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Vantaggi associati alla segnalazione di eventi avversi da parte dei pazienti

A cura di Daniela Crupi. Dipartimento Clinico Sperimentale di Medicina e Farmacologia. Università di Messina.

Due studi hanno dimostrato che, anche in Francia, la segnalazione di eventi avversi da parte dei pazienti può fornire dati complementari a quelli ottenuti dagli operatori sanitari.
Sulla rivista Prescrire (1) è stato pubblicato un articolo relativo a tale argomento.

Solo pochi paesi europei attualmente consentono ai pazienti di presentare direttamente le segnalazioni di reazioni avverse, anche se diversi studi condotti in Olanda e in Inghilterra hanno dimostrato che le segnalazioni di eventi avversi riportate dai pazienti e dagli operatori sanitari hanno ruoli complementari.

Il Centro di Farmacovigilanza Regionale di Tolosa ha confrontato le segnalazioni di eventi avversi effettuate dai pazienti con le loro cartelle cliniche. Lo studio ha incluso 100 pazienti (età media 55 anni; il 79% era di sesso femminile) (2). I pazienti avevano consultato uno specialista in medicina interna tra l’1 Febbraio 2009 ed il 30 Luglio 2009. I pazienti sono stati invitati a completare un questionario, che è stato poi confrontato con la loro cartella clinica.
Tre quarti dei pazienti hanno riportato uno o più effetti avversi, il 38% dei quali era stato registrato nella cartella clinica. Secondo i medici del dipartimento, il 2% di questi eventi avversi doveva essere segnalato al centro di farmacovigilanza regionale.
I pazienti ed i medici hanno riportato effetti avversi differenti e i medici tendevano a segnalare gli eventi più severi.

Il Dipartimento di Farmacologia di Tolosa ha condotto uno studio su 98 pazienti affetti da malattia di Parkinson (età media 67 anni; 60 erano uomini) reclutati dai dipartimenti di neurologia dell'ospedale universitario a Bordeaux e a Tolosa (3). Ad ogni paziente è stato chiesto di descrivere qualsiasi effetto avverso osservato e poi di partecipare ad un’intervista guidata utilizzando una lista predefinita di effetti avversi conosciuti dei farmaci anti-Parkinson.
Quasi due terzi degli effetti avversi, identificati nell’intervista guidata, non erano stati riportati spontaneamente durante l’intervista non guidata.
I pazienti con recente insorgenza di malattia di Parkinson avevano una probabilità significativamente superiore di riportare effetti avversi spontaneamente. La severità degli effetti avversi non ha influenzato la probabilità di segnalazione spontanea.

Questi studi hanno dimostrato che le segnalazioni effettuate da pazienti e da medici hanno ruoli complementari.
Solo una piccola percentuale di effetti avversi riportati da pazienti è stata presa in considerazione dai medici. Inoltre, i medici tendono a riportare eventi più gravi e ad identificare effetti avversi che i pazienti non riferiscono spontaneamente.
Questi studi confermano anche che semplici misure sono in grado di migliorare la consapevolezza del punto di vista dei pazienti.

Bibliografia

  1. Prescrire International 2011; 20: 70.
  2. Debordeaux F et al. Characteristics of Adverse Drug Reactions reported by patients: which differences with doctor’s reports? 31st Pharmacovigilance Meeting, Bordeaux, 23-25 March 2010. Fundamental & Clinical Pharmacology 2010; 24 (Suppl 1): 90 (abstract 433).
  3. Perez-Lloret S et al. Do Parkinson’s disease patients disclose adverse drug reactions spontaneously? 31st Pharmacovigilance Meeting, Bordeaux, 23-25 March 2010. Fundamental & Clinical Pharmacology 2010; 24 (Suppl 1): 5 (abstract 24).

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