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ANORESSIZZANTI DA BANCO: PROBLEMI CON FARMACI E ERBE
(Achille P. Caputi, Istituto di Farmacologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Messina)
Studi recenti, riportati dalla rivista scientifica New England Journal of Medicine, hanno paventato la possibilità di rischi legati all'assunzione di anoressizzanti da banco.
Fenilpropanolamina
Un primo studio, dal titolo "Phenylpropanolamine and the risk of Hemorrhagic stroke", ha rilevato un aumento del rischio di emorragia cerebrale in donne che hanno fatto uso di fenilpropanolamina, un anoressizzante centrale. (vedi Farmacovigilanza: Articoli selezionati e riassunti). Le conclusioni dello studio sono state che la fenilpropanolamina contenuta negli anoressizzanti, e forse anche nei rimedi per la tosse e il raffreddore, è un fattore di rischio indipendente per stroke emorragico nelle donne.
La FDA in data 6 novembre 2000 ha lanciato un pubblico avvertimento (vedi News dal FDA). Il 10 novembre 2000 il CSM (vedi News dal CSM) ha inviato un messaggio a tutti i medici inglesi
Efedra
Il secondo studio (vedi sezione Fitovigilanza: Articoli selezionati e riassunti) dal titolo "Adverse cardiovascular and central nervous system events associated with dietary supplements cointaining Ephedra alkaloids", è stato condotto sotto l'egida della FDA per valutare la possibilità di effetti altamente nocivi dovuti all'efedra. Questa sostanza, conosciuta nella medicina cinese come "ma huang" ha una azione stimolante il sistema nervoso centrale ed è un componente abituale degli integratori dietetici usati al fine di perdere peso e bruciare calorie. Le conclusioni dello studio sono state che il rapporto rischio/beneficio è nettamente a favore del rischio, non essendo stati dimostrati benefici dall'assunzione di queste sostanze.
L'Ephedra Education Council, gruppo supportato da membri del Comitato per l'Efedra (Ephedra Committee) e dell'American Herbal Products, costituito dai produttori e dai distributori di questa sostanza, chiamato in causa, ha risposto che i risultati dei ricercatori sono datati, essendo stati rivisti da una commissione di esperti, che ha confutato l'esistenza di un'associazione tra assunzione diretta di efedra e gravi reazioni avverse. A sostegno di questa tesi l'Ephedra Education Council ha inoltre pubblicato uno studio clinico attestante l'efficacia e la sicurezza dell'efedra condotto presso le Università di Harvard e la Columbia University.
I problemi sollevati dai due articoli apparsi sul New England, e più in generale il problema sollevato dai supplementi dietetici, può essere commentato come fatto da Alexander Fleming sull'editoriale del New England Journal of Medicine (2000; 343: 1886) come segue: "Noi possiamo chiederci perché la nostra società deve avere tolleranza zero nei riguardi dell'uso dei farmaci psicostimolanti di qualsiasi tipo" e "abbia legittimato i supplementi dietetici mettendoli a disposizione dei consumatori senza restrizioni. Un composto contenente alcaloidi dell'efedra non dovrebbe essere chiamato un supplemento dietetico; è un farmaco. L'abuso di questo ed altri farmaci messi sul mercato come supplementi dietetici potrebbe essere ridotto se noi semplicemente cessassimo di chiamarli supplementi dietetici e regolassimo il loro uso nella stessa maniera dei farmaci da banco e dei cibi contenenti farmaci o, in alcuni casi bandissimo il loro uso perché preoccupati della loro sicurezza e/o mancanza di efficacia"