
Programma permanente
ed in continua evoluzione per informarsi e/o saperne di più.
Prolungamento dell'intervallo QT dell'elettrocardiogramma e rischio di aritmie ventricolari associato all'uso di farmaci non antiaritmici
Elisabetta Poluzzi, Fabrizio De Ponti, Nicola Montanaro
Centro Interuniversitario di Ricerca in Farmacoepidemiologia - Dipartimento di Farmacologia - Università di Bologna
Indice
- Introduzione
- Classi di farmaci e meccanismi alla base del prolungamento del QT
- Rilevanza clinica
- Prospettive future
- Tabelle
- Bibliografia
1. Introduzione
L'intervallo QT dell'elettrocardiogramma è una misura indiretta della durata dei fenomeni di depolarizzazione e ripolarizzazione ventricolare (Figura 1).
|
Figura 1. Rappresentazione schematica di un tracciato elettrocardiografico
|
 |
L'intervallo QT si misura in unità di tempo (normalmente millisecondi). Dal momento che la sua durata dipende dalla frequenza cardiaca, al fine di confrontare valori ottenuti a diverse frequenze, esso viene di solito "corretto" (QT corretto o QTc) riportandolo a quello che si avrebbe alla frequenza ideale di 60 battiti al minuto con la formula di Bazett:

Va tuttavia ricordato che la formula di Bazett non è l'unica utilizzata e che essa ha alcune importanti limitazioni [1;2], che non è il caso di approfondire in questa sede.
Tutti i farmaci che ritardano i fenomeni di ripolarizzazione ventricolare, e pertanto aumentano la durata del potenziale d'azione, portano ad un prolungamento del QTc. Molti farmaci antiaritmici (tipicamente gli antiaritmici di classe III, come l'amiodarone ed il sotalolo, ma anche alcuni antiarimici di classe I, come la chinidina), bloccando i canali del potassio deputati alla ripolarizzazione cardiaca, prolungano il potenziale d'azione (pertanto prolungano l'intervallo QT) e, di conseguenza, il periodo refrattario. Se da un lato l'effetto sul periodo refrattario è ritenuto responsabile dell'azione antiaritmica, in quanto contrasta i fenomeni di rientro, dall'altro un aumento del QTc è associato ad un aumento del rischio di insorgenza di un tipo particolare di tachiaritmia ventricolare polimorfa, noto come torsione di punta (TdP). Tale aritmia conduce facilmente alla fibrillazione ventricolare (per maggiori dettagli sugli aspetti fisiopatologici si vedano [3;4]).
È un'acquisizione relativamente recente che non solo gli antiaritmici possono influire sulla durata del potenziale d'azione, ma anche numerosi farmaci appartenenti a diverse classi terapeutiche comprendono tra i loro effetti collaterali il prolungamento del QTc. Ciò può costituire un grave rischio per il paziente, specialmente nel caso di farmaci assunti al di fuori dell'ambiente ospedaliero. Dal momento che negli ultimi anni si sono intensificate le segnalazioni di allungamento dell'intervallo QT e di TdP a carico delle più diverse classi di farmaci, questa lezione si prefigge lo scopo di presentare una rassegna aggiornata sull'argomento, fornendo alcuni elementi utili all'interpretazione dei dati sulla "cardiotossicità" di farmaci che prolungano il QTc. Innanzitutto va ricordato che il prolungamento del QTc è un marker surrogato di tossicità, usato soprattutto a scopo regolatorio, poiché le osservazioni di TdP sono un fenomeno relativamente raro, difficilmente evidenziabile negli studi pre-registrazione.
Uno dei motivi per i quali il prolungamento del QTc da parte di farmaci che non abbiano indicazioni come antiaritmici è divenuto oggetto di particolare attenzione, sia da parte delle autorità regolatorie sia da parte delle aziende farmaceutiche, è l'apparente assenza di analogie nella struttura chimica tra le molte classi di farmaci che prolungano il QTc. Questa osservazione ha fatto sorgere il quesito se l'effetto sulla ripolarizzazione cardiaca sia comune a tutti i farmaci appartenenti ad una data classe (ad es. antiistaminici, neurolettici, etc.) o non piuttosto un effetto manifestato solo da alcuni composti. In effetti, in molti casi (ad esempio antistaminici) si è dimostrata vera la seconda ipotesi [5;6].
I numerosi interventi sia da parte di agenzie regolatorie sia da parte di industrie farmaceutiche (alcuni esempi sono riportati nella Tabella 1) hanno indotto a chiedersi se, in alcuni casi, un programma più attento di indagini pre-marketing avrebbe potuto prevenire alcuni tra gli eventi fatali segnalati. In effetti, risulta assai complesso stabilire un nesso di causalità tra assunzione di un dato farmaco e insorgenza di TdP: si vedano ad esempio i singoli casi clinici descritti da Woosley e Darrow [7] e Shivkumar [8]. Sebbene il prolungamento dell'intervallo QT venga rilevato con frequenza relativamente alta, le aritmie potenzialmente fatali, come le TdP, sono rare e difficilmente compaiono durante gli studi di fase I-III, quando viene esposto al farmaco un limitato numero di soggetti. In ogni caso, va tenuto presente il fatto che almeno alcuni dei casi di aritmia fatale da farmaci riportati in un passato recente avrebbero potuto essere evitati se già allora fossero state note le possibili interazioni farmacocinetiche-farmacodinamiche, ad esempio fra macrolidi e cisapride. Le considerazioni suesposte sottolineano l'importanza di un attento programma di farmacovigilanza durante la fase IV.
2. Classi di farmaci e meccanismi alla base del prolungamento del QT
Anche con una semplice ricerca MEDLINE è possibile individuare numerosi articoli che associano al prolungamento dell'intervallo QT farmaci appartenenti alle classi terapeutiche più varie. Con i termini MESH "long-QT-sindrome-chemically-induced" o "torsades-de-pointes-chemically-induced" nella letteratura pubblicata dal 1985 al 1998, ad esempio, vengono selezionate 391 voci, di cui il 50% riguardanti case report o case series [6]. Esclusi gli antiaritmici, le classi di farmaci con il più alto numero di casi risultano gli antipsicotici, gli antiinstaminici anti-H1 ed i macrolidi. La Tabella 2 presenta un elenco di composti associati a prolungamento dell'intervallo QT o casi di TdP. Una tale varietà di molecole ha indotto i farmacologi ad interrogarsi sul meccanismo molecolare implicato nel prolungamento dell'intervallo QT da parte di molecole apparentemente non correlate tra loro.
La durata dell'intervallo QT è la somma della durata dei fenomeni di depolarizzazione e ripolarizzazione ventricolare e si ritiene rifletta la durata del potenziale d'azione dei cardiomiociti, controllata a sua volta da un delicato bilancio elettrolitico tra correnti dirette verso l'interno e verso l'esterno nella fase di ripolarizzazione. In questa fase, un ruolo importante viene svolto dalle correnti del potassio "outward" IK (somma di due correnti distinte sia per l'aspetto cinetico che per quello farmacologico: una rapida IKr e una lenta IKs) e piccole variazioni della conduttanza possono modificare significativamente la durata del potenziale d'azione ed il periodo refrattario.
Diversi studi confermano la teoria secondo cui, per la maggior parte dei farmaci, il meccanismo alla base del prolungamento del QT è correlato al blocco dei canali del potassio. Farmaci quali amiodarone e d-sotalolo esercitano il loro effetto antiaritmico di classe III attraverso questo meccanismo: il d-sotalolo, in particolare, blocca completamente la componente rapida della IK (IKr) a concentrazioni che non hanno effetti sulla IKs. Anche farmaci non antiaritmici, associati ad un prolungamento dell'intervallo QT di rilevanza clinica (come terfenadina, astemizolo e macrolidi), si sono dimostrati in grado di inibire la componente rapida della corrente (IKr), bloccando i canali del potassio codificati dallo human ether-à-go-go-related gene (HERG).
Pur essendo la corrente IK (nelle sue componenti IKr e IKs) quella meglio studiata, non si può escludere che il prolungamento della durata del potenziale d'azione dipenda anche da altre correnti del potassio (es. le correnti Ito, IKur e IK1). Il contributo di una data corrente nell'ambito dei processi di ripolarizzazione può dipendere dal tipo di canali ionici espressi in zone diverse del cuore (es. atrio o ventricolo), dalle specie e dalle condizioni fisiopatologiche (frequenza cardiaca ridotta o elevata; miocardio ischemico o normale). Il ruolo delle diverse correnti nel potenziale d'azione cardiaco in condizioni fisiologiche o patologiche è tuttora oggetto di studio e le conoscenze sinora acquisite in questo campo sono per ora estrapolabili solo in parte al contesto clinico.
3. Rilevanza clinica
Poiché l'aumento del QTc rappresenta solo un marker surrogato di tossicità ed il rischio di insorgenza di aritmie sembra direttamente correlato al QTc, sarebbe utile poter stabilire valori soglia (Delta-QTc) per definire la rilevanza clinica del fenomeno. Sul significato dell'aumento del QTc, recentemente l'EMEA ha suggerito quanto segue [9]:
- aumenti del QTc (corretto utilizzando la formula di Bazett) inferiori a 30 ms sono considerati in genere scarsamente significativi ai fini del rischio di aritmie;
- aumenti compresi tra 30 e 60 ms rappresentano un segnale più consistente di un effetto del farmaco e pongono interrogativi sul reale rischio di aritmie;
- aumenti superiori a 60 ms sollevano serie preoccupazioni sul rischio di TdP.
Tuttavia è importante ricordare che, non esistendo un valore di Delta-QTc che possa fare da riferimento assoluto quanto a rischio di TdP, è essenziale identificare tutti gli altri fattori di rischio che, specialmente se associati all'uso di farmaci, possono provocare la comparsa di TdP (Tabella 3).
È opportuno insistere sul fatto che la corretta prescrizione dei farmaci che hanno la potenzialità di aumentare il QTc richiede la conoscenza approfondita non solo dei fattori di rischio indicati in tabella 3, ma anche la disponibilità di elenchi aggiornati di farmaci che hanno effetto sul QT (si vedano ad esempio [3;4;6;10;11].
La disponibilità di elenchi aggiornati di tali farmaci potrebbe risultare particolarmente utile ai soggetti affetti dalla sindrome del QT lungo congenita ed ai loro famigliari che, pur avendo un valore di QTc nei limiti della norma, sono portatori della mutazione genetica e pertanto devono accuratamente evitare qualunque fattore che possa agire sulla ripolarizzazione cardiaca [12-15]. In alcuni casi, mediante studi elettrofisiologici in vitro, si è riusciti a dimostrare che i canali del potassio "mutati" sono più sensibili di quelli "wild-type" a farmaci largamente utilizzati come la claritromicina [16] e il sulfametossazolo [17].
Essendo le torsioni di punta da farmaci eventi complessivamente rari, è opportuno focalizzare l'attenzione sui farmaci prescritti più comunemente. Un'indagine di farmacoutilizzazione relativa al 1998 rivela che la popolazione italiana è esposta, in ambito extraospedaliero, ad un totale di 12 DDD/1000 abitanti/die (equivalenti a circa il 2% di tutte le prescrizioni) di farmaci non antiaritmici, per i quali dalla letteratura si ha evidenza di effetti significativi sulla ripolarizzazione cardiaca [18]. Attraverso indagini come questa, sarebbe utile poter individuare i singoli principi attivi associati ad un'esposizione elevata nelle diverse aree geografiche [19] ed incentrare su di essi, almeno inizialmente, gli studi farmaco-epidemiologici.
4. Prospettive future
Per i farmaci già in commercio e con potenziale effetto sull'intervallo QT, sembra opportuno suggerire studi epidemiologici che valutino il rischio dei soggetti esposti ed identifichino possibili fattori di rischio aggiuntivi, come patologie e terapie concomitanti. Nel caso vengano identificati nuovi fattori di rischio sarà necessario apportare le relative modifiche alle schede tecniche, e programmare interventi (analoghi ad una "Dear Doctor letter") per favorire la divulgazione dell'informazione. Anche interventi regolatori per l'armonizzazione delle informazioni presenti nelle schede tecniche sarebbero particolarmente utili. Infatti, attualmente, a parità di evidenze sul rischio proaritmico, in alcuni casi (soprattutto per farmaci già in commercio da molto tempo) si cita semplicemente il rischio di "aritmia cardiaca" nella sezione delle reazioni avverse, mentre, nel caso di farmaci più recenti, vengono talvolta incluse avvertenze sul rischio di prolungamento del QT e di torsioni di punta anche solo per analogia con i congeneri.
Nel caso, invece, un farmaco non antiaritmico risulti avere effetti sul QTc prima della registrazione, per il momento non è possibile formulare precise linee guida sulle indagini da effettuare, anche se numerose pubblicazioni affrontano l'argomento in modo molto dettagliato [3;20-22]. Il documento dell'EMEA [9] rappresenta un utile punto di partenza. In questo documento, vengono brevemente discussi i problemi riscontrati nel definire le alterazioni della ripolarizzazione indotte dai farmaci negli studi preclinici e clinici. La tabella 4 affronta sinteticamente i numerosi quesiti che si devono affrontare per misurare ed analizzare correttamente l'intervallo QT. Ad esempio, per la valutazione dei potenziali rischi clinici associati alle alterazioni del QTc, si dovrebbero prendere in considerazione alterazioni individuali piuttosto che valori medi per la popolazione in studio. Inoltre, studi che riportino un'assenza di effetti sul QTc devono essere valutati criticamente, considerando la potenza statistica dello studio. Infatti, una differenza statisticamente non significativa tra il gruppo trattato e il controllo non dimostra necessariamente che il composto non ha effetto sul QTc. Al contrario, quando, all'interno di un processo di valutazione regolatorio, un farmaco non antiaritmico mostra un'evidente azione sul QTc, è necessario giudicare la rilevanza clinica del fenomeno attraverso diversi parametri (relazione dose-risposta, indicazione terapeutica proposta, probabilità di interazioni farmacocinetiche, etc.). Secondo la nostra opinione, registrare un nuovo farmaco non antiaritmico che abbia effetti sul QTc è giustificabile solo quando ciò comporta un'innovazione significativa rispetto alle terapie esistenti.
Concludendo, per i farmaci sperimentali, che devono ancora ricevere l'approvazione formale da parte delle autorità regolatorie, sono auspicabili:
- la standardizzazione delle procedure negli studi preclinici in vitro e in vivo (specialmente riguardo alla misurazione del QTc), per compiere uno screening delle diverse molecole;
- studi di fase I-III accuratamente disegnati, che tengano conto dei fattori elencati nella tabella 4, specialmente per quei farmaci che sembrano avere un pur limitato effetto sulla ripolarizzazione cardiaca negli studi preclinici.
Se quanto detto sopra è valido al giorno d'oggi, non è escluso che in un prossimo futuro gli sforzi congiunti del farmacologo molecolare e del chimico farmaceutico portino ad identificare esattamente il farmacoforo/ i farmacofori responsabili di un'azione su specifici canali ionici deputati alla ripolarizzazione cardiaca. In tal caso, gli studi in silico (svolti cioè mediante modellistica molecolare computerizzata) potranno forse permettere di prevedere se una molecola abbia potenziali effetti sulla ripolarizzazione cardiaca già durante lo sviluppo preclinico, prima ancora degli studi in vitro e in vivo.
5. Tabelle
|
Tabella 1. Esempi di interventi su farmaci che prolungano l’intervallo QT
|
|
|
USA
|
Europa
|
|
terodilina
|
-
|
ritiro a seguito di segnalazioni di torsioni di punta (1991)
|
|
terfenadina
|
proposta di ritiro (gennaio 1997)
aggiunte di avvertenze in scheda tecnica (settembre 1997)
ritiro dopo l’autorizzazione al commercio della fexofenadina (dicembre 1997)
|
ritiro della confezione da120 mg dal mercato europeo (novembre 1997)
mantenimento in commercio delle confezioni da 60 mg e 30 mg in compresse e della sospensione orale da 6mg/ml (febbraio 1998)
|
|
sertindolo
|
raccomandato per l’inserimento in commercio (1996), mai autorizzato
|
ritirato precauzionalmente dal mercato europeo, in attesa di un giudizio da parte della EMEA (1998)
|
|
astemizolo
|
ritirato dalla Ditta produttrice (1999)
|
ritirato dalla Ditta produttrice (1999)
|
|
grepafloxacina
|
ritirato dalla Ditta produttrice (1999)
|
ritirato dalla Ditta produttrice (1999)
|
|
cisapride
|
aggiunte di avvertenze in scheda tecnica (1998)
ritirato (2000)
|
aggiunte di avvertenze in scheda tecnica (1998)
ritirato in alcuni paesi, disponibile solo per indicazioni ristrette in altri (2000)
|
|
Tabella 2. Esempi di farmaci non antiaritmici associati a segnalazioni di allungamento del QT o insorgenza di TdP
|
|
ANTIPSICOTICI
|
|
MACROLIDI
|
|
aloperidolo
|
[23-32]
|
claritromicina
|
[16;33-35]
|
|
clorpromazina
|
[36-38]
|
eritromicina
|
[39-44]
|
|
droperidolo
|
[25;45-47]
|
spiramicina
|
[48;49]
|
|
pimozide
|
[50-53]
|
ANTIMALARICI
|
|
quetiapina
|
[54]
|
alofantrina
|
[55-59]
|
|
sertindolo
|
[60;61]
|
chinina
|
[62;63]
|
|
tioridazina
|
[36;47;64;65]
|
CHINOLONI
|
|
ANTIDEPRESSIVI
|
grepafloxacina
|
[66;67]
|
|
amitriptilina
|
[68-70]
|
levofloxacina
|
[71;72]
|
|
desipramina
|
[73;74]
|
sparfloxacina
|
[75-78]
|
|
doxepin
|
[79;80]
|
VARI
|
|
ANTIISTAMINICI
|
cisapride
|
[35;81-86]
|
|
astemizolo
|
[87-90]
|
ketoconazolo
|
[91;92]
|
|
difenidramina
|
[93;94]
|
pentamidina
|
[95-99]
|
|
terfenadina
|
[100-102]
|
probucolo
|
[103-107]
|
|
CARDIOVASCOLARI *
|
tacrolimus (FK506)
|
[108-111]
|
|
bepridil
|
[112;113]
|
|
isoprenalina
|
[118-120]
|
terodilina
|
[114-117]
|
|
ketanserina
|
[123-126]
|
trimetoprim-sulfametossazolo
|
[17;121;122]
|
|
mibefradil
|
[127]
|
|
L'elenco di farmaci riportato in tabella non è esaustivo ed il rischio di TdP è molto variabile a seconda dei composti, anche se non sono disponibili dati precisi sull'incidenza di TdP. Pertanto il lettore è invitato ad approfondire l'argomento consultando la bibliografia citata a fianco di ciascun composto, facendo anche riferimento a recenti rassegne [3;6].
* non sono inclusi gli antiaritmici in senso stretto, per i quali si rimanda a [3].
|
|
Tabella 3. Fattori di rischio per l'insorgenza di torsioni di punta
|
|
Legati al paziente
-
sindrome congenita del QT lungo; QTc > 440 ms; aumentata dispersione del QT;
-
sesso femminile;
-
bradicardia clinicamente significativa (<50 battiti al minuto); storia di aritmie sintomatiche o di altre malattie cardiache clinicamente rilevanti;
-
bilancio elettrolitico alterato (specialmente ipokaliemia, ipomagnesiemia, ipocalcemia);
-
alterate funzioni renale o epatica;
-
ipotiroidismo.
Legati al farmaco
-
trattamento concomitante con farmaci di cui è noto il rischio di:
-
interazioni farmacocinetiche con inibitori degli isoenzimi CYP3A4: es. inibitori del reuptake della serotonina, inibitori delle proteasi HIV, zileuton;
-
interazioni farmacocinetiche (inibizione degli isoenzimi CYP3A4) e farmacodinamiche (azione diretta sulla ripolarizzazione cardiaca): es. macrolidi (es. eritromicina), antifungini azolici (es. ketoconazolo);
- interazioni farmacodinamiche: es. antiaritmici (classe I e III), farmaci che alterano il bilancio elettrolitico, ad esempio inducendo ipokaliemia (diuretici, antagonisti beta-adrenergici, amfotericina B).
|
|
Tabella 4. Problematiche relative alla misurazione ed all'analisi dell'intervallo QT a seguito della somministrazione di farmaci
|
|
Variabilità legate al paziente
-
elevata variabilità nei valori di QT sia intraindividuale (variazione circadiana, legge della regressione verso la media [128]) che interindividuale (maschi vs femmine, bambini vs adulti);
- variabilità nella capacità metabolica individuale per un dato farmaco.
Misura dell'intervallo QT
-
variabilità nel ritmo cardiaco (esistono formule differenti per correggere il valore di QT per la frequenza cardiaca e la stessa formula di Bazett, presa come riferimento nel documento dell'EMEA, ha importanti limitazioni [1]);
- cambi nella morfologia dell'onda T e insorgenza di onde U (possono essere importanti campanelli d'allarme e precedere l'insorgenza di torsioni di punta);
- mancanza di una correlazione attendibile tra misure con Holter ed ECG standard;
- mancanza di standardizzazione delle letture automatiche dell'elettrocardiogramma.
Farmacocinetica
-
variabilità nel tempo dei parametri elettrocardiografici, da correlarsi alle concentrazioni plasmatiche del farmaco di picco e di steady state;
- necessità di considerare le concentrazioni plasmatiche sia del farmaco sia di suoi eventuali metaboliti (specialmente se questi ultimi mostrano effetti sulla ripolarizzazione cardiaca in vitro);
- necessità di metodi stereoselettivi per monitorare la concentrazione plasmatica dei composti racemi.
Analisi e interpretazione dei dati
-
definizione della variabile dipendente (intervallo QTc singolo vs massimo intervallo QTc vs massima variazione di QTc dalla linea base vs area sotto la curva intervalo QTc/tempo vs dispersione del QTc [20]);
- potenza statistica dello studio;
- definizione della soglia per considerare clinicamente significativo un aumento del QTc.
|
6. Bibliografia
- Sheridan DJ (2000) Drug-induced proarrhythmic effects: assessment of changes in QT interval. Br J Clin Pharmacol 50: 297-302
- Bonate PL, Russell T (1999) Assessment of QTc prolongation for non-cardiac-related drugs from a drug development perspective. J Clin Pharmacol 39: 349-358
- Haverkamp W, Breithardt G, Camm AJ, Janse MJ, Rosen MR, Antzelevitch C, Escande D, Franz M, Malik M, Moss A, Shah R (2000) The potential for QT prolongation and proarrhythmia by non-antiarrhythmic drugs: clinical and regulatory implications. Report on a policy conference of the European Society of Cardiology. Eur Heart J 21: 1216-1231
- Tamargo J (2000) Drug-induced torsade de pointes: from molecular biology to bedside. Jpn J Pharmacol 83: 1-19
- Zhang MQ (1997) Chemistry underlying the cardiotoxicity of antihistamines. Current Medicinal Chemistry 4: 171-184
- De Ponti F, Poluzzi E, Montanaro N (2000) QT-interval prolongation by non-cardiac drugs: lessons to be learned from recent experience. Eur J Clin Pharmacol 56: 1-18
- Woosley R, Darrow WR (1994) Analysis of potential adverse drug reactions-a case of mistaken identity. Am J Cardiol 74: 208-209
- Shivkumar K (2000) Images in cardiovascular medicine. Labile repolarization from "cell to bedside". Circulation 102: 817-818
- Anon. (1997) European Agency for the Evaluation of Medicinal Products (EMEA): Committee for Proprietary Medicinal Products (CMPMP) (1997): Points to consider: the assessment of the potential for QT interval prolongation by non-cardiovascular medicinal products.
- Yap YG, Camm J (2000) Risk of torsades de pointes with non-cardiac drugs. Doctors need to be aware that many drugs can cause qt prolongation. BMJ 320: 1158-1159
- Drici MD, Barhanin J (2000) Cardiac K+ channels and drug-acquired long QT syndrome. Therapie 55: 185-193
- Donger C, Denjoy I, Berthet M, Neyroud N, Cruaud C, Bennaceur M, Chivoret G, Schwartz K, Coumel P, Guicheney P (1997) KVLQT1 C-terminal missense mutation causes a forme fruste long-QT syndrome. Circulation 96: 2778-2781
- Priori SG, Napolitano C, Schwartz PJ (1999) Low penetrance in the long-QT syndrome: clinical impact. Circulation 99: 529-533
- Chiang CE, Roden DM (2000) The long QT syndromes: genetic basis and clinical implications. J Am Coll Cardiol 36: 1-12
- Kubota T, Shimizu W, Kamakura S, Horie M (2000) Hypokalemia-induced long QT syndrome with an underlying novel missense mutation in S4-S5 linker of KCNQ1. J Cardiovasc Electrophysiol 11: 1048-1054
- Abbott GW, Sesti F, Splawski I, Buck ME, Lehmann MH, Timothy KW, Keating MT, Goldstein SA (1999) MiRP1 forms IKr potassium channels with HERG and is associated with cardiac arrhythmia. Cell 97: 175-187
- Sesti F, Abbott GW, Wei J, Murray KT, Saksena S, Schwartz PJ, Priori SG, Roden DM, George ALJ, Goldstein SA (2000) A common polymorphism associated with antibiotic-induced cardiac arrhythmia. Proc Natl Acad Sci U S A 97: 10613-10618
- De Ponti F, Poluzzi E, Montanaro N, Ferguson J (2000) QTc and psychotropic drugs. Lancet 356: 75-76
- De Ponti F, Poluzzi E, Ferguson J, Bergman U., Bjerrum L., McManus P., Sanz E., Schbert I:, Montanaro N (2000) Exposure to non-cardiac QT-prolonging drugs in the community: comparison among seven countries. Pharmacoepidemiology and Drug Safety 9 (suppl 1): S16
- Bonate PL, Russell T (1999) Assessment of QTc prolongation for non-cardiac-related drugs from a drug development perspective. J Clin Pharmacol 39: 349-358
- Crumb W., Cavero I. (1999) QT interval prolongation by non-cardiovascular drugs: issues and solutions for novel drug development. Pharmaceutical Science and Technology Today 2: 270-280
- Champeroux P, Martel E, Vannier C, Blanc V, Leguennec JY, Fowler J, Richard S (2000) The preclinical assessment of the risk for QT interval prolongation. Therapie 55: 101-109
- Kriwisky M, Perry GY, Tarchitsky D, Gutman Y, Kishon Y (1990) Haloperidol-induced torsades de pointes. Chest 98: 482-484
- Jackson T, Ditmanson L, Phibbs B (1997) Torsade de pointes and low-dose oral haloperidol. Arch Intern Med 157: 2013-2015
- Lawrence KR, Nasraway SA (1997) Conduction disturbances associated with administration of butyrophenone antipsychotics in the critically ill: a review of the literature. Pharmacotherapy 17: 531-537
- Fayer SA (1986) Torsades de pointes ventricular tachyarrhythmia associated with haloperidol. J Clin Psychopharmacol 6: 375-376
- Wilt JL, Minnema AM, Johnson RF, Rosenblum AM (1993) Torsade de pointes associated with the use of intravenous haloperidol. Ann Intern Med 119: 391-394
- Metzger E, Friedman R (1993) Prolongation of the corrected QT and torsades de pointes cardiac arrhythmia associated with intravenous haloperidol in the medically ill. J Clin Psychopharmacol 13: 128-132
- Sharma ND, Rosman HS, Padhi ID, Tisdale JE (1998) Torsades de Pointes associated with intravenous haloperidol in critically ill patients. Am J Cardiol 81: 238-240
- O'Brien J.M., Rockwood R.P., Suh K.I. (1999) Haloperidol-induced torsade de pointes. Ann Pharmacother 33: 1046-1050
- Perrault LP, Denault AY, Carrier M, Cartier R, Belisle S (2000) Torsades de pointes secondary to intravenous haloperidol after coronary bypass grafting surgery. Can J Anaesth 47: 251-254
- Douglas PH, Block PC (2000) Corrected QT interval prolongation associated with intravenous haloperidol in acute coronary syndromes. Catheter Cardiovasc Interv 50: 352-355
- Kundu S, Williams SR, Nordt SP, Clark RF (1997) Clarithromycin-induced ventricular tachycardia. Ann Emerg Med 30: 542-544
- Lee KL, Jim MH, Tang SC, Tai YT (1998) QT prolongation and Torsades de Pointes associated with clarithromycin. Am J Med 104: 395-396
- van Haarst AD, van 't K, van Gerven JM, Schoemaker RC, van Oene JC, Burggraaf J, Coene MC, Cohen AF (1998) The influence of cisapride and clarithromycin on QT intervals in healthy volunteers. Clin Pharmacol Ther 64: 542-546
- Kitayama H, Kiuchi K, Nejima J, Katoh T, Takano T, Hayakawa H (1999) Long-term treatment with antipsychotic drugs in conventional doses prolonged QTc dispersion, but did not increase ventricular tachyarrhythmias in patients with schizophrenia in the absence of cardiac disease [In Process Citation]. Eur J Clin Pharmacol 55: 259-262
- Cointe R, Dussarat GV, Mafart B, Bru P, Levy S (1989) Effet arythmogène des antidépresseurs. Mise en évidence par la stimulation ventriculaire programmée. Arch Mal Coeur Vaiss 82: 401-404
- Ochiai H, Kashiwagi M, Usui T, Oyama Y, Tokita Y, Ishikawa T (1990) Torsade de Pointes with T wave alternans in a patient receiving moderate dose of chlorpromazine: report of a case. Kokyu To Junkan 38: 819-822
- Oberg KC, Bauman JL (1995) QT interval prolongation and torsades de pointes due to erythromycin lactobionate. Pharmacotherapy 15: 687-692
- Orban Z, MacDonald LL, Peters MA, Guslits B (1995) Erythromycin-induced cardiac toxicity. Am J Cardiol 75: 859-861
- Katapadi K, Kostandy G, Katapadi M, Hussain KM, Schifter D (1997) A review of erythromycin-induced malignant tachyarrhythmia-torsade de pointes. A case report. Angiology 48: 821-826
- Gitler B, Berger LS, Buffa SD (1994) Torsades de pointes induced by erythromycin. Chest 105: 368-372
- Mishra A, Friedman HS, Sinha AK (1999) The effects of erythromycin on the electrocardiogram. Chest 115: 983-986
- Tschida SJ, Guay DR, Straka RJ, Hoey LL, Johanning R, Vance BK (1996) QTc-interval prolongation associated with slow intravenous erythromycin lactobionate infusions in critically ill patients: a prospective evaluation and review of the literature. Pharmacotherapy 16: 663-674
- Lischke V, Behne M, Doelken P, Schledt U, Probst S, Vettermann J (1994) Droperidol causes a dose-dependent prolongation of the QT interval. Anesthesia Analgesia 79: 983-986
- Michalets EL, Smith LK, Van-Tassel ED (1998) Torsade de pointes resulting from the addition of droperidol to an existing cytochrome P450 drug interaction. Ann Pharmacother 32: 761-765
- Reilly JG, Ayis SA, Ferrier IN, Jones SJ, Thomas SH (2000) QTc-interval abnormalities and psychotropic drug therapy in psychiatric patients. Lancet 355: 1048-1052
- Stramba Badiale M, Guffanti S, Porta N, Frediani M, Beria G, Colnaghi C (1993) QT interval prolongation and cardiac arrest during antibiotic therapy with spiramycin in a newborn infant. Am Heart J 126: 740-742
- Stramba Badiale M, Nador F, Porta N, Guffanti S, Frediani M, Colnaghi C, Grancini F, Motta G, Carnelli V, Schwartz P (1997) QT interval prolongation and risk of life-threatening arrhythmias during toxoplasmosis prophylaxis with spiramycin in neonates. Am Heart J 133: 108-111
- Kränhenbühl S, Sauter B, Kupferschmidt H, Krause M, Wyss PA, Meier PJ (1995) Case report: reversible QT prolongation with torsades de pointes in a patient with pimozide intoxication. Am J Med Sci 309: 315-316
- Fulop G, Phillips RA, Shapiro AK, Gomes JA, Shapiro E, Nordlie JW (1987) ECG changes during haloperidol and pimozide treatment of Tourette's disorder. Am J Psychiatry 144: 673-675
- Flockhart DA, Drici MD, Kerbusch T, Soukhova N, Richard E, Pearle PL, Mahal SK, Babb VJ (2000) Studies on the mechanism of a fatal clarithromycin-pimozide interaction in a patient with Tourette syndrome. J Clin Psychopharmacol 20: 317-324
- Desta Z, Kerbusch T, Flockhart DA (1999) Effect of clarithromycin on the pharmacokinetics and pharmacodynamics of pimozide in healthy poor and extensive metabolizers of cytochrome P450 2D6 (CYP2D6). Clin Pharmacol Ther 65: 10-20
- Gajwani P, Pozuelo L, Tesar GE (2000) QT interval prolongation associated with quetiapine (Seroquel) overdose. Psychosomatics 41: 63-65
- Toivonen L, Viitasalo M, Siikamaki H, Raatikka M, Pohjola SS (1994) Provocation of ventricular tachycardia by antimalarial drug halofantrine in congenital long QT syndrome. Clin Cardiol 17: 403-404
- Wesche DL, Schuster BG, Wang WX, Woosley RL (2000) Mechanism of cardiotoxicity of halofantrine. Clin Pharmacol Ther 67: 521-529
- Monlun E, Pillet O, Cochard JF, Favarel GJ, le-Bras M (1993) Prolonged QT interval with halofantrine. Lancet 341: 1541-1542
- Nosten F, ter Kuile FO, Luxemburger C, Woodrow C, Kyle DE, Chongsuphajaisiddhi T, White NJ (1993) Cardiac effects of antimalarial treatment with halofantrine. Lancet 341: 1054-1056
- Karbwang J, Na BK, Bunnag D, Harinasuta T, Laothavorn P (1993) Cardiac effect of halofantrine. Lancet 342: 501
- van Kammen DP, McEvoy JP, Targum SD, Kardatzke D, Sebree TB (1996) A randomized, controlled, dose-ranging trial of sertindole in patients with schizophrenia. Psychopharmacology (Berl) 124: 168-175
- Pezawas L, Quiner S, Moertl D, Tauscher J, Barnas C, Kufferle B, Wolf R, Kasper S (2000) Efficacy, cardiac safety and tolerability of sertindole: a drug surveillance. Int Clin Psychopharmacol 15: 207-214
- Padmaja UK, Adhikari P, Periera P (1999) Experience with quinine in falciparum malaria. Indian J Med Sci 53: 153-157
- Claessen FA, van-Boxtel CJ, Perenboom RM, Tange RA, Wetsteijn JC, Kager PA (1998) Quinine pharmacokinetics: ototoxic and cardiotoxic effects in healthy Caucasian subjects and in patients with falciparum malaria. Trop Med Int Health 3: 482-489
- Hartigan-Go K, Bateman DN, Nyberg G, Martensson E, Thomas SH (1996) Concentration-related pharmacodynamic effects of thioridazine and its metabolites in humans. Clin Pharmacol Ther 60: 543-553
- Kiriike N, Maeda Y, Nishiwaki S, Izumiya Y, Katahara S, Mui K, Kawakita Y, Nishikimi T, Takeuchi K, Takeda T (1987) Iatrogenic torsade de pointes induced by thioridazine. Biol Psychiatry 22: 99-103
- Bertino JJ, Fish D (2000) The safety profile of the fluoroquinolones. Clin Ther 22: 798-817
- Lode H, Vogel F, Elies W (1999) Grepafloxacin: a review of its safety profile based on clinical trials and postmarketing surveillance. Clin Ther 21: 61-74
- Van de Merwe TJ, Silverstone T, Ankier SI (1984) Electrophysiological and haemodynamic changes with trazodone, amitriptyline and placebo in depressed out-patients. Curr Med Res Opin 9: 339-352
- Dorsey ST, Biblo LA (2000) Prolonged QT interval and torsades de pointes caused by the combination of fluconazole and amitriptyline. Am J Emerg Med 18: 227-229
- Manikoth P, Subramanyan R, Menon S, Al Khusaiby SM (1999) A child with cardiac arrhythmia and convulsions. Lancet 354: 2046
- Samaha FF (1999) QTc interval prolongation and polymorphic ventricular tachycardia in association with levofloxacin. Am J Med 107: 528-529
- Ball P, Mandell L, Niki Y, Tillotson G (1999) Comparative tolerability of the newer fluoroquinolone antibacterials. Drug Saf 21: 407-421
- Leonard HL, Meyer MC, Swedo SE, Richter D, Hamburger SD, Allen AJ, Rapoport JL, Tucker E (1995) Electrocardiographic changes during desipramine and clomipramine treatment in children and adolescents. J Am Acad Child Adolesc Psychiatry 34: 1460-1468
- Wagner KD, Fershtman M (1993) Potential mechanism of desipramine-related sudden death in children. Psychosomatics 34: 80-83
- Demolis JL, Charransol A, Funck-Brentano C, Jaillon P (1996) Effects of a single oral dose of sparfloxacin on ventricular repolarization in healthy volunteers. Br J Clin Pharmacol 41: 499-503
- Jaillon P, Morganroth J, Brumpt I, Talbot G (1996) Overview of electrocardiographic and cardiovascular safety data for sparfloxacin. Sparfloxacin Safety Group. J Antimicrob Chemother 37 Suppl A: 161-167
- Morganroth J, Hunt T, Dorr MB, Magner D, Talbot GH (1999) The cardiac pharmacodynamics of therapeutic doses of sparfloxacin. Clin Ther 21: 1171-1181
- Ortqvist A, Valtonen M, Cars O, Wahl M, Saikku P, Jean C (1996) Oral empiric treatment of community-acquired pneumonia. A multicenter, double-blind, randomized study comparing sparfloxacin with roxithromycin. The Scandinavian Sparfloxacin Study Group. Chest 110: 1499-1506
- Strasberg B, Coelho A, Welch W, Swiryn S, Bauernfeind R, Rosen K (1982) Doxepin induced torsade de pointes. Pacing Clin Electrophysiol 5: 873-877
- Baker B, Dorian P, Sandor P, Shapiro C, Schell C, Mitchell J, Irvine MJ (1997) Electrocardiographic effects of fluoxetine and doxepin in patients with major depressive disorder. J Clin Psychopharmacol 17: 15-21
- Hill SL, Evangelista JK, Pizzi AM, Mobassaleh M, Fulton DR, Berul CI (1998) Proarrhythmia associated with cisapride in children. Pediatrics 101: 1053-1056
- Benatar A, Feenstra A, Decraene T, Vandenplas Y (1999) Cisapride and proarrhythmia in childhood. Pediatrics 103: 856-857
- Khongphatthanayothin A, Lane J, Thomas D, Yen L, Chang D, Bubolz B (1998) Effects of cisapride on QT interval in children. J Pediatr 133: 51-56
- Khoshoo V, Edell D, Clarke R (2000) Effect of cisapride on the QT interval in infants with gastroesophageal reflux. Pediatrics 105: E24
- Bernardini S, Semama DS, Huet F, Sgro C, Gouyon JB (1997) Effects of cisapride on QTc interval in neonates. Arch Dis Child Fetal Neonatal Ed 77: F241-F243
- Tutar HE, Kansu A, Kalayci AG, Girgin N, Atalay S, Imamoglu A (2000) Effects of cisapride on ventricular repolarization in children. Acta Paediatr 89: 820-823
- de Abajo FJ, Rodriguez LA (1999) Risk of ventricular arrhythmias associated with nonsedating antihistamine drugs. Br J Clin Pharmacol 47: 307-313
- Sakemi H, VanNatta B (1993) Torsade de pointes induced by astemizole in a patient with prolongation of the QT interval. Am Heart J 125: 1436-1438
- Hsieh MH, Chen SA, Chiang CE, Tai CT, Lee SH, Wen ZC, Chang MS (1996) Drug-induced torsades de pointes in one patient with congenital long QT syndrome. Int J Cardiol 54: 85-88
- Tsai WC, Tsai LM, Chen JH (1997) Combined use of astemizole and ketoconazole resulting in torsade de pointes. J Formos Med Assoc 96: 144-146
- Moss AJ, Chaikin P, Garcia JD, Gillen M, Roberts DJ, Morganroth J (1999) A review of the cardiac systemic side-effects of antihistamines: ebastine. Clin Exp Allergy 29 Suppl 3: 200-205
- Paserchia LA, Hewett J, Woosley RL (1994) Effect of ketoconazole on QTc. Clin Pharmacol Ther 55: 146
- Pratt CM, Hertz RP, Ellis BE, Crowell SP, Louv W, Moye L (1994) Risk of developing life-threatening ventricular arrhythmia associated with tefenadine in comparison with over-the-counter antihistamines, ibuprofen and clemastine [see comments]. Am J Cardiol 73: 346-352
- Khalifa M, Drolet B, Daleau P, Lefez C, Gilbert M, Plante S, O'Hara GE, Gleeton O, Hamelin BA, Turgeon J (1999) Block of potassium currents in guinea pig ventricular myocytes and lengthening of cardiac repolarization in man by the histamine H1 receptor antagonist diphenhydramine. J Pharmacol Exp Ther 288: 858-865
- Gonzalez A, Sager PT, Akil B, Rahimtoola SH, Bhandari AK (1991) Pentamidine-induced torsade de pointes. Am Heart J 122: 1489-1492
- Stein KM, Haronian H, Mensah GA, Acosta A, Jacobs J, Kligfield P (1990) Ventricular tachycardia and torsades de pointes complicating pentamidine therapy of Pneumocystis carinii pneumonia in the acquired immunodeficiency syndrome. Am J Cardiol 66: 888-889
- Bibler MR, Chou TC, Toltzis RJ, Wade PA (1988) Recurrent ventricular tachycardia due to pentamidine-induced cardiotoxicity. Chest 94: 1303-1306
- Lindsay JJ, Smith MA, Light JA (1990) Torsades de pointes associated with antimicrobial therapy for pneumonia. Chest 98: 222-223
- Girgis I, Gualberti J, Langan L, Malek S, Mustaciuolo V, Costantino T, McGinn TG (1997) A prospective study of the effect of I.V. pentamidine therapy on ventricular arrhythmias and QTc prolongation in HIV-infected patients. Chest 112: 646-653
- Woosley RL, Chen Y, Freiman JP, Gillis RA (1993) Mechanism of the cardiotoxic actions of terfenadine. JAMA 269: 1532-1536
- Monahan BP, Ferguson CL, Killeavy ES, Lloyd BK, Troy J, Cantilena-LR J (1990) Torsades de pointes occurring in association with terfenadine use. JAMA 264: 2788-2790
- Pratt CM, Ruberg S, Morganroth J, McNutt B, Woodward J, Harris S, Ruskin J, Moye L (1996) Dose-response relation between terfenadine (Seldane) and the QTc interval on the scalar electrocardiogram: distinguishing a drug effect from spontaneous variability. Am Heart J 131: 472-480
- Reinoehl J, Frankovich D, Machado C, Kawasaki R, Baga JJ, Pires LA, Steinman RT, Fromm BS, Lehmann MH (1996) Probucol-associated tachyarrhythmic events and QT prolongation: importance of gender. Am Heart J 131: 1184-1191
- Dujovne CA, Atkins F, Wong B, DeCoursey S, Krehbiel P, Chernoff SB (1984) Electrocardiographic effects of probucol. A controlled prospective clinical trial. Eur J Clin Pharmacol 26: 735-739
- Romics L, Littmann L, Laszlo Z, Fenyvesi T (1988) The effects of probucol on QT/QS2 relation and systolic time intervals. Int J Cardiol 19: 303-308
- Ohya Y, Kumamoto K, Abe I, Tsubota Y, Fujishima M (1993) Factors related to QT interval prolongation during probucol treatment. Eur J Clin Pharmacol 45: 47-52
- Tamura M, Ueki Y, Ohtsuka E, Oribe M, Seita M, Oribe K, Ito M (1994) Probucol-induced QT prolongation and syncope. Jpn Circ J 58: 374-377
- Johnson MC, So S, Marsh JW, Murphy AM (1992) QT prolongation and Torsades de Pointes after administration of FK506. Transplantation 53: 929-930
- Hodak SP, Moubarak JB, Rodriguez I, Gelfand MC, Alijani MR, Tracy CM (1998) QT prolongation and near fatal cardiac arrhythmia after intravenous tacrolimus administration: a case report. Transplantation 66: 535-537
- Sawabe T, Mizuno S, Gondo H, Maruyama T, Niho Y (1997) Sinus arrest during tacrolimus (FK506) and digitalis treatment in a bone marrow transplant recipient. Transplantation 64: 182-183
- Calandra S (1998) Sinus arrest during tacrolimus treatment: was the QT interval prolonged? Transplantation 66: 402-404
- Coumel P (1992) Safety of bepridil: from review of the European data. Am J Cardiol 69: 75D-78D
- Viallon A, Laporte-Simitsidis S, Pouzet V, Venet C, Tardy B, Zeni F, Bertrand JC (2000) Bépridil: intérêt du dosage sérique dans la surveillance du traitement. Presse Med 29: 645-647
- Connolly MJ, Astridge PS, White EG, Morley CA, Cowan JC (1991) Torsades de pointes ventricular tachycardia and terodiline. Lancet 338: 344-345
- Stewart DA, Taylor J, Ghosh S, Macphee GJ, Abdullah I, McLenachan JM, Stott DJ (1992) Terodiline causes polymorphic ventricular tachycardia due to reduced heart rate and prolongation of QT interval. Eur J Clin Pharmacol 42: 577-580
- Hartigan-Go K, Bateman DN, Daly AK, Thomas SH (1996) Stereoselective cardiotoxic effects of terodiline. Clin Pharmacol Ther 60: 89-98
- Thomas SH, Higham PD, Hartigan GK, Kamali F, Wood P, Campbell RW, Ford GA (1995) Concentration dependent cardiotoxicity of terodiline in patients treated for urinary incontinence. Br Heart J 74: 53-56
- Kawade M, Ohe T, Kamiya T (1995) Provocative testing and drug response in a patient with the long QT syndrome. Br Heart J 74: 67-70
- Hunt TL, Cramer M, Shah A, Stewart W, Benedict CR, Hahne WF (1995) A double-blind, placebo-controlled, dose-ranging safety evaluation of single-dose intravenous dolasetron in healthy male volunteers. J Clin Pharmacol 35: 705-712
- Shimizu W, Ohe T, Kurita T, Takaki H, Aihara N, Kamakura S, Matsuhisa M, Shimomura K (1991) Early afterdepolarizations induced by isoproterenol in patients with congenital long QT syndrome. Circulation 84: 1915-1923
- Wiener I, Rubin DA, Martinez E, Postman J, Herman MV (1981) QT prolongation and paroxysmal ventricular tachycardia occurring during fever following trimethoprim-sulfamethoxazole administration. Mt Sinai J Med 48: 53-55
- Lopez JA, Harold JG, Rosenthal MC, Oseran DS, Schapira JN, Peter T (1987) QT prolongation and torsades de pointes after administration of trimethoprim-sulfamethoxazole. Am J Cardiol 59: 376-377
- Aldariz AE, Romero H, Baroni M, Baglivo H, Esper RJ (1986) QT prolongation and torsade de pointes ventricular tachycardia produced by Ketanserin. Pacing Clin Electrophysiol 9: 836-841
- Zehender M, Meinertz T, Hohnloser S, Geibel A, Hartung J, Seiler KU, Just H (1989) Incidence and clinical relevance of QT prolongation caused by the new selective serotonin antagonist ketanserin. Am J Cardiol 63: 826-832
- Cameron HA, Waller PC, Ramsay LE (1988) Prolongation of the QT interval by ketanserin. Postgrad Med J 64: 112-117
- Nademanee K, Lockhart E, Pruitt C, Singh BN (1987) Cardiac electrophysiologic effects of intravenous ketanserin in humans. J Cardiovasc Pharmacol 10 Suppl 3: S81-S85
- du Souich P., Besner JG, Clozel JP, Welker HA, Lefebvre M, Caille G (2000) Nonlinear kinetics and pharmacologic response to mibefradil. Clin Pharmacol Ther 67: 249-257
- Murakawa Y, Yamashita T, Ajiki K, Sezaki K, Omata M (1998) Ostensible day-night difference of QT prolongation during long-term treatment with antiarrhythmic drugs: reappraisal of the law of "regression to the mean". J Cardiovasc Pharmacol 32: 62-65