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Scarsa efficacia ed aumento degli effetti collaterali con l’impiego di laropiprant+acido nicotinico

Soraya Puglisi e Alessandra Russo. Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia. Università di Messina

Sulla rivista Prescrire (1) è stato pubblicato un articolo in cui viene definito “non accettabile” l’utilizzo di una combinazione a dose fissa a base di acido nicotinico e laropiprant, in quanto è risultato che tale associazione non ha effetti sulla mortalità totale o sugli eventi cardiovascolari. Piuttosto, aumentando gli effetti collaterali, il rapporto rischio/beneficio di questa combinazione è meno favorevole rispetto a quello dell’acido nicotinico impiegato in monoterapia.
In questa review sono stati esaminati i dati disponibili sull'efficacia di questa combinazione nella prevenzione cardiovascolare, così come l'impatto del laropiprant sull'intensità e la frequenza delle vampate causate dall'acido nicotinico oltre agli effetti avversi che il laropiprant aggiunge alla combinazione. Di seguito viene riportata una sintesi dell’articolo.

Le vampate rappresentano l'effetto collaterale più frequente dell'acido nicotinico, un farmaco ipolipemizzante. Queste possono essere ridotte aumentando gradualmente la dose e assumendo il farmaco di sera.
L'acido nicotinico non ha dimostrato un effetto sulla mortalità o sugli eventi cardiovascolari. Dal 2008 nell'Unione Europea sono state autorizzate le compresse a rilascio prolungato contenenti acido nicotinico e laropiprant, per il loro uso in associazione o al posto delle statine.
Il laropiprant è un antagonista del sottotipo 1 del recettore della prostaglandina D2 e, in misura minore, dei recettori del trombossano A2. E' stato aggiunto all'acido nicotinico allo scopo di ridurre le vampate che si ritiene siano causate dal rilascio cutaneo della prostaglandina D2.

A metà del 2009 l'effetto della combinazione acido nicotinico + laropiprant era stato stabilito solo su end point surrogati (lipidi). Il rapporto di valutazione dell'Agenzia Europea del Farmaco (EMA) cita due trial.
I risultati di un trial con end point clinici (HSP2-Thrive), iniziato nel 2007, sono attesi per il 2013.
Un altro trial (Achieve), con un end point surrogato (spessore dell'intima-media della carotide), è stato interrotto prematuramente. Le ragioni non sono chiare, ma potrebbero essere correlate ad una scelta inappropriata della popolazione in studio o ad un rischio di disordini della coagulazione associati al meccanismo d'azione del laropiprant.

Il problema delle vampate
Tre trial (P020-02, P023-00 e P054-00) hanno valutato gli effetti che l'aggiunta di laropiprant all'acido nicotinico a rilascio prolungato aveva sulla riduzione delle vampate durante la prima settimana di trattamento, dopo la ripresa del trattamento successiva a 5 giorni di wash-out o durante il trattamento a lungo termine. Le vampate sono state valutate dai pazienti usando il Flushing Symptom Questionnaire (3). Il punteggio finale è stato utilizzato per classificare le vampate in assenti/lievi, moderate, severe o estreme.

Effetti avversi di grado severo
Circa il 63% dei pazienti in terapia con acido nicotinico + laropiprant o con acido nicotinico a rilascio prolungato in monoterapia ha riportato effetti collaterali versus il 46,9% dei pazienti che ricevevano simvastatina o placebo.
I pazienti in terapia con acido nicotinico + laropiprant avevano anche con maggiore frequenza effetti collaterali gravi (0,3% vs 0,1%), tra cui ipersensibilità e reazioni di intolleranza.

In sintesi
Non è stato dimostrato che la combinazione acido nicotinico + laropiprant sia associata ad un beneficio clinico nei pazienti con disordini lipidici.
Nonostante l’assunzione di laropiprant, circa un paziente su tre riporterà almeno una vampata di entità moderata, dovuta all'acido nicotinico, all'inizio del trattamento. Nel trattamento a lungo termine (primi 4 mesi), 1 paziente su 2 riporterà vampate fino a 3 giorni alla settimana.
Il laropiprant aggiunge i suoi effetti collaterali a quelli dell'acido nicotinico, alcuni dei quali richiedono uno stretto monitoraggio. Una migliore pianificazione della gestione del rischio è stata richiesta dall'EMA per monitorare la tossicità epatica e muscolare e le possibili conseguenze cliniche dell'alterazione della funzione piastrinica.
La decisione dell'FDA di rifiutare l'approvazione di questo farmaco è supportata dai dati.
E' nel migliore interesse del paziente semplicemente evitare di usare questo farmaco.

Bibliografia

  1. Prescrire International 2010; 19: 9-11.
  2. Maccubbin D, et al. Lipid-modifying efficacy and tolerability of extended-release niacin/laropiprant in patients with primary hypercholesterolaemia or mixed dyslipidaemia. Int J Clin Pract 2008; 62: 1959-70.
  3. Paolini JF, et al. Measuring flushing symptoms with extended-release niacin using the flushing symptom questionnaire: results from a randomised placebo-controlled clinical trial. Int J Clin Pract 2008; 62: 896-904.

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