Paola Cutroneo. Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia dell’Università di Messina
La pancreatite acuta (PA) è una grave patologia infiammatoria associata a considerevoli morbilità e mortalità, la cui prevalenza è in costante aumento nei paesi occidentali.
Diagnosi
Si presenta generalmente con dolore improvviso al tratto addominale superiore e vomito; altri sintomi associati includono tachicardia, febbre, ittero e tensione addominale. Gli indici biochimici più rilevanti per la diagnosi sono rappresentati dai valori di lipasi ed amilasi più elevati di almeno tre volte dei limiti superiori normali. Poiché i valori di amilasemia possono aumentare anche in seguito ad altre condizioni cliniche (es. appendicite, perforazione esofagea, insufficienza renale), questo test non è altamente specifico per la diagnosi di pancreatite. I livelli ematici dell’amilasi, inoltre, si riducono dopo 48-72 ore dall’insorgenza dei sintomi, mentre quelli di lipasi dopo 7-14 giorni. In alcuni casi di PA può essere individuata iperglicemia; ciò è dovuto a diversi fattori, quali la riduzione del rilascio di insulina, l’aumento del glucagone, e l’elevata produzione di catecolamine. Altri possibili parametri di laboratorio includono leucocitosi, ipocalcemia, ipossemia.
Eziopatogenesi
I fattori eziopatogenetici della PA sono molteplici, ma i meccanismi attraverso cui tali fattori scatenano l’infiammazione non sono ben noti. Tra le cause più importanti per l’insorgenza di disturbi infiammatori pancreatici ricordiamo la litiasi biliare e l’eccessivo consumo di alcool; altri fattori rilevanti includono iperlipidemia, ipercalcemia, tumori pancreatici, colangiopancreatografia retrograda endoscopica, interventi chirurgici e traumi.
Eziologia iatrogena
Sebbene le disfunzioni pancreatiche di origine iatrogena rappresentino un’evenienza molto rara rispetto ad altre patologie gastrointestinali farmaco-indotte, sta divenendo sempre più evidente la possibilità di insorgenza di PA come complicanza di svariate terapie farmacologiche. E’ stato stimato che circa il 2% dei casi di PA sia causata da farmaci, con proporzioni più elevate in specifici sottogruppi di pazienti, quali i bambini ed i soggetti HIV-positivi.
Non è stata ben definita una eventuale correlazione tra pancreatite cronica ed uso di farmaci.
I farmaci possono causare pancreatite sia per tossicità diretta che, più comunemente, mediante un meccanismo idiosincrasico. Sono stati ipotizzati anche dei meccanismi indiretti che consistono in ischemia, trombosi intravascolare oppure aumento della viscosità del succo pancreatico.
Ad esempio, sono state proposte diverse teorie per spiegare la correlazione tra antibiotici per uso sistemico e pancreatite.
Gli effetti immunologici diretti dei farmaci si manifestano generalmente durante il primo mese di esposizione, mentre gli effetti tossici diventano evidenti solo dopo un paio di mesi (es. con didanosina, pentamidina, acido valproico). La sospensione della terapia farmacologica responsabile della PA è indispensabile per la risoluzione dell’evento.
Nella maggior parte dei pazienti con PA farmaco-indotta (85%-90%) la patologia si risolve spontaneamente da 3 a 7 giorni dopo l’inizio della terapia. In una piccola percentuale di soggetti si possono verificare gravi complicanze con elevato rischio di mortalità (fino al 30% dei casi gravi).
La maggior parte degli studi riguardanti pancreatite farmaco-indotta è rappresentata da casistiche riferite a pochi pazienti, rendendo difficile la determinazione dell’incidenza dell’evento. I dati sono spesso incompleti, poiché la PA non è facilmente diagnosticata oppure è sottosegnalata. La PA, inoltre, può essere associata ad altre patologie (es. ulcera gastrointestinale, morbo di Crohn, colite ulcerativa, malattie infiammatorie intestinali), le cui terapie farmacologiche a loro volta costituiscono dei fattori di rischio.
Farmaci
Una recente revisione [1] suddivide le classi farmacologiche in base al numero di reports esistenti ed al rechallenge. Tra questi ricordiamo diuretici, FANS, antibiotici, agenti anti-HIV, farmaci immunosoppressori, cardiovascolari.
I farmaci di Classe I sono quelli associati a più di 20 case reports pubblicati, con almeno 1 caso di rechallenge positivo, mentre i farmaci di Classe II sono quelli indicati in un numero di case-reports compreso tra 10 e 20, con o senza rechallenge positivo (Tabella I). Tutti gli altri farmaci riportati in letteratura appartengono alla Classe III.
Tabella 1. Farmaci associati a pancreatite con maggior numero di casi pubblicati |
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|---|---|---|
Classe I |
Acido Valproico Antimoniali Pentavalenti Asparaginasi Azatioprina Citarabina Co-Trimossazolo Didanosina Estrogeni Furosemide |
Mercaptopurina Mesalamina Pentamidina Oppioidi Steroidi Sulfasalazina Sulindac Tetracicline |
| Classe II | Carbamazepina |
Interferone alfa-2b |
Da quanto riportato in letteratura, i farmaci con la più alta incidenza di pancreatite sono rappresentati da azatioprina e mercaptopurina (incidenza compresa tra 3 e 5%) e didanosina (23%) [2-3]. Alcune classi farmacologiche, quali, ad esempio, inibitori di pompa protonica [4], statine [5] ed antipsicotici [6] sono state recentemente messe in relazione all’insorgenza di PA.
Una lista estesa di farmaci associati a pancreatite acuta, indipendentemente dalla valutazione dell’imputabilità farmaco-ADR, è presentata in Tabella 2 [7].
Particolare attenzione deve essere posta nella co-somministrazione di terapie multiple ad alto rischio per l’insorgenza della PA, quali antiretrovirali, antitumorali o agenti immunomodulatori.
Nonostante la presenza di un notevole numero di case-reports, la validità dei dati sulla pancreatite da farmaci è spesso messa in discussione, per la mancanza di revisioni sistematiche sull’argomento e per la mancata segnalazione delle reazioni avverse relative.
La sottosegnalazione della pancreatite da farmaci è dovuta a diversi elementi:
Per tali motivi, è molto importante che i medici siano informati sui farmaci che possono causare pancreatite grave. I dati presenti in letteratura suggeriscono che l’eziologia della PA non determina la severità dei sintomi.
Tabella 2. Classi farmacologiche associate a pancreatite |
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|---|---|
Antibatterici, antifungini |
Amoxicillina, ampicillina, atovaquone, azitromicina, ceftriaxone, ciprofloxacina, claritromicina, dapsone, demeclociclina, doxiciclina, ertapenem, fluconazolo, isoniazide, levofloxacina, metronidazolo, minociclina, nitrofurantoina, norfloxacina, penicillina, voriconazolo |
Antinfiammatori, analgesici |
Celecoxib, codeina, colchicina, diclofenac, idrocodone, ibuprofene, ketoprofene, ketorolac, acid mefenamico, meloxicam, morfina, naprossene, ossicodone, piroxicam, rofecoxib |
Antineoplastici |
Alemtuzumab, capecitabina, ciclofosfamide, doxorubicina, estramustina, gefitinib, ifosfamide, imatinib, metotrexate, oxaliplatino, paclitaxel, tamoxifene, talidomide, trastuzumab, vinblastina, vinorelbina |
Antipiastrinici, trombolitici |
Aspirina, alteplase, anagrelide, dipiridamolo, reteplase, streptochinasi |
Antivirali |
Cidofovir, foscarnet, ganciclovir, ribavirina |
Farmaci cardiovascolari |
Amiodarone, amlodipina, atenololo, benazepril, candesartan, captopril, clortalidone, enalapril, acido etacrinico, irbesartan, lisinopril, losartan, metildopa, metolazone, mexilitina, perindopril, prazosina, quinapril, ramipril, trandolapril |
Ipocolesterolemizzanti |
Atorvastatina, bezafibrato, fenofibrato, fluvastatina, gemfibrozil, lovastatina, pravastatina, simvastatina |
Farmaci attivi sul SNC |
Bupropione, citalopram, clozapina, valproato sodico, donepezil, escitalopram, fluoxetina, gabapentin, lamotrigina, maprotilina, metilfenidato, mirtazapina, olanzapina, paroxetina, pergolide, quetiapina, riluzolo, risperidone, rivastigmina, sertralina, sumatriptan, topiramato, triptofano, venlafaxina, zolmitriptan |
Farmaci gastrointestinali |
Cimetidina, difenossilato, famotidina, granisetron, olsalazina, omeprazolo, ondansetron, pantoprazolo, fenolftaleina, rabeprazolo, ranitidina |
Ffarmaci anti-HIV |
Abacavir, didanosina, efavirenz, indinavir, nelfinavir, ritonavir, saquinavir, stavudina, tenofovir, zidovudina |
Ormoni |
Cortisone, danazolo, desametasone, fludrocortisone, metilprednisolone, prednisolone, prednisone, somatropina |
Immunomodulatori |
globuline antitimociti, ciclosporina, etanercept, glatiramer, infliximab, interferone beta, micofenolato, peginterferon, sirolimus, tacrolimus |
Altri |
Alendronato, calcitriolo, clomifene, mezzi di contrasto, finasteride, glimepiride, gliburide, sali d’oro, G-CSF (granulocyte colony stimulating factor), isotretinoina, metformina, vaccino MPR, montelukast, pilocarpina, propofol, propiltiouracile, repaglinide, tretinoina |
Bibliografia
Link