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Psicosi acuta causata da amoxi-clavulanico

(commento di Patrizia Iaccarino. SIMG Napoli)

Di seguito viene riportato un case report suggestivo (Bell CL et al. Acute psychosis caused by co-amoxiclav. BMJ 2008; 337: 996) per ricordare come sintomi inusuali ad esordio improvviso possano sempre avere una relazione con un farmaco assunto, anche con un antibiotico molto utilizzato.
Una nota a latere: sarebbe bastato avere prima il dato anamnestico di allucinazioni in seguito alla assunzione di un’unica dose di amoxi-clavulanico per profilassi chirurgica per risparmiare alla paziente e al servizio sanitario una marea di esami superflui…
Come sarebbe utile se i vari comparti della sanità collaborassero!

L’amoxi-clavulanico è la combinazione di una dose fissa di amoxicillina e di acido clavulanico che offre attività antibatterica contro alcuni ceppi produttori di beta-lattamasi. Effetti avversi noti includono dermatite esfoliativa, alterazioni dei parametri di funzionalità epatica ed anafilassi (1). Di seguito viene riportato un caso di psicosi acuta dopo l’assunzione di amoxi-clavulanico, con una forte relazione temporale e il riverificarsi dell’evento dopo la riassunzione del farmaco.
Ad una donna di 55 anni era stato prescritto amoxi-clavulanico per via orale per una sospetta polmonite. Entro due ore dalla assunzione di 375 mg, la paziente divenne confusa e disorientata e non sembrava in grado di sentire suo marito. All’arrivo al pronto soccorso i sintomi si erano risolti e l’esame obiettivo era normale. Più tardi, nello stesso giorno, alla paziente fu somministrata un’ulteriore dose di 750 mg di amoxi-clavulanico, e circa 90 minuti più tardi il suo comportamento è diventato progressivamente più agitato e bizzarro, iniziando ad avere allucinazioni visive, deliri di persecuzione e disordini del linguaggio.
La radiografia del torace, la TAC del cranio, gli elettroliti sierici e la microscopia del liquido cerebrospinale erano normali. Lo screening tossicologico urinario era negativo e non vi era evidenza laboratoristica di risposta infettiva o infiammatoria. Fu trattata inizialmente con aloperidolo per via orale e midazolam per via endovenosa e i suoi sintomi si risolsero prontamente e non ricomparvero nelle successive 24 ore. La valutazione psichiatrica non riscontrò sottostanti disordini e fu fatta diagnosi di psicosi farmaco-indotta. Da preesistenti note ospedaliere si evidenziò che la donna aveva manifestato in precedenza allucinazioni, in seguito ad una singola dose endovenosa di amoxi-clavulanico per profilassi chirurgica.
E’ stato riportato che l’amoxi-clavulanico causa disturbi del comportamento nei bambini (2). Tramite “yellow card scheme” sono pervenute 3935 segnalazioni di reazioni avverse da amoxi-clavulanico (fino al 30 settembre 2007), inclusi effetti psichiatrici in 102 (2,6%) (3). Una percentuale molto simile di effetti avversi psichiatrici è stata riportata dopo terapia con amoxicillina, indicando che potrebbe essere questo il componente responsabile. I sintomi coincidono con il picco atteso di concentrazioni circolanti di farmaco dopo circa un’ora (1).
Si ricorda di prendere in considerazione la possibilità di psicosi acuta indotta da farmaco, anche in assenza di malattie psichiatriche preesistenti o di altri fattori predisponenti.

Bibliografia

  1. Sweetman SC, ed. Martindale: the complete drug reference. 35th ed. London: Pharmaceutical Press, 2007.
  2. Macknin ML. Behavioral changes after amoxicillin-clavulanate. Pediatr Infect Dis J 1987; 6: 873-4.
  3. Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency. Drug analysis prints: data on suspected adverse drug reactions. www.mhra.gov.uk/Onlineservices/Medicines/Druganalysisprints/index.htm

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