ASPIRINA E SINDROME DI REYE. UN COMMENTO DEL JOURNAL OF CLINICAL PHARMACOLOGY AND THERAPEUTICS(1)
(Laura Galatti, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina)
La sindrome di Reye venne descritta la prima volta, e per tale motivo viene così denominata, dal patologo australiano R. D. Reye nel 1963 (2). Non è noto un fattore eziologico specifico per tale sindrome, che insorge in bambini e giovani adulti di età compresa fra la nascita ed i 20 anni. La sindrome di norma si associa ad un precedente episodio virale con sintomi iniziali di vomito protratto, disattenzione, irritabilità, confusione, comportamento irrazionale o convulsioni. Questi sintomi sono associati allo sviluppo di un'encefalopatia non infiammatoria e a degenerazione adiposa del fegato. Mentre la condizione progredisce, gli enzimi epatici degenerano con un aumento delle transaminasi e dei livelli di ammoniaca nel sangue. La condizione presenta un'alta mortalità e, nelle persone che sopravvivono, ci possono essere complicazioni neurologiche a lungo termine (3).
Sfortunatamente, la diagnosi può essere particolarmente difficile in bambini molto piccoli poichè alcuni disturbi metabolici ereditari si possono presentare in maniera molto simile alla sindrome di Reye. Queste difficoltà diagnostiche sono risultate presenti in diversi paesi che avevano larghe differenze di frequenza e di tipo di casi riportati. In verità, nel Regno Unito una significativa percentuale di casi, inizialmente identificati come sindrome di Reye, è stata successivamente riclassificata come altre malattie (3).
Una tabella, dopo la bibliografia, riporta una lista di difetti metabolici congeniti, che possono presentare sintomi simili a quelli riscontrabili in corso di sindrome di Reye.
La sindrome di Reye è sempre stata una malattia rara e sembra stia diventando ancora più rara. In Inghilterra sono stati riportati quasi 100 casi nel 1984 e solo 3 nel 2000. Di conseguenza, sono difficili studi epidemiologici sui fattori responsabili.
Sebbene non sia stato stabilito un legame concreto, sembra che l'aspirina, soprattutto se data nella fase iniziale dei sintomi di infezioni virali, quali influenza o varicella, possa predisporre un individuo allo sviluppo della sindrome di Reye. I primi case report supportano questo legame con l'aspirina, sebbene altri dati rendano contraddittoria tale associazione (4). Durante gli anni 80, sia negli Stati Uniti che in Gran Bretagna è stata portata avanti un'ampia operazione di avvertimento sui genitori affinché non somministrassero aspirina ai figli (sotto i 12 anni di età), in presenza di malattie simil-influenzali. Come alternativa sicura alla aspirina, veniva suggerito il paracetamolo (benchè più recentemente siano stati avanzati dei dubbi anche su questo farmaco). Negli ultimi 20 anni l'incidenza della sindrome di Reye è precipitata in modo significativo. Nel Regno Unito, dal 1986, da quando è iniziata la suddetta campagna informativa e da quando sulle confezioni di aspirina è stato inserito un avvertimento, sono stati segnalati 25 pazienti con sindrome di Reye, di cui 17 avevano assunto aspirina (5). Il Committee on Safety of Medicines (CSM) nel 1986 ha avvertito che l'aspirina non dovrebbe essere usata in bambini di età inferiore ai 12 anni. Tra i 25 casi riportati va notato che 15 riguardavano giovani di età compresa tra 12 e 17 anni, di cui 7 avevano assunto aspirina. Un report di Belay e colleghi, che ha analizzato in America 1207 casi, riporta che l'8% di essi è avvenuto in pazienti di 15 o più anni di età (6). Analizzando questi report, il CSM ha recentemente rettificato la dichiarazione del 1986 e ha avvisato che l'aspirina dovrebbe essere evitata negli stati febbrili o nelle infezioni virali in pazienti in età tra 12 e 15 anni (5).
L'editoriale del giornale (1) si chiede se questa raccomandazione sia appropriata, poiché il solo modo di assicurare che l'aspirina non possa causare sindrome di Reye è quello di proibirne completamente l'uso. Con tale limitazione, tuttavia, si perderebbe un agente cardio-protettivo molto efficace e si limiterebbe il mercato a due soli analgesici OTC, paracetamolo e ibuprofene, la cui sicurezza non è assoluta.
E' stata, infatti, recentemente avanzata l'ipotesi che l'uso del paracetamolo possa essere causa di attacchi di asma (7). Gli attacchi di asma sono nei giovani una causa di morte molto più frequente della sindrome di Reye, con circa 500 decessi l'anno in persone giovani (8).
A sua volta, l'ibuprofene, sebbene sia un FANS relativamente sicuro, causa emorragie gastro-intestinali ed ulcere.
Bibliografia
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Tabella. Disturbi metabolici ereditari i cui sintomi possono essere sovrapponibili a quelli della sindrome di Reye (9) |
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