Programma permanente ed in continua evoluzione per informarsi e/o saperne di pił.

Prolungamento dell’intervallo QT indotto da farmaci

Stefania Antoniazzi. Unità di Farmacologia Clinica. Ospedale L. Sacco
Alessandro Oteri. Dipartimento Clinico Sperimentale di Medicina e Farmacologia. Università di Messina

La sindrome del QT lungo (LQTS) può essere congenita o acquisita. La forma acquisita sembra essere principalmente correlata all’assunzione di farmaci. In un articolo pubblicato sulla rivista British Journal of Clinical Pharmacology (1) è stato valutato il ruolo dei fattori di rischio associati a prolungamento dell’intervallo QT.

Numerosi fattori di rischio possono predisporre al prolungamento dell’intervallo QT, tra cui l’età, il sesso (le donne hanno una probabilità maggiore di sviluppare LQTS), l’ipertrofia ventricolare sinistra, l’insufficienza cardiaca, l’ischemia del miocardio, l’ipertensione, il diabete mellito, l’aumento dei livelli di ormoni tiroidei, l’ipercolesterolemia, un elevato indice di massa corporea, una bassa frequenza cardiaca e le alterazioni elettrolitiche (es. ipokaliemia e ipomagnesia).
Tuttavia, una delle cause più comuni è rappresentata dall’uso di farmaci.

Sono stati ritirati dal commercio numerosi farmaci (es. tioridazina, astemizolo, cisapride e grepafloxacina), appartenenti a svariate classi terapeutiche (es. antipsicotici, antistaminici, composti attivi sul tratto gastrointestinale ed antinfettivi) in quanto associati a ritardo nella ripolarizzazione e torsioni di punta, mentre in altri casi (terfenadina, aloperidolo e sertindolo) si è resa necessaria l’introduzione di specifiche limitazioni d’uso.
Potenzialmente, tutti i farmaci che prolungano l’intervallo QTc agiscono a livello del canale del potassio, bloccando la componente rapida della corrente del potassio (IKr) (11). Tuttavia, le implicazioni cliniche di tale effetto non sono state ancora del tutto chiarite. È noto infatti che alcuni farmaci associati a LQTS non sono associati a torsione di punta, mentre altri possono causare aritmie cardiache senza prolungare l’intervallo QTc.
Nel corso del 2003 è stato inoltre osservato che farmaci con margine ristretto, cioè capaci di bloccare i canali del potassio a concentrazioni vicine a quelle terapeutiche, sono correlati ad un rischio maggiore di sviluppare aritmie cardiache gravi. Ad esempio, il sertindolo e la tioridazina, con ad un margine ristretto, sono stati correlati ad un elevato rischio di aritmie cardiache, a differenza dell’amiodarone che causa torsioni di punta con una frequenza minore, avendo un margine più ampio.
Sebbene la maggior parte dei farmaci associati a prolungamento del QTc blocchino la IKr, un numero esiguo di composti agisce a livello della corrente del sodio (INa). Data la somiglianza strutturale tra i canali del Na+ e quelli del K+, è possibile che i farmaci attivi sui primi siano in grado di bloccare anche i secondi. Esempi di farmaci attivi sui canali del Na+ includono antistaminici, beta-bloccanti, antidepressivi triciclici e fenotiazine.

Interazioni farmaco-farmaco
Il prolungamento del QTc può essere indotto da interazioni sia farmacodinamiche che farmacocinetiche. L’interazione farmacodinamica può manifestarsi quando più farmaci in grado di prolungare l’intervallo QTc vengono somministrati contemporaneamente, generando effetti addittivi o sinergici.
Un’interazione farmacocinetica si manifesta quando la clearance di un farmaco in grado di prolungare l’intervallo QTc viene ridotta dalla contemporanea assunzione di un altro farmaco, con conseguente incremento nei livelli plasmatici e tissutali del primo.
Spesso, le interazioni farmacocinetiche coinvolgono farmaci metabolizzati dalle stesse isoforme enzimatiche del citocromo P450. Ad esempio, l’assunzione di farmaci metabolizzati dal CYP3A4 (es. cisapride e terfenadina) o dal CY P2D6 (es. aloperidolo e tioridazina) in concomitanza a composti capaci di inibire l’attività di tali isoenzimi, può determinare il prolungamento dell’intervallo QTc per effetto di un incremento nei livelli plasmatici del farmaco aritmogenico.

Farmaci associati a torsione di punta

Antiaritmici

Antistaminici

Antinfettivi

Antimalarici

Antipsicotici

Farmaci attivi sul tratto gastrointestinale

Agonisti oppioidi

Altri

Bibliografia

Link


Torna all'elenco dei corsi disponibili