Programma permanente ed in continua evoluzione per informarsi e/o saperne di pił.

Farmacologia Clinica Pediatrica: inizio di una nuova era

(Marianna Gentile, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina)

Nell’interessante articolo, di recente pubblicato sulla rivista “European Journal of Clinical Pharmacology” (1), l’autore, Hoppu Kalle, enfatizzando la coincidenza del 40° anniversario di tale rivista con un punto di svolta della farmacologia clinica pediatrica, coglie l’occasione per guardare alle passate, presenti e soprattutto future opportunità e sfide della disciplina. Hoppu, ottimista sul futuro della farmacologia pediatrica, lancia un invito: “Il treno è già in partenza, è tempo di salire a bordo!”

La scarsa di disponibilità di farmaci per i bambini è un problema vasto e globale, riguarda infatti tutti i bambini del mondo, sia quelli dei paesi in via di sviluppo sia quelli dei paesi sviluppati, perfino i più ricchi. Molte generazioni di pediatri hanno imparato a convivere con questa realtà, per la quale a più della metà dei bambini vengono prescritti medicinali off-label o farmaci non autorizzati. In ogni caso non ci sono dubbi che i prodotti farmaceutici usati per curare la popolazione infantile dovrebbero essere sottoposti ad indagini etiche di alta qualità ed il loro uso in età pediatrica opportunamente autorizzato. Negli ultimi dieci anni, le iniziative pionieristiche in campo pediatrico negli Stati Uniti, i recenti sviluppi incoraggianti in Europa e lo stesso WHO suggeriscono che sono finalmente possibili dei cambiamenti. Sembra che stia cominciando una nuova era, che porterà opportunità senza precedenti, ma anche grandi sfide, per i farmacologi clinici pediatrici ed altri esperti.

Il passato
Il primo autore del primo articolo del primo numero dell’European Journal of Clinical Pharmacology fu un pediatra, F.H. Dost (1), conosciuto come il padre della farmacocinetica. Durante gli anni ’60 e nelle successive decadi, la farmacocinetica fu importante per gli studi pionieristici che descrivevano la distribuzione dei farmaci nei bambini. Gli studi furono spinti da tragedie causate dai farmaci, che coinvolsero soprattutto neonati e bambini piccoli. Gli studi di farmacocinetica hanno aiutato a spiegare i meccanismi che innescarono alcuni di questi disastri, come il kernicterus in seguito all’uso di sulfonamidi e la sindrome “grey-baby” in seguito all’uso del cloramfenicolo, entrambi riscontrati fra i neonati. Comunque, i primi esperimenti di clinica pediatrica, condotti adeguatamente, hanno confermato i segnali sulla sicurezza osservati nell’ambito del lavoro clinico stesso (2,3). Il messaggio di queste indicazioni è ancora valido: le nuove medicine dimostrate effettivamente sicure per adulti, se usate sui bambini senza informazioni adatte sul dosaggio e sulle misure di sicurezza, anche per una seria patologia per la quale non esistono rimedi efficaci, possono risultare non solo inefficaci ma perfino più pericolose di un non intervento medico! In questi primi decenni della sua vita, l’European Journal of Clinical Pharmacology ha contribuito a pubblicare i risultati degli studi dai quali deriva l’attuale conoscenza riguardo la farmacocinetica nei bambini. Per esempio il primo volume conteneva un articolo sulla farmacocinetica delle sulfonamidi durante il primo anno di vita (4) e nel 1980 un intero numero fu dedicato agli aspetti perinatali e pediatrici della farmacologia clinica (5).

Il presente
Oggi le basi della ricerca farmacologica sono ben caratterizzate (6) e sono disponili buoni testi di farmacologia clinica applicata alla pediatria (7,8). Esistono linee-guida di etica (9) e buone conoscenze sui particolari requisiti delle sperimentazioni cliniche pediatriche (10-13). Gli sviluppi tecnologici hanno enormemente facilitato la misurazione degli effetti dei farmaci in maniera non invasiva e della loro frequenza anche in piccoli campioni, entrambi risultati fondamentali per le sperimentazioni pediatriche. Sono sempre più usati metodi di farmacocinetica di popolazione e modelli approssimativi (14). Viene intensamente studiata la farmacogenetica, ovvero la comprensione delle funzioni codificate dai geni (15). Mentre la scienza e la ricerca nella farmacologia clinica applicata alla pediatria hanno fatto, negli ultimi 40 anni, importanti progressi, di poco è migliorato il problema pratico della disponibilità di farmaci adatti ai bambini.
Anche se nuovi farmaci, che rappresentano conquiste terapeutiche, sono divenuti disponibili per i bambini, velocemente come l’ORS (terapia di reidratazione orale) per la diarrea ed il surfactante per l’RSD (sindrome da distress respiratorio), essi ancora compaiono con ritardo rispetto a quelli per adulti (16). Nel complesso i bambini hanno continuato ad essere largamente privati dei benefici della produzione di nuovi farmaci.
Negli Stati Uniti, nel periodo che va dal 1973 al 1997, la percentuale di medicinali approvati non indicati per bambini è rimasta abbastanza stabile (71-81%) (12). Cifre simili sono state riscontrate altrove, come ad esempio in Finlandia nel 1995 (17) ed in Australia fra il 1998 ed il 2002 (18). Fino a poco tempo fa non c’erano stati dei reali segnali di miglioramento nell’autorizzazione di nuovi prodotti medicinali, neanche negli Stati Uniti (13) o in Europa (19). Non sorprende dunque che quasi metà dei medicinali prescritti ai bambini siano off-label o non autorizzati (20) e che, a più del 90% dei neonati in terapia intensiva, sia prescritto almeno un farmaco off-label o non autorizzato (21). Tale pratica non è illegale nella maggior parte dei paesi e sarebbe nel migliore interesse del bambino se nessun altro trattamento con un rapporto rischio-beneficio simile è disponibile.
Quando le autorità regolatrici non possono comunicare una valutazione del livello di rischio e di beneficio in mancanza di indicazioni pediatriche, il prescrittore ha la maggiore responsabilità per una valutazione individuale del rapporto rischio-beneficio per ogni paziente. Simile valutazione richiede che esistano informazioni sulla sicurezza e l’efficacia dei farmaci e che siano accessibili a chi effettua la prescrizione. Sono state pubblicate anche raccomandazioni sui farmaci off-label (22,23). Anche se esistono dati pediatrici, l’impiego abituale di farmaci off-label o non autorizzati comporta la mancanza di formulazioni appropriate all’età ed il conseguente venir meno di sicurezza ed efficacia del prodotto (24,25). Niente è stato in grado di cambiare tale situazione fin quando la legislazione pionieristica sui farmaci pediatrici (12) non è entrata in vigore negli Stati Uniti nel 1997 (box 1).

Box 1. Recenti misure legislative adottate dagli USA e dall’UE

Stati Uniti

  • FDA Modernisation Act (FDAMA) (programma di incentivi basato su una richiesta scritta) 1997-2002
  • Pediatric Rule (requisiti per gli studi pediatrici come da regolazione FDA) 1998-2002
  • Best Pharmaceuticals for Children Act (BPCA) (rinnovo del programma di incentivi per l’istituzione di studi sui prodotti off-patent) 2002-2007
  • Pediatric Research Equity Act (PREA) (rinnovo dei requisiti per gli studi pediatrici sotto forma di legge) 2003-2007

Unione Europea

Pediatric Regulation (combinazione d’incentivi e requisiti per autorizzazioni di farmaci brevettati ed off-patent) 2007

Il primo rapporto sugli effetti di queste misure è stato incoraggiante (26,27), e non solo per i bambini (28), motivo per cui se ne aspetta la ri-autorizzazione nel 2007 (29,30). In seguito, l’Europa ha approvato la Regolamentazione Pediatrica Europea (box 1) per migliorare la strada intrapresa dagli Stati Uniti, in primo luogo richiedendo la produzione di formulazioni farmaceutiche appropriate per età. Anche se queste iniziative mostrano chiaramente che la mancanza di farmaci pediatrici potrebbe finalmente finire, non significa che tutti bambini del mondo ne beneficeranno. Uno studio effettuato in Australia (31) e le esperienze nell’Unione Europea, dopo che la regolamentazione pediatrica è entrata in vigore negli Stati Uniti, sembrano suggerire che le iniziative in una particolare area geografica non conducano automaticamente ad un’eguale disponibilità nel resto del mondo. Per questo è stato estremamente importante che il WHA (World Health Assembly, il supremo organo decisionale del WHO) abbia riconosciuto il rischio significativo che continua a comportare per un bambino il mancato accesso a farmaci di qualità garantita. Il precedente provvedimento WHA60.20 del WHA (32) ha invitato i suoi 193 Stati Membri ed il WHO a prendere misure affinché venga migliorata la disponibilità e l’accesso ai medicinali pediatrici (box 2). In meno di 6 mesi, è stata resa disponibile dal WHO una prima versione di una Lista Indicativa di Medicinali Essenziali per i bambini (WHO Model List of Essential Medicines) (33).

Box 2. Punti chiave del World Assembly Resolution WHA60.20 atti a migliorare la disponibilità di adeguati farmaci per i bambini (32)

Programmi urgenti per gli Stati Membri:

  • avviare l’identificazione di dosaggi e forme appropriate per i bambini ed incoraggiarne produzione e licenza.
  • incoraggiare la ricerca e lo sviluppo di farmaci appropriati per patologie che colpiscono i bambini ed assicurare che sperimentazioni cliniche di alta qualità siano condotte in maniera etica.
  • facilitare tempestivamente l’approvazione di farmaci adatti ai bambini, di alta qualità ed economicamente accessibili, oltre che di metodi innovativi per monitorare la sicurezza degli stessi.
  • incoraggiare la messa in commercio assieme ai nuovi farmaci, di adeguate formulazioni pediatriche.
  • promuovere l’accesso a farmaci essenziali per i bambini.
  • collaborare al fine di appoggiare ricerche e sviluppi innovativi, formulazioni, approvazioni regolatorie e provvedimenti per adeguate e rapide informazioni sui farmaci pediatrici e quelli autorizzati per gli adulti ma non approvati per l’assunzione da parte di bambini, oltre ad indicazioni su un uso razionale degli stessi.

Richieste al WHO:

  • promuovere lo sviluppo, l’armonizzazione e l’uso di standard per la sperimentazione clinica di farmaci per bambini.
  • revisionare ed aggiornare regolarmente il Model List of Essential Medicines al fine di includere farmaci essenziali per bambini, ma mancanti nella lista.
  • assicurare che tutti i programmi del WHO rilevanti, inclusi (ma non limitati a) quelli inerenti i farmaci essenziali, contribuiscano a creare medicinali sicuri ed efficaci per i bambini al pari che per gli adulti.
  • promuovere lo sviluppo di norme e standard internazionali per la qualità e la sicurezza di formulazioni per bambini e la capacità di applicarle regolarmente.
  • rendere disponibili linee-guida sui trattamenti basate sulle evidenze ed informazioni indipendenti sul dosaggio e gli aspetti della sicurezza per i farmaci destinati ai bambini, oltre a lavorare con gli Stati Membri al fine di implementarle.

Gli sviluppi sopra descritti permettono alla farmacologia pediatrica l’accesso ad opportunità senza precedenti e fanno sì che altre discipline lavorino per rendere disponibili farmaci per bambini, ma richiedono anche delle iniziative. La legislazione pediatrica degli Stati Uniti è tramontata dopo 5 anni, il Regolamento Europeo per i farmaci in pediatria sarà valutato nel 2013 e nel 2009 verrà esaminato presso il WHO un rapporto sui risultati raggiunti con l’impiego di farmaci pediatrici. Un cambiamento in meglio è possibile, ma non arriverà senza affrontare importanti sfide.

Le sfide
Un’accresciuta disponibilità di farmaci indicati in pediatria, sicuri ed efficaci in formulazioni adeguate all’età, richiederà un sostanziale incremento della ricerca, incluse sperimentazioni cliniche sui bambini, infrastrutture e finanziamenti. Le attuali iniziative provvedono ad aiutare, fino ad un certo punto, la ricerca con le infrastrutture e la raccolta di fondi. Negli Stati Uniti, l’Unit Network di Ricerca Famacologica Pediatrica (http://www.ppru.org) del National Institute of Child Health and Human Development (NICHD) è attivo e funzionante dal 1992 (34). Il Regolamento Europeo per i farmaci in pediatria include un provvedimento dell’European Medicines Agency (EMEA) per l’istituzione di un network europeo che raccolga i network nazionali ed europei già esistenti, ricercatori e centri con competenze specifiche per l’elaborazione dei risultati degli studi sulla popolazione pediatrica. La strategia per il lancio e la messa in moto dell’European Network sarà pronta nel gennaio del 2008 e ci si aspetta che l’istituzione del network si avrà nello stesso anno. Un aumento dei fondi destinati allo sviluppo ed alla ricerca, è reso possibile da enti pubblici, come l’NIH (National Institute of Health) ed il Seventh Framework Programme EU, principalmente per studi sui medicinali off-patent. E’ auspicabile che le sperimentazioni cliniche e lo sviluppo di nuovi farmaci pediatrici siano maggiormente finanziati dalle industrie farmaceutiche, usufruendo dei considerevoli incentivi finanziari messi a disposizione dalla legislatura.
Attualmente, a causa del basso livello di attività avutosi fino a questo momento, esistono relativamente pochi pediatri esperti. Per esempio un sondaggio in Europa nel 2005 (35) contava solamente 18 farmacologi clinici per la pediatria. Al di fuori di Australia, Europa, Giappone ed America del Nord esistono davvero pochi farmacologi clinici operanti in campo pediatrico.
Un ulteriore sforzo, in parte già avviato, è necessario per la formazione nelle varie aree di competenza. In Europa ci si aspetta che i nuovi network pediatrici divengano una ulteriore risorsa per la formazione. Nelle sperimentazioni cliniche sugli adulti, la tendenza generale è quella di condurre sperimentazioni sempre più vaste, per molte buone ragioni (36). Sarebbe possibile ed anche necessario, condurre una sperimentazione su larga scala anche sulla popolazione pediatrica, come nel caso dei vaccini. Ad ogni modo sono necessari sempre più studi sui singoli farmaci, in uno o più dei sottogruppi ben definiti per età della popolazione pediatrica, ad esempio i neonati (10). Esistono molte buone ragioni etiche ed economiche per limitare il numero di soggetti sottoposti a sperimentazioni cliniche pediatriche a quello strettamente necessario a garantire conclusioni valide e, come prevede il Regolamento Pediatrico Europeo (29), ad evitare sperimentazioni non necessarie sui bambini. Esistono metodi di sperimentazione clinica su piccola scala (37) e dovrebbero essere utilizzati e sviluppati ulteriormente.
Validi metodi di sperimentazione clinica su scala ridotta saranno poi sempre più importanti nel futuro, con l’emergere di nuove ed efficaci terapie per piccoli sottogruppi di malattie genetiche (11).
Altri settori, in cui un maggiore sviluppo metodologico sarebbe di grande beneficio per i bambini, sono: metodi non invasivi usati per estrapolare informazioni dagli animali, studi condotti su adulti o bambini meno giovani e la pianificazione (12).
La sicurezza dei farmaci nei bambini è un settore importante che va riconsiderato nella pratica clinica e nello sviluppo di nuovi approcci (38). A causa delle caratteristiche della popolazione pediatrica, può essere difficile identificare nei bambini eventi avversi dovuti ai farmaci. La sperimentazione clinica prima della commercializzazione è scarsa e raccoglie informazioni limitate sulla sicurezza. In particolare non si può affrontare la valutazione del rischio dovuto a controindicazioni a lungo termine prima dell’autorizzazione, ma il ritardare l’approvazione di nuovi farmaci necessari per bambini porta ad un uso off-label degli stessi e di conseguenza ad un rischio maggiore ed ad una minore efficacia della farmacovigilanza. Alcune attenzioni alle misure di sicurezza sono state prese all’interno delle nuove iniziative pediatriche. Le sperimentazioni cliniche effettuate in risposta alla regolamentazione pediatrica degli USA hanno incrementato la sicurezza di alcuni farmaci (26) ed i prodotti medicinali ad esclusivo uso pediatrico negli USA sono soggetti ad accertamenti intensivi sulla sicurezza (39). In Europa di recente sono state adottate delle linee-guida sulla farmacovigilanza applicata a prodotti medici utilizzati dalla popolazione pediatrica (40). E’ un buon inizio, ma è necessario fare di più per ottimizzare la sicurezza relativa ai medicinali per bambini.
Tutte le sperimentazioni cliniche necessarie per soddisfare le aspettative di salute pubblica richiederanno la disponibilità di un vasto numero di bambini che, insieme ai loro genitori, siano disposti a partecipare alle sperimentazioni. L’esperienza proveniente dalla regolamentazione pediatrica degli USA sembra confermare che una parte significativa, forse quasi la metà di bambini, sono stati coinvolti all’estero e particolarmente nei paesi meno sviluppati. La sperimentazione clinica di farmaci per bambini nel mondo in via di sviluppo è necessaria per procurare trattamenti per le patologie trascurate. C’è anche bisogno di reperire informazioni riguardanti i medicinali approvati nei paesi in via di sviluppo per appropriate valutazioni sul rischio-beneficio in condizioni meno agiate e con un carico patologico maggiore (33). Comunque, i risultati delle sperimentazioni sui bambini nei paesi poveri atte a raccogliere informazioni per la messa in commercio dei prodotti nelle aree ricche sono per lo meno controverse. Discutere di questo importante problema va al di là degli scopi di questa rivista, ma ogni carenza di integrità da parte degli investigatori e degli sponsor può avere conseguenze negative su lungo raggio per lo sviluppo di farmaci per bambini nel mondo, anche in Europa.
Gli anni 2006 e 2007 sono sul punto di diventare noti per le svolte ottenute nell’ambito dei farmaci per bambini e della farmacologia pediatrica (41,42). La prospettiva per chiunque sia interessato all’argomento è eccitante, anche se c’è ancora molto lavoro da fare. Il successo richiede la cooperazione di diverse discipline. La fondazione International Alliance for Better Medicines for Children è un passo avanti in questa direzione (43,44).

Bibliografia

  1. Kalle H. Paediatric clinical pharmacology-at the beginning of a new era. Eur J Clin Pharmacol. 2008;64:201-5.
  2. Dost FH, Repges R. Zur Beschreibung der Pharmakokinetik der Bromsulphalein-Ausscheiding unter Verwendung des Analog-Computers. Pharmacologia Clinica. Eur J Clin Pharmacol. 1968;1:1–7.
  3. Silverman W et al. A difference in mortality rate and incidence of kernicterus among premature infants allotted to two prophylactic antibacterial regimens. Pediatrics 1956;18:614–25.
  4. Burns L, Hodgman J, Cass A. Fatal circulatory collapse in premature infants receiving chloramphenicol. N Engl J Med 1959;261:1318–21.
  5. Krauer B, Spring P, Dettli L. Zur Pharmakokinetik der Sulphonamide im ersten Lebensjahr. Pharmacologia Clinica. Eur J Clin Pharmacol 1968;1:47–53.
  6. European Journal of Clinical Pharmacology.1980;18:1–128.
  7. Kearns GL et al. Developmental pharmacology—drug disposition, action, and therapy in infants and children. N Engl J Med 2003;349:1157–67.
  8. Jacqz-Aigrain E, Choonara I. Paediatric clinical pharmacology 2006. Informa Healthcare.
  9. Yaffe SJ, Aranda JV. Neonatal and pediatric pharmacology. Therapeutic principles in practice 2005. Lippincott Williams & Wilkins, Philadelphia.
  10. Gill D. Ethical principles and operational guidelines for good clinical practice in paediatric research. Recommendations of the Ethics Working Group of the Confederation of European Specialists in Paediatrics (CESP). Eur J Pediatr 2004;163:53-7.
  11. Abdel-Rahman SM et al. Considerations in the rational design and conduct of phase I/II pediatric clinical trials: avoiding the problems and pitfalls. Clin Pharmacol Ther 2007;81:483–94.
  12. Caldwell PH et al. Clinical trials in children. Lancet 2004;364:803–11.
  13. Schreiner MS. Paediatric clinical trials: redressing the imbalance. Nat Rev Drug Discov 2003;2:949–61.
  14. Steinbrook R. Testing medications in children. N Engl J Med 2002;347:1462–70.
  15. Fanta S et al. Developmental pharmacokinetics of ciclosporin—a population pharmacokinetic study in paediatric renal transplant candidates. Br J Clin Pharmacol 2007 DOI 10.1111/j.1365-2125.2007.03003.x
  16. Blake MJ et al. Ontogeny of dextromethorphan O- and N-demethylation in the first year of life. Clin Pharmacol Ther 2007;81:510–6.
  17. Balakrishnan K et al. Pediatric licensing status and the availability of suitable formulations for new medical entities approved in the United States between 1998 and 2002. J Clin Pharmacol 2006;46:1038–43.
  18. Hoppu K, Jaakkola R Children. The orphans of drug therapy—a longstanding, still current problem (in Finnish with English summary). TABU 1996;4:6–10.
  19. Chui J et al. Trends in accessibility to medicines for children in New Zealand: 1998–2002. Br J Clin Pharmacol 2004;57:322–7.
  20. Ceci A et al. Medicines for children licensed by the European Medicines Agency (EMEA): the balance after 10 years. Eur J Clin Pharmacol 2006;62:947–52.
  21. Conroy S. Survey of unlicensed and off label drug use in paediatric wards in European countries. BMJ 2000;320:79–82.
  22. ’t Jong GW et al. A survey of the use of off-label and unlicensed drugs in a Dutch children’s hospital. Pediatrics 2001;108:1089–93.
  23. American Academy of Pediatrics, Committee on Drugs Uses of drugs not prescribed in the package insert (off-label uses). Pediatrics 2002;110:181–3.
  24. Gazarian M et al. Off-label use of medicines: consensus recommendations for evaluating appropriateness. Med J Austr 2006;185:544–8.
  25. Balakrishnan K et al. Establishing a baseline for the monitoring of medicines availability for children in the UK: 1998–2002. Br J Clin Pharmacol 2007;63:85–91.
  26. Choonara I, Conroy S. Unlicensed and off-label drug use in children: implications for safety. Drug Saf 2002;25:1–5.
  27. Roberts R et al. Pediatric drug labeling. Improving the safety and efficacy of pediatric therapies. JAMA 2003;290:905–11.
  28. Ward RM, Kauffman R. Future of pediatric therapeutics: reauthorization of BPCA and PREA. Clin Pharmacol Ther 2007;81:477–9.
  29. Li JS et al. Economic return of clinical trials performed under the pediatric exclusivity program. JAMA 2007;297:480–8.
  30. Regulation (EC) 2006 no 1901/2006 of the European Parliament and of the Council on Medicinal Products for Paediatric Use and Amending Regulation (EEC) no. 1768/92, Directive 2001/20/EC, Directive 2001/83/EC and Regulation (EC) no. 726/2004. http://ec.europa.eu/enterprise/pharmaceuticals/eudralex/vol-1/reg_2006_1901/reg_2006_1901_en.pdf)
  31. Dunne J. The European regulation on medicines for paediatric use. Paed Resp Rev 2007;8:177–83.
  32. Chui J, Tordoff J, Reith D. Changes in availability of paediatric medicines in Australia between 1998 and 2002. Br J Clin Pharmacol 2005;596:736–42.
  33. Resolution 2007. WHA60.20: Better medicines for children. http://www.who.int/gb/ebwha/pdf_files/WHA60/A60_R20-en.pdf
  34. Hill S, Gray A, Weber M. Setting standards for essential children’s medicines. Bull World Health Organ 2007;85:650.
  35. Cohen SN. The Pediatric Pharmacology Research Unit (PPRU) Network and its role in meeting pediatric labeling needs. Pediatrics 1999;104:644–5.
  36. Bonati M, Breitkreutz J, Choonara I, Hoppu K, Jacqz-Aigrain E, Langendries J-P, Pons G, Rane A, Seyberth H, van den Acker J Paediatric clinical pharmacology in Europe. Paed Perinat Drug Ther 2006;7:134–7.
  37. Peto R, Baigent C.Trials: the next 50 years. Large scale randomised evidence of moderate benefits. BMJ 1998;317:1170–1.
  38. Committee For Medicinal Products For Human Use (CHMP) 2006. Guideline on clinical trials in small populations (CHMP/EWP/83561/2005). European Medicines Agency, London
  39. Promoting safety of medicines for children. WHO, Geneva 2007.
  40. Mathis LL, Iyasu S.Safety monitoring of drugs granted exclusivity under the Best Pharmaceuticals for Children Act: what the FDA has learned. Clin Pharmacol Ther 2007;82:133–4.
  41. Committee For Medicinal Products For Human Use (CHMP) 2007. Guideline on conduct of pharmacovigilance for medicines used by the paediatric population (EMEA/CHMP/PhVWP/235910/2005-rev.1). European Medicines Agency, London. http://www.emea.europa.eu/pdfs/human/phvwp/23591005enfinal.pdf
  42. Hoppu K. 2006: An exceptional year for international paediatric clinical pharmacology. Pharmacol Int 2006; :6–7.
  43. Stephenson T. “Bonne Annee”, “Gutes Neues Jahr”? Will 2007 be a “Happy New Year” for children’s medicines in Europe? Arch Dis Child 2007;92:661–3.
  44. MacLeod S et al. Challenges in international pediatric pharmacology. A milestone meeting in Shanghai. Ped Drugs 2007;9:215–8.

Link


Torna all'elenco dei corsi disponibili