Valeria Pizzimenti e Paola Cutroneo, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia dell’Università di Messina
I vaccini possono determinare l’insorgenza di effetti collaterali. Quando si assumono decisioni riguardo all’immissione in commercio dei vaccini e al loro impiego nell’ambito della sanità pubblica, le autorità regolatorie devono essere convinte del fatto che gli effetti benefici relativi alla riduzione della malattia superino i rischi reali e potenziali associati alla vaccinazione.
Il profilo degli effetti collaterali dei vaccini per l’influenza, dato il loro uso su larga scala da oltre 50 anni, è molto conosciuto. In ogni caso, i vaccini influenzali ogni anno subiscono cambiamenti univoci relativamente alla loro composizione.
La valutazione critica del profilo di sicurezza dei vaccini prodotti per rispondere alla pandemia H1N1 del 2009 ha avuto la più alta priorità. Trial clinici forniscono informazioni sugli effetti indesiderati frequenti attesi per ciascun vaccino pandemico utilizzato.
Sul Lancet è stato pubblicato un articolo relativo alla definizione del profilo di sicurezza dei vaccini dell’influenza pandemica (1).
La valutazione degli eventi avversi in seguito all’uso concomitante di vaccino stagionale e di quello pandemico monovalente è di maggiore interesse. Potrebbe essere utile la comprensione del profilo di immunogenicità e sicurezza di altre combinazioni, come ad esempio la co-somministrazione di vaccini per l’influenza pandemica e antipneumococco.
In aggiunta ai tre studi citati, sono stati pubblicati recentemente report relativi ad un altro vaccino split inattivato non adiuvato, ad un vaccino adiuvato monovalente ed una parte dei risultati di uno studio multicentrico cinese (7-9).
Nel contesto delle attività preparatorie alla pandemia, le autorità regolatorie internazionali hanno lavorato insieme per sviluppare un alto grado di convergenza sugli interventi basati sull’evidenza scientifica per la valutazione di vaccini influenzali pandemici (10). Le agenzie regolatorie hanno valutato gli effetti avversi dei vaccini pandemici H1N1 identificati attraverso trial clinici e confrontato i risultati con i database di sicurezza già esistenti e molto estesi per i vaccini antinfluenzali.
Questo lavoro comprendeva 11 anni di esperienza dell’agenzia europea sull’uso su ampia scala di vaccini adiuvati con emulsioni olio in acqua (MF-59) e diverse migliaia di volontari che hanno ricevuto vaccini adiuvati a base di un’altra emulsione olio in acqua (AS03) nei trial clinici (11). Nella totalità di queste informazioni, la conclusione è stata che gli effetti indesiderati osservati per il vaccino pandemico H1N1 nei trial clinici rientrano nel profilo di sicurezza atteso per i comuni vaccini influenzali. Senza alcuna eccezione, tutti i prodotti sono stati registrati, il che implica che la valutazione rischio-beneficio era stata considerata positiva.
La scheda tecnica di ogni vaccino contiene un elenco di effetti indesiderati attesi che erano stati identificati attraverso gli studi clinici premarketing. Per individuare rari effetti collaterali, i profili di sicurezza continuano ad essere studiati attraverso valutazioni attente una volta che il prodotto inizia ad essere usato in maniera più ampia. Le nuove informazioni vengono fornite attraverso modifiche al riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP).
Ad esempio, a seguito di una revisione di dati provenienti da uno studio clinico in corso e dall’osservazione che i bambini piccoli potrebbero presentare febbre in seguito alla somministrazione della seconda dose di vaccino pandemico H1N1 adiuvato (Pandemrix), l’Agenzia Europea dei Medicinali ha raccomandato a prescrittori e genitori di monitorare la temperatura dei bambini vaccinati con il prodotto e, se necessario, adottare delle misure per abbassare la febbre (12).
Bibliografia