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Prurito anale da assunzione orale di ferro. Una domanda ed una risposta.
Cinzia Cupani, Dipartimento Sperimentale e Clinico di Medicina e Farmacologia della Università di Messina

A seguito della pubblicazione del "prurito anale" nella sezione "patologie iatrogene" di questo sito web, il dott. Gabriele Saudelli, medico bolognese, ha posto alla dottoressa Cinzia Cupani, che cura tale sezione, una domanda di seguito riportata:

"Gentile dottoressa, in merito alla segnalazione relativa ai farmaci connessi alla comparsa di prurito anale vorrei segnalarle che ho osservato anche alcuni casi di prurito anale in soggetti - di sesso femminile - in trattamento con ferro per os; in un caso il sintomo comparve addirittura dopo 80 giorni di trattamento, unico sintomo di intolleranza. In tutti i casi la sospensione del trattamento marziale ha prodotto la scomparsa del sintomo in circa ventiquattro ore, senza alcuna sequela. Nel caso in cui il sintomo comparve dopo 80 giorni, dopo qualche giorno di sospensione tentai la reintroduzione del metallo a dose dimezzata ed in diverse forme rispetto a quella originale (ferro solfato, poi gluconato) con la immediata ricomparsa del sintomo.”

La dottoressa Cupani così ha risposto:
"Egregio dottore, in merito alla sua segnalazione per le specialità medicinali a base di ferro la informo di quanto segue. A seguito di una ricerca sulle più accreditate banche dati a livello internazionale, ho trovato alcuni casi da prurito indotto da ferro (allego il file). Inoltre, controllando le schede tecniche dei prodotti attualmente disponibili sul mercato, il prurito non è inserito tra gli "effetti indesiderati" di nessun prodotto tranne per la specialità Ferro-grad che fa riferimento alla possibile comparsa di rash a carico della cute ed annessi fino alla anafilassi.
Analizzando l'incidenza degli eventi la probabilità di sviluppare prurito è bassa e potrebbe essere spiegata come un sensibilizzazione soggettiva al prodotto con sempre (veda allegato) un dechallenge positivo. Spero che abbia fatto la segnalazione di reazione avversa, questo potrebbe aiutare a monitorare maggiormente il farmaco ed eventualmente a modificarne la scheda tecnica.
Grazie per la sua collaborazione, a disposizione per qualsiasi informazione.”

A sua volta il dott. Saudelli ha inviato un commento alla risposta ricevuta:
"Gentile dottoressa la ringrazio per la sua risposta e per il prezioso allegato. Mea culpa, non ho ritenuto di inviare la scheda di segnalazione, sia per la esiguità dei sintomi, sia per la comparsa in soli due casi; prescrivo molto il Ferro, dato che frequentemente osservo bassissimi livelli di ferritinemia che alcuni (Valentini, Unibo) addirittura mette in relazione con un terreno predisponente l'oncogenesi. Non me la sento di escludere questa tesi, sicuramente molti sintomi (depressione, turbe del visus e della memoria, ciclotimia, parte dei sintomi premestruali, capelli ed unghie fragili, cute secca, mucose deboli...) regrediscono grazie al ferro; di tutti proprio il ferro solfato (Ferrograd, ma preferisco il Ferrograd C, con mg 500 di acido ascorbico che ne garantiscono un maggiore assorbimento) anche per via del basso costo, mi sembra quello più indicato, anche se solo un 50% delle pazienti lo tollera. Spesso i sintomi sono quelli già riferiti e riportati in scheda, a proposito dei disturbi dispeptici.
Non rubo altro tempo. La ringrazio ancora molto vivamente per la sua preziosa risposta. Temo di doverla disturbare ancora, in merito alla fitovigilanza. Raccolgo materiale e tornerò alla carica; se critiche saranno, saranno costruttive, lo prometto!”


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