SICUREZZA DEGLI INCHIOSTRI PER TATUAGGI
Loredana Gambardella e Lidia Sautebin, Dipartimento di Farmacologia Sperimentale, Centro Interdipartimentale in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Il 14 marzo 2005 è stato pubblicato sul sito web “http://www.nature.com/news” un nuovo articolo sulla pericolosità per la salute umana degli inchiostri utilizzati per la realizzazione dei tatuaggi che supporta gli allarmi lanciati nel 2004 dalla FDA e dall’Afssaps sui rischi che tali prodotti possono provocare alla salute umana.
Emma Marris, autrice dell’articolo, descrive un progetto studentesco che ha permesso di evidenziare l’assenza di informazioni sugli ingredienti degli inchiostri per tatuaggi. Nell’articolo viene riportato, in particolare, che una studentessa della Northern Arizona University, Leslie Wagner, cercando di scoprire per quale motivo il suo tatuaggio stava sbiadendo, ha iniziato ad indagare sulla composizione dell’inchiostro impiegato per realizzarlo, facendo delle inquietanti scoperte. In effetti la studentessa ha, grazie alle sue indagini, evidenziato che in realtà non si conoscono precisamente le sostanze presenti negli inchiostri impiegati per i tatuaggi e che non sono nemmeno note le differenze di ingredienti tra le varie marche di tali prodotti. Per avere maggiori informazioni sulla sicurezza e sui rischi di tali inchiostri la studentessa ha, inoltre, consultato numerose riviste di dermatologia ed ha osservato che alcuni articoli riferivano che, di tanto in tanto, le persone con tatuaggi possono manifestare reazioni avverse provocate dagli inchiostri usati per realizzarli. Tali reazioni si presentano, in particolare, quando le persone tatuate si sottopongono a risonanza magnetica (vedi anche “Reazioni avverse associate al trucco permanente ed ai tatuaggi” già apparso sul sito) in quanto sembra che i campi magnetici utilizzati per tale indagine diagnostica siano in grado di surriscaldare, per motivi non del tutto chiariti, l’inchiostro presente sotto la pelle.
Da ulteriori indagini la studentessa ha anche scoperto che i tatuaggi, almeno negli Stati Uniti, non sono soggetti a nessuna regolamentazione che ne garantisca la sicurezza d’impiego.
L’articolo riporta, inoltre, che in seguito a tali scoperte la Wagner, assieme alla compagna di università Haley Finley-Jones, anch’essa tatuata, ha cercato di approfondire le proprie indagini considerando il fatto che è in costante aumento il numero di persone che adorna il proprio corpo con un tatuaggio. In particolare le due studentesse, grazie alla collaborazione di un consulente e ai fondi ottenuti, hanno sottoposto a differenti analisi chimiche numerosi colori e marche di inchiostro per tatuaggi in modo da cercare di scoprire la loro composizione. I risultati hanno evidenziato che ogni colore e marca di inchiostro ha ingredienti completamente diversi. Inoltre le analisi hanno mostrato che alcuni inchiostri possiedono al loro interno elevati livelli di piombo e litio e che, in particolare, gli inchiostri di colore blu contengono una quantità di rame così elevata da mandare in tilt i macchinari del laboratorio di analisi. Tutto ciò ha suscitato, naturalmente, elevate preoccupazioni soprattutto perché sono ben noti i pericoli che tali metalli possono provocare all’essere umano. In effetti già in passato numerosi studi hanno sottolineato la capacità di questi composti di indurre seri problemi alla salute. In particolare:
piombo: può provocare problemi comportamentali, anemia, problemi renali, danni neurologici come attacchi epilettici e, in rari casi, coma e morte;
litio: può indurre disturbi renali (sete eccessiva, urinazione abbondante, diabete insipido), disturbi neurologici (alterazione della memoria e dell'attenzione, tremori alle mani, debolezza muscolare), disturbi al cuore (aritmie), problemi cutanei (eruzioni, alterazioni del pigmento, psoriasi), disturbi gastroenterici (nausea, diarrea, coliche addominali), ipertiroidismo, epilessia, edema degli arti inferiori, leucocitosi, etc;
rame: può provocare irritazione oculare (rossore, tumefazione e dolore), irritazione cutanea (rossore, prurito, bruciore, tumefazione), problemi respiratori, problemi gastroenterici (nausea, diarrea e/o dolore addominale).
Sulla base dei risultati ottenuti le due studentesse hanno in progetto di approfondire ulteriormente le loro ricerche in modo da caratterizzare più precisamente i componenti degli inchiostri per tatuaggi. Esse, in particolare, sono intenzionate a concentrare i loro studi sui nuovi inchiostri sensibili ai raggi UV usati per realizzare quei tatuaggi, sempre più richiesti sul mercato, che brillano al buio.
BIBLIOGRAFIA