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Metformina in monoterapia e aumento delle proteine dell’Alzheimer

Commento a cura di Patrizia Iaccarino. SIMG Napoli

Di seguito è riportata un’ampia sintesi dell’articolo pubblicato da Chen e coll. del Burnham Institute for Medical Research, La Jolla, in California (1), relativo all’effetto che può esercitare la metformina sulla malattia di Alzheimer.
Ovviamente, trattandosi di studi in vitro e su animali, sarebbe necessario collegarli con i dati epidemiologici derivati da pazienti per valutare clinicamente le scoperte dei ricercatori. Sarebbe ancor più importante realizzare ampi trial clinici controllati, randomizzati, in doppio cieco, vs placebo, per stabilire se ciò avviene anche negli esseri umani, come nei modelli animali e in vitro.
Allo stato attuale, non sono disponibili evidenze cliniche tali da indurre preoccupazione nei medici quando trattano i pazienti diabetici con metformina.

Evidenze epidemiologiche, cliniche e sperimentali suggeriscono un legame tra il diabete tipo 2 e la malattia di Alzheimer. Un nuovo studio sulla metformina suggerisce che sarebbe proprio uno dei farmaci antidiabetici più utilizzati al mondo ad essere responsabile di questo legame, soprattutto quando usato da solo.
La metformina è il farmaco antidiabetico più popolare negli USA, oltre ad essere 1 dei 2 antidiabetici orali (insieme alla glibenclamide) inseriti nella Lista dei Farmaci Essenziali della World Health Organization.
Nel 2006, negli Stati Uniti sono state compilati 35 milioni di prescrizioni di metformina generica. Gli Autori dello studio (1) hanno riportato che la metformina, se da un lato aumenta la riduzione da parte dell’insulina dell’accumulo intra- ed extracellulare della beta-amiloide, dall’altro lato la metformina di per se aumenta i livelli di peptidi legati alla patogenesi dell’Alzheimer.
L’insulina modula il metabolismo della proteina precursore della beta-amiloide (APP) nei neuroni, riducendo l’accumulo intracellulare di peptidi beta-amiloide (Abeta), che sono coinvolti nella patogenesi dell’Alzheimer.
Lo studio in oggetto ha indagato se la metformina, farmaco sensibilizzante l’insulina, influenza il metabolismo dell’APP e la produzione di Abeta in vari modelli cellulari, riscontrando che la metformina, alle dosi che portano all’attivazione della proteinchinasi AMP-attivata (AMPK), aumenta significativamente la produzione, sia intracellulare che extracellulare, di varie specie di peptidi beta-amiloide (Abeta).
Tale effetto della metformina sulla produzione di Abeta è mediata dalla up-regulation trascrizionale della beta-secretasi (BACE1), che determina un elevato livello di proteine ed un’aumentata attività enzimatica.
Diversamente dall’insulina, che facilita la degradazione dell’Abeta, la metformina non esercita nessun effetto sulla degradazione della Abeta. Tuttavia, nell’uso combinato (insulina + metformina), la metformina aumenta l’effetto dell’insulina nel ridurre i livelli di Abeta.

Secondo questo studio, quindi, la metformina potrebbe avere conseguenze dannose se usata in monoterapia in pazienti diabetici anziani. Ciò potrebbe far intravedere lo spettro di un’ondata di nuovi casi di Alzheimer in pazienti diabetici che hanno assunto metformina per anni.
Secondo gli autori, inoltre, è opportuno che i medici seguano con attenzione qualsiasi sintomo relativo ad un declino cognitivo nei pazienti che assumono metformina. Al tempo stesso, si potrebbe ipotizzare che una terapia combinata metformina + insulina non solo eviterebbe i possibili effetti della metformina da sola, ma determinerebbe un effetto benefico sia per il trattamento del diabete sia per il rallentamento della progressione della malattia di Alzheimer.

Bibliografia

  1. Chen Y et al. Antidiabetic drug metformin (GlucophageR) increases biogenesis of Alzheimer's amyloid peptides via up-regulating BACE1 transcription. Proc Nat Acad Sci U S A. 2009; 106: 3907-3912.

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