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Dasatinib nel trattamento della leucemia mieloide cronica

A cura di Ylenia Ingrasciotta e Alessandra Russo. Dipartimento Clinico Sperimentale di Medicina e Farmacologia. Università di Messina

Sulla rivista Prescrire (1) è stato pubblicato un articolo che ha focalizzato l’attenzione sui rischi associati a dasatinib. Di seguito si riporta una sintesi dell’articolo.

La leucemia mieloide cronica generalmente procede in 3 fasi: una fase cronica (4-5 anni), una fase di accelerazione (3-18 mesi) ed una fase terminale di crisi blastica.
Il trattamento di prima scelta è rappresentato dall’imatinib, un inibitore della tirosin-chinasi, che migliora la sopravvivenza (circa l’86% a 7 anni), ma con effetti avversi frequenti e talvolta gravi.
Il dasatinib, un altro inibitore della tirosin-chinasi, rappresenta un’opzione di seconda scelta.

La valutazione clinica del dasatinib si basa su un trial randomizzato, non in cieco, che ha confrontato il dasatinib versus l’imatinib in 519 pazienti (2).
Il tasso di sopravvivenza a 12 mesi era simile nei 2 gruppi (circa il 98%), ma il follow-up è troppo breve per valutare l’impatto sulla sopravvivenza totale. In 5 pazienti nel gruppo trattato con dasatinib e in 9 nel gruppo esposto ad imatinib la malattia progrediva oltre la fase cronica, ma il numero dei casi è troppo piccolo per un confronto significativo.
A 12 mesi il tasso di risposta citogenetica completa confermata (end point primario) era del 77% con dasatinib versus 66% con imatinib (p<0,007) (2).

In questo trial è stato osservato che:

Rispetto all’imatinib, il trattamento con dasatinib ha provocato meno casi di nausea e vomito (13% vs 30%), disturbi muscolari (10% vs 29%), ed edema (11% vs 55%), mentre ha determinato l’insorgenza di più casi di versamento pleurico (10% vs 0%), disturbi cardiaci (10% vs 7%) e trombocitemia severa (19% vs 11%).

Oltre ai decessi dovuti a progressione della malattia (4 in ogni gruppo), si sono verificati 4 decessi causati da infezioni e 2 dovute all’infarto al miocardio nel gruppo trattato con dasatinib versus, rispettivamente, a 0 ed 1 decesso con imatinib, così come un caso di morte per cause ignote.

Nell’aprile del 2011, l’agenzia regolatoria del farmaco francese ha segnalato 13 casi di ipertensione arteriosa polmonare associati a dasatinib. Un aumento della pressione arteriosa polmonare è risultata più frequente con dasatinib nei trial non in cieco (5,8% versus 2,7%).

In pratica
Il follow-up è troppo breve per sapere se il dasatinib possa migliorare la sopravvivenza totale rispetto all’imatinib. In attesa dei dati a lungo termine, è meglio utilizzare l’imatinib e riservare il dasatinib per una terapia di seconda scelta.

Bibliografia

  1. Prescrire International 2012; 21: 7.
  2. Kantarjian H, et al. Dasatinib versus imatinib in newly diagnosed chronic-phase chronic myeloid leukemia. N Engl J Med 2010; 362: 2260-70.

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