oggetto negli ultimi anni di varie indagini scientifiche. Nel loro studio, il Dott. Bongard e coll. hanno valutato la differenza in termini di percezione di tale rischio tra operatori sanitari e non (1), mentre in un altro studio è stato osservato che spesso i pazienti non percepiscono in modo accurato i rischi associati all’uso dei farmaci (2). Tra i medici, inoltre la percezione del rischio varia in funzione del tipo di specializzazione da essi frequentata (3); per cui i reumatologi, ad esempio, tendono a considerare i FANS meno pericolosi rispetto ai medici di base o ai gastroenterologi.
Sulla base di tali divergenze, gli autori di una recente survey hanno indagato su come varia la percezione del rischio di ADR tra gli studenti di medicina prima e dopo aver seguito il corso di farmacologia (4). Riportiamo di seguito un’ampia sintesi dello studio ed un commento all’indagine.
Lo studio
Lo studio è stato condotto su una coorte di 92 studenti iscritti alla facoltà di medicina dell’Università di Tolosa e frequentanti il corso di farmacologia (63 donne e 29 uomini con un’età media di 21 anni). Nessuno di essi aveva mai studiato farmacologia in precedenza.
Il corso è stato suddiviso in 58 ore di letture e 28 ore di training durante i quali gli studenti hanno appreso nozioni di farmacologia generale e speciale.
Le classi di farmaci valutate ai fini dell’indagine sono state antibiotici, anticoagulanti, antidepressivi, aspirina, contraccettivi orali, corticosteroidi, antipertensivi, antidiabetici (diversi dall’insulina), ipnotici, ipocolesterolemizzanti, FANS, terapia ormonale sostitutiva e tranquillanti.
Per ogni classe di farmaci, il rischio percepito di ADR è stato assegnato misurando la distanza tra l’estremità sinistra di una scala visiva analogica (corrispondente allo zero) ed il segno indicato dallo studente. Poiché ogni scala misurava 10 cm, il rischio percepito di ADR è stato valutato con un punteggio variabile da 0 a 10. Infine, quando le differenti classi di farmaci sono state considerate nell’insieme, è stato calcolato per entrambe le misurazioni (prima e dopo il corso) un punteggio totale (considerando il valore medio dei singoli valori individuali).
Risultati
Prima del corso di farmacologia, gli ipnotici venivano considerati dagli studenti i farmaci più pericolosi (7,6; range 6,3-8,7), seguiti dagli antidepressivi (6,8; range 5,1-7,9) e dagli anticoagulanti (6,5; range 5,5-7,9). I contraccettivi orali venivano considerati i farmaci più sicuri (2,3; range 1,5-4,0).
Dopo il corso di farmacologia, ipnotici, antidepressivi ed anticoagulanti venivano ancora considerate i farmaci più pericolosi, ma con un ordine modificato: antidepressivi inseriti al primo posto seguiti da anticoagulanti ed ipnotici.
Quando le differenti classi di farmaci venivano considerate nel complesso, il rischio percepito dagli studenti era 4,8 prima del corso e 5,8 dopo il corso (p < 0,0001).
Ad eccezione di antidiabetici, antipertensivi, tranquillanti, corticosteroidi ed ipnotici, per tutte le altre classi di farmaci, il rischio percepito era maggiore dopo il corso di farmacologia. Il maggiore incremento è stato osservato per i contraccettivi orali (+ 104%; p < 0,01), seguiti da FANS (+ 86%; p < 0,01) e dall’aspirina (+ 56%; p < 0,01). Tuttavia, nonostante tale incremento, i contraccettivi orali venivano ancora considerati dagli studenti i farmaci più sicuri.
Commento
Il presente studio rappresenta la prima indagine effettuata allo scopo di valutare il rischio di ADR percepito tra gli studenti di medicina e l’impatto del corso di farmacologia nella percezione di tale rischio.
Appare interessante notare che prima del corso gli studenti consideravano i FANS in ottava posizione e l’aspirina addirittura in dodicesima posizione. I contraccettivi orali venivano invece considerati i farmaci meno pericolosi mentre ipnotici, anticoagulanti e antidepressivi erano considerati i più pericolosi. Da tale classificazione si può chiaramente notare la sottostima del rischio associato a FANS ed aspirina che notoriamente sono i farmaci maggiormente coinvolti in ricoveri ospedalieri a causa di un evento avverso (5).
Tale osservazione è risultata concorde con lo studio di Bongard e coll. (1) in cui è stata valutata la differenza nel rischio percepito di ADR tra operatori sanitari, non sanitari e pubblico. Anche in questo caso i farmaci psicotropi sono stati considerati al primo posto, mentre è stato sottovalutato il rischio associato all’uso di FANS. Ciò lascia supporre che tali farmaci (spesso dispensati senza obbligo di ricetta) vengano ampiamente utilizzati senza che vi sia una giusta percezione dei rischi associati alla loro assunzione.
Un altro interessante risultato ottenuto in tale studio consiste nel fatto che il corso di farmacologia ha permesso di aumentare la percezione globale del rischio in particolare per contraccettivi, FANS ed aspirina. C’è comunque da notare che, a dispetto di tale incremento, i contraccettivi orali sono stati considerati i farmaci più sicuri anche alla fine del corso. Per contro, la percezione del rischio si è ridotta per antipertensivi ed ipnotici.
Oltre all’influenza indotta dal corso di farmacologia, altri importanti fattori come l’informazione da parte dei media, possono spiegare la differenza nella percezione del rischio. Per esempio l’incremento nel rischio percepito sui FANS può essere in parte attribuito alle informazioni rilasciate dalle autorità sanitarie ed in parte al ruolo dei media circa i rischi cardiovascolari correlati all’uso del rofecoxib (6,7).
In conclusione, il presente studio mostra che la partecipazione attiva al corso di farmacologia consente agli studenti di medicina di prendere consapevolezza riguardo ai potenziali rischi associati all’uso dei farmaci, specialmente nei confronti di quegli agenti ritenuti sicuri dall’opinione pubblica.
Bibliografia