2. I dati messi a disposizione dalla FDA
In un lavoro di Chew e coll. (6) viene riportato il sommario (Tabella I) fornito dalla FDA delle 130 segnalazioni di morte, inviate tra fine marzo e metà novembre 1998 (4) (i primi 8 mesi di commercializzazione del farmaco negli Stati Uniti). In questo sommario sono riportati anche i casi di morte in Olanda (7) e in Australia (8) in cui è stato sospettato il sildenafil.
Nell'interpretazione di questi dati l'FDA ritiene che debba essere posta particolare attenzione alle limitazioni della segnalazione spontanea, come la sotto-segnalazione, la duplicazione, i fattori commerciali e medico legali, le informazioni cliniche incomplete o inaccurate e la presunzione della relazione causa-effetto (4).
Dei 130 pazienti americani, 2 sono deceduti per omicidio o annegamento, 3 ebbero uno stroke e 77 hanno avuto eventi cardiovascolari (41 con infarto miocardico certo o sospettato, 27 con arresto cardiaco, 6 con sintomi cardiaci e 3 con coronaropatia). La causa degli altri 48 decessi non è menzionata o è ignota. Tutti i morti erano di sesso maschile. L'età media, fornita solo per 104 individui, era di 64 anni (mediana) con un range da 29 a 87. Di 62 casi di morte si conosce la dose: 3 avevano assunto 25 mg; 46, 50 mg; 9, 100 mg, 2, 50-100mg, 1, > 100 mg e per 1 un'overdose. Nitroglicerina o altri nitroderivati erano stati assunti da 17 dei pazienti deceduti. Inoltre altri 3 pazienti deceduti furono trovati in possesso di nitroglicerina, ma non è noto se l'avessero assunta. Il tempo intercorso fra l'assunzione del sildenafil e il decesso o l'inizio dei sintomi che hanno portato al decesso è stato esaminato, poiché il farmaco viene assunto periodicamente e pertanto l'effetto diretto del farmaco potrebbe avere un periodo di tempo definito dopo la sua assunzione. Escludendo i due decessi per omicidio e annegamento, 44 (34%) su 128 pazienti sono morti o hanno presentato sintomi che li hanno portati a morte entro 4-5 ore dall'assunzione del sildenafil (includendo i 27 deceduti durate o immediatamente dopo il rapporto sessuale). Degli altri pazienti, 6 sono morti o hanno sviluppato sintomi che li hanno portati a morte nello stesso giorno dell'assunzione, ma dopo la sesta ora; 8 il giorno successivo, 5 due giorni dopo e 4 da tre a sette giorni dopo. Per 61 persone (48%), non sia nulla sul tempo intercorso fra l'assunzione del farmaco ed il decesso o l'inizio dei sintomi che hanno preceduto il decesso. Sui 128 deceduti, ben 90 (70%) avevano uno o più fattori di rischio (ipertensione, ipercolesterolemia, fumo, diabete mellito, obesità, problemi cardiaci). Inoltre 3 persone decedute avevano una coronaropatia che fu identificata all'esame autoptico, 12 non avevano una precedente storia di malattia cardiaca o altri fattori di rischio, ma per 10 di questi l'intervallo fra la morte o l'inizio dei sintomi e l'assunzione di sildenafil è ignota o avvenuta almeno due giorni dopo l'assunzione. Infine due persone (1 di 60 e 1 di 70 anni) sono morte dopo l'ingestione di sildenafil senza avere fattori di rischio né aver sostenuto un'attività sessuale (4).
Il rapporto dell'FDA afferma anche che in 61 pazienti non viene riportata la relazione temporale fra assunzione del farmaco e morte, per cui soltanto nel 65.7% (44 uomini) dei rimanenti 67 casi (escludendo i 2 casi per omicidio o annegamento) è documentata la relazione temporale e solo per 27 di questi ultimi l'evento (decesso o inizio dei sintomi che hanno portato al decesso) è insorto durante o immediatamente dopo il rapporto sessuale. Pertanto rimangono 17 persone (25.1%) non coinvolte in attività sessuale. Questo spiega quanto sia difficile valutare la causalità degli eventi avversi cardiovascolari avvenuti imputati al sildenafil. In altre parole, è difficile valutare se l'evento è attribuibile al sildenafil, all'attività sessuale o ad una mera coincidenza.
Il rapporto indica che 46 pazienti sono morti dopo avere assunto 50 mg, e solo 9 dopo avere assunto 100 mg. Questa discrepanza può forse essere spiegata dal maggiore uso della dose di 50 mg.
Inoltre dei 130 riportati dall'FDA, 90 pazienti (68%) avevano uno o più fattori di rischio cardiovascolare, ma 12 non avevano fattori di rischio e mancano le informazioni per altri 28 pazienti. Tutto questo rende difficile valutare dai dati dell'FDA il reale rischio del sildenafil.