A cura di Patrizia Iaccarino. SIMG Napoli
Di recente sul NEJM (1) è stata pubblicata una lettera all’Editore a firma di Diane K. Wysowski della Food and Drug Administration, come di seguito riportato:
Stati Uniti
Dalla commercializzazione dell’alendronato (Ottobre 1995) fino a metà maggio 2008, la Food and Drug Administration (FDA) ha ricevuto segnalazioni di 23 pazienti, negli Stati Uniti, con diagnosi di cancro esofageo, nei quali l’alendronato (Fosamax, Merck) era il farmaco sospetto (in 21 pazienti) o concomitante (in 2 pazienti).
Nel database delle segnalazioni di reazioni avverse dell’FDA non sono presenti report simili relativi ad altri bifosfonati. Sono stati riportati 8 casi di decesso. Su 23 pazienti, 18 (78%) erano donne e l’età mediana era di 74 anni (media 71,8 basata su 19 pazienti).
Per quanto riguarda i 14 casi in cui erano disponibili informazioni sulla dose:
Il tempo mediano dall’uso di alendronato alla diagnosi è stato di 2,1 anni (range 0,5-10; media 3, basata su 16 pazienti). Non sono state fornite informazioni sui fattori di rischio per tutti i pazienti, ma un paziente aveva assunto alendronato pur avendo un esofago di Barrett, ritenuto un precursore di adenocarcinoma esofageo. La localizzazione predominante è stata l’esofago distale (in sei pazienti), con coinvolgimento gastrico in alcuni casi. L’esame istologico ha mostrato adenocarcinoma in sette pazienti e carcinoma a cellule squamose in un paziente.
Europa e Giappone
E’ stato riportato dall’Europa e dal Giappone che trentuno pazienti hanno ricevuto la diagnosi di cancro esofageo dopo aver usato alendronato (farmaco sospetto in 21 pazienti). In sei casi, il risedronato (Actonel, Procter & Gamble), l’ibandronato (Bonviva, Roche), l’etidronato (Didronel, Procter & Gamble) o una combinazione di essi rappresentavano i farmaci sospetti, mentre in quattro casi i bifosfonati erano farmaci concomitanti. Sono stati riportati 6 casi di decesso. Ventidue pazienti (71%) erano donne, l’età mediana era di 68,5 anni (media 68,5 basata su 25 pazienti).
Per quanto riguarda i 20 casi in cui erano disponibili informazioni sulla dose:
Il tempo mediano dalla esposizione al farmaco alla diagnosi è stato di 1,3 anni (range 0,3-8; media 2,2 basata su 21 pazienti). Non sono state fornite informazioni sui fattori di rischio per nessuno dei pazienti. L’esofago di Barrett, menzionato per tre pazienti, sembra essere stato diagnosticato vicino alla data della diagnosi di cancro esofageo e dopo uso di alendronato. L’esofago distale è stato coinvolto in otto pazienti (con coinvolgimento gastrico in quattro). Sei pazienti avevano un adenocarcinoma e 5 un carcinoma a cellule squamose.
L’esofagite è stata associata all’uso di bifosfonati per via orale, di solito quando i farmaci non sono stati assunti seguendo le istruzioni (2-4). Materiale cristallino simile a frammenti di compresse di alendronato è stato riscontrato alla biopsia in pazienti con esofagite erosiva (5,6) e in alcuni di questi pazienti sono state osservate persistenti alterazioni della mucosa (5), che suggeriscono un potenziale effetto carcinogeno.
I medici dovrebbero evitare di prescrivere bifosfonati per via orale a pazienti con esofago di Barrett.
Gli studi dovrebbero includere i bifosfonati per via orale come possibili fattori di rischio di cancro esofageo.
Bibliografia
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