Effetti avversi da tadalafil (nuovo farmaco per la disfunzione erettile): una correzione necessaria
(Laura Galatti, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia dell'Università di Messina)
Questo articolo sostituisce quello precedentemente inserito nel sito (15/04/2003). Per la motivazione vedi nota sottostante.
Il tadalafil (IC351) è un inibitore selettivo della fosfodiesterasi (PDE) di tipo 5, simile al sildenafil, ma con prolungata durata d'azione. La PDE5 presente nei corpi cavernosi è responsabile della costrizione della muscolatura liscia e della conseguente detumescenza peniena in quanto catalizza la degradazione del cGMP,. L'inibizione della PDE5 prodotta dal tadalafil determinerà pertanto una maggiore concentrazione intracellulare di cGMP, con il conseguente aumento del rilasciamento dei muscoli lisci e quindi dell'afflusso di sangue ai corpi cavernosi.
Reazioni avverse:
Riportiamo di seguito tre lavori dai quali è possibile ricavare alcune informazioni sul profilo di sicurezza del tadalafil:
Tabella 1. Effetti avversi più comunemente riportati nei 5 trials di fase III citati da Kuan J e Brock G. |
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Evento |
Placebo (n=308) |
Tadalafil (n=804) |
Cefalea |
6% |
14% |
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Dispepsia |
2% |
10% |
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Mal di schiena |
5% |
6% |
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Rinite (congestione nasale) |
4% |
5% |
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Mialgia |
2% |
5% |
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Vampate (flushing) |
2% |
4% |
Interazioni.
Il tadalafil, come il sildenafil, può potenziare l'effetto ipotensivo dei nitrati, con rischio di insorgenza di eventi cardiovascolari quali infarto miocardico. Pertanto anche il tadalafil è controindicato in associazione a questi farmaci. Il tadalafil è metabolizzato soprattutto dall'isoenzima 3A4 del citocromo P450. Inibitori del CYP3A4, come inibitori anti-retrovirali delle proteasi, delavirdina, efavirenz, imatinib, alcuni macrolidi ed alcuni anti fungini (es. fluconazolo, itraconazolo, ketoconazolo, voriconazolo) potrebbero avere effetto sulla clearance del tadalafil qualora somministrati contemporaneamente.
Altri inibitori del CYP3A4 (amiodarone, cimetidina, diltiazem, fluoxetina, fluvoxamina, isoniazide, loratadina, nefazodone, niacina, omeprazolo, propossifene, chinidina, chinina, sparfloxacina, testosterone, verapamil, zafirlukast e zileuton) possono potenzialmente ridurre la clearance del tadalafil benché non siano stati eseguiti studi su queste interazioni.
E' probabile che la contemporanea assunzione degli induttori del CYP3A4 (quali barbiturici, carbamazepina, desametasone, fosfenitoina, nevirapina, fenitoina, rifabutina, rifampicina e troglitazone) determini una riduzione dei livelli plasmatici di tadalafil, benché non siano stati eseguiti studi in proposito. Inoltre si possono verificare eventi avversi per interazioni tra il tadalafil ed altri substrati del CYP3A4 (es. cisapride), dunque anche in questo caso si consiglia una certa cautela nell'utilizzo.
Il succo di pompelmo rallenta il metabolismo dei farmaci metabolizzati dal CYP3A4, aumentando quindi i livelli di tadalafil.
Controindicazioni.
Il tadalafil è controindicato in pazienti con nota ipersensibilità ai componenti della compressa. Non ne è raccomandato l'uso in associazione ad altri farmaci per la disfunzione erettile, dato che mancano dati a tal proposito. Il farmaco è controindicato nei pazienti in terapia con nitrati/nitriti, poiché il tadalafil può potenziarne l'effetto ipotensivo. Le concentrazioni plasmatiche del farmaco possono essere aumentate in presenza dei seguenti fattori: età avanzata, epatopatie (es. cirrosi), danno renale grave ed insufficienza renale (Clearance della creatinina< 30 ml/min), uso concomitante di inibitori del citocromo P4503A4 (es. eritromicina, itraconazolo, ketoconazolo, saquinavir). In pazienti con queste caratteristiche o fattori di rischio, la dose iniziale del farmaco dovrebbe essere ridotta. Inoltre i medici che prescrivono il farmaco dovrebbero controllare il profilo cardiovascolare del paziente; in particolare dovrebbe essere usata cautela nelle seguenti condizioni: infarto del miocardio, stroke o aritmia cardiaca potenzialmente fatale, insorti negli ultimi 6 mesi, ipotensione (<90/50) ed ipertensione (>170/100); insufficienza cardiaca, coronaropatia ed angina instabile. Inoltre, sulla base dei dati ottenuti dall'uso del sildenafil, l'American College of Cardiology ne consiglia un uso prudente nei pazienti con ischemia coronarica attiva non trattata con nitrati, insufficienza cardiaca, associazione di più farmaci, terapia antipertensiva e farmaci che possano prolungare l'emivita del tadalafil.
Il farmaco dovrebbe essere utilizzato con cautela in pazienti con anomalie strutturali del pene o in pazienti con condizioni predisponenti al priapismo (come leucemia, mieloma multiplo, policitemia o storia di priapismo).
Benché non siano stati riportati disturbi visivi a seguito dell'uso del tadalafil (presumibilmente per una maggiore selettività nei confronti della PDE5 rispetto alla PDE6 presente nella retina), non esistono ancora informazioni sulla sicurezza del farmaco in pazienti affetti da retinite pigmentosa, ma in questi pazienti il farmaco dovrebbe essere utilizzato con cautela.
Si deve fare un uso attento del farmaco nei pazienti affetti da reflusso gastro-esofageo o ernia iatale associata a esofagite da reflusso. Come il sildenafil, anche il tadalafil può diminuire il tono dello sfintere esofageo inferiore e può inibire la motilità esofagea.
NOTA:
Citando questo lavoro [Porst H: IC351 (tadalafil, Cialis): update on clinical experience. Int J Impot Res. 2002; 14 (Suppl 1) S57- S64)], Micromedex (in data 15 aprile 2003) riportava la percentuale di cefalea come segue: “It has occurred in up to 70% of patients during the first week of treatment with once-daily doses of 10 to 100 mg (incidence versus specific dose not provided); the incidence declined with further administration (22% at week 3)”.
Questo dato non trova riscontro nel lavoro citato, ma l'importanza che riveste Micromedex come fonte di informazione in campo farmaco-tossicologico mi ha indotto a ritenerla verificata e quindi a riportarla nell'articolo sostituito.