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Prolungamento dell’intervallo QT da farmaci psicotropi

A cura di Ylenia Ingrasciotta e Alessandra Russo. Dipartimento Clinico Sperimentale di Medicina e Farmacologia. Università di Messina

Molti farmaci psicotropi possono ritardare la ripolarizzazione cardiaca e quindi prolungare l’intervallo QT. Un prolungamento dell’intervallo QTc (QT corretto) spesso suscita preoccupazione nella pratica clinica, poiché può essere seguito, in casi rari, dalla torsione di punta (TdP). È stato pubblicato un articolo in cui vengono riportati i risultati di una ricerca effettuata su PubMed sulla letteratura attinente al rischio del prolungamento del QTc e/o TdP associati ai farmaci psicotropi usati comunemente. Di seguito si riporta una sintesi dell’articolo (1).

Il rischio che si sviluppi un prolungamento del QTc o la TdP dipende non solo dal farmaco usato, ma anche in larga misura da fattori individuali e altri fattori ambientali, quali:

In uno studio in cui sono stati valutati 77 casi di TdP associata ai farmaci, nell’85% dei soggetti erano presenti due o più fattori di rischio aggiuntivi: cardiopatie (77%), età >65 anni (54%), sesso femminile (69%), ipokaliemia (30%) (2).

Antipsicotici classici
È stato osservato che il farmaco che prolunga in misura maggiore l’intervallo QTc è rappresentato dalla tioridazina, seguita da pimozide e aloperidolo. Il rischio di un prolungamento patologico del QTc aumenta con la dose. È noto anche che questi tre farmaci sono associati ad un maggiore rischio di TdP rispetto ad altri farmaci psicotropi.
Per quanto riguarda gli antipsicotici a bassa potenza (clorpromazina e levomepromazina), questi farmaci prolungano l’intervallo QTc se somministrati ad alti dosaggi.

Nuovi farmaci antipsicotici
Tra i nuovi farmaci antipsicotici, il sertindolo e lo ziprasidone prolungano il QTc in modo più marcato. La frequenza del riscontro di intervalli QTc di 500 ms è pari a 3,1%-7,8% con il sertindolo e 0,06% con lo ziprasidone.
Talvolta è stato osservato un moderato prolungamento del QTc durante il trattamento con risperidone anche a dosi terapeutiche, soprattutto in pazienti anziani. I metabolizzatori lenti del CYP2D6 e i pazienti che assumono in concomitanza farmaci che inibiscono il CYP2D6 (fluoxetina, paroxetina, bupropione e duloxetina) hanno un rischio particolarmente elevato. Gli studi clinici sul paliperidone hanno evidenziato un moderato prolungamento del QTc molto meno severo se veniva utilizzata la preparazione a rilascio prolungato. La quetiapina è risultata associata solo ad un lieve prolungamento dell’intervallo QTc, mentre la clozapina non sembra determinarne l’insorgenza, anche se può causare miocarditi e quindi sensibilizzare i pazienti al prolungamento del QTc dovuto ad altri farmaci.
In uno studio retrospettivo è stato osservato che l’intossicazione da amisulpiride è stata associata ad un’incidenza molto elevata di prolungamento di QTc (73% dei pazienti; dosi comprese tra 4 e 80 mg) e ad un’incidenza di TdP pari al 7% (7). Anche l’olanzapina e la zotepina prolungano l’intervallo QTc solo a dosi eccessive.

Antidepressivi
Anche se negli studi di approvazione per gli inibitori selettivi della ricaptazione delle monoamine (SSRI, venlafaxina, duloxetina, reboxetina), questi farmaci a dosi terapeutiche non hanno determinato effetti sull’intervallo QTc, sono stati riportati casi di prolungamento del QTc con fluoxetina, citalopram o venlafaxina a dosi tossiche o quando sono presenti più fattori di rischio.
Il litio a concentrazioni >1,2 mmol/L può prolungare marcatamente l’intervallo QTc.

Altri farmaci psicotropi
Il metadone, che può prolungare il QTc in modo dose-dipendente, è risultato essere tra i farmaci più spesso associati a TdP riportati all’AERS (83 casi) (9). Tuttavia, in molti casi erano presenti fattori di rischio addizionali, tra cui alte dosi di metadone, farmaci concomitanti che interferiscono con il metabolismo del metadone o che aumentano il rischio di TdP, infezione da HIV, ipokaliemia, cirrosi epatica, insufficienza renale e cardiopatie.

Bibliografia

  1. Wenzel-Seifert K et al. QTc prolongation by psychotropic drugs and the risk of torsade de pointes. Dtsch Arztebl Int 2011; 108: 687–693.
  2. Aström-Lilja C, et al. Drug-induced torsades de pointes: a review of the Swedish pharmacovigilance database. Pharmacoepidemiol Drug Saf 2008; 17: 587-92.
  3. http://www.fda.gov/Drugs/DrugSafety/PostmarketDrugSafetyInformationforPatientsandProviders/DrugSafetyInformationforHeathcareProfessionals/ucm085203.htm
  4. Sharma ND, et al. Torsades de pointes associated with intravenous haloperidol in critically ill patients. Am J Cardiol 1998; 81: 238–40.
  5. Vieweg WV, et al. Proarrhythmic risk with antipsychotic and antidepressant drugs: implications in the elderly. Drugs Aging 2009; 26: 997–1012.
  6. Ozeki Y, et al. QTc prolongation and antipsychotic medications in a sample of 1017 patients with schizophrenia. Prog Neuropsychopharmacol Biol Psychiatry 2010; 34: 401-5.
  7. Haddad PM, Anderson IM. Antipsychotic-related QTc prolongation, torsade de pointes and sudden death. Drugs 2002; 62: 1649–71.
  8. Sala M, et al. QT interval prolongation related to psychoactive drug treatment: a comparison of monotherapy versus polytherapy. Ann Gen Psychiatry 2005; doi: 10.1186/744–859X-4–1.
  9. Poluzzi E, et al. Drug-induced torsades de pointes: data mining of the public version of the FDA Adverse Event Reporting System (AERS). Pharmacoepidemiol Drug Saf 2009; 18: 512–8.

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