Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
Corso di aggiornamento

DERMATITE PROVOCATA DA OLIO DI CANNELLA PRESENTE NEI FANGHI TERMALI
Loredana Gambardella e Lidia Sautebin, Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e Centro di Ricerca Interdipartimentale in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.

Negli ultimi anni uno dei trattamenti più diffusi nei centri termali sparsi su tutto il territorio nazionale è rappresentato dai bagni di fanghi, in quanto essi, grazie alle loro proprietà antinfiammatorie e alle alte temperature alle quali il fango viene applicato, sono particolarmente indicati sia per combattere problemi estetici, quali cellulite, soprappeso ed inestetismi della cute che per curare patologie di tipo articolare quali osteoartrosi (artrosi della mano, del piede, del ginocchio, dell’anca, etc.), reumatismi, etc. La fangoterapia, che deve essere sempre effettuata dietro consiglio e prescrizione di un medico, é generalmente sconsigliata a chi soffre di problemi circolatori, ed è assolutamente vietata nei casi di cardiopatie gravi. I fanghi utilizzati per questi trattamenti, ottenuti attraverso un lungo processo di macerazione, sono formati da una componente solida argillosa, da una componente liquida (acqua termale di diversa composizione) e da una componente organica che viene a formarsi soprattutto durante il lungo processo di maturazione. In particolare, l’argilla vergine viene riposta in speciali vasche chiamate "fangaie" e periodicamente rimescolata con l’acqua termale che scorre senza sosta per circa un anno intero. Durante questo prolungato periodo di tempo, l’argilla subisce profonde modificazioni arricchendosi dei sali minerali dell’acqua in cui è stata macerata e sviluppando una speciale microflora (alghe, muffe, batteri e piccoli protozoi). Si ottiene in questo modo il fango maturo che ha una potente azione antinfiammatoria ed analgesica. A questi fanghi sono spesso aggiunti particolari oli essenziali che possono provocare la comparsa di reazioni avverse. Ad esempio, recentemente è apparso sulla rivista Contact Dermatitis un articolo (1) riguardante un caso di dermatite provocata da un bagno di fango effettuato presso un centro termale. L’articolo riporta che una donna di 74 anni aveva sviluppato, 5 anni prima, un’estesa reazione eczematosa e bollosa 24 ore dopo avere effettuato un bagno di fanghi. In particolare tale reazione, che si era manifestata a livello di tutte le parti del corpo esposte ai fanghi (braccia e gambe) con desquamazione e residua iperpigmentazione, è durata molti mesi ed ha provocato addirittura l’ospedalizzazione della donna. Per maggiori informazioni è stata richiesta al dipartimento medico della stazione termale la composizione del fango. E’ stato così evidenziato che nel fango era stato aggiunto olio essenziale di cannella. La cannella (Cinnamomum zeylanicum) è una spezia ampiamente usata nell’industria cosmetica, farmaceutica ed alimentare in grado di provocare la comparsa di numerose reazioni avverse, quali dermatite, generalmente di tipo occupazionale (2-5), stomatite e carcinogenesi. L’episodio ha avuto conseguenze nel tempo poiché la donna, pur evitando i bagni di fango, ha continuato a mostrare sintomi a livello orale (bruciore alla bocca con lesioni aftose e papulose croniche). E’ stata quindi sottoposta a patch test con la serie standard GEIDC (Spanish Contact Dermatitis Investigative Group), con l’essenza di garofano ed eugenolo, con l’essenza di cannella e dei suoi componenti. I risultati hanno indicato risultati positivi per essenza di cannella, eugenolo, alcool cinnamico ed aldeide cinnamica. Pur essendo stato consigliato alla paziente di evitare qualsiasi contatto con la cannella, i sintomi orali sono migliorati solo parzialmente e solo dopo aver evitato anche il contatto con fonti alternative di cannella (es. prodotti di pasticceria e bibite) sono migliorati in modo significativo.
Dall’articolo si può evidenziare che, anche se il potere sensibilizzante della cannella è ben noto (2-4), la sintomatologia è spesso non accompagnata da dolore (stomatite aftosa) (6) e le possibili fonti di esposizione sono varie e spesso ignote, per cui la diagnosi è difficoltosa.

BIBLIOGRAFIA

  1. Garcia-Abujeta JL, Hernando de Larramendi C, Pomares Berna J, Munoz Palomino E. (2005). Mud Bath dermatitis due to cinnamon oil. Contact Dermatitis. 52: 234.
  2. Epstein FW. (1950). Contact dermatitis due to cinnamon. Ohio Med. 46: 659.
  3. Dooms-Goosens A, dubelloy R, Degreef H. (1990). Contact and systemic contact-type dermatitis to spices. Dermatol Clin. 8: 89-93.
  4. Goh CL, Ng SK. (1988). Bullous contact allergy from cinnamon. Dermatosen. 36: 186-187.
  5. Sanchez-Perez J, Garcia-Diez A. (1999). Occupational allergic contact dermatitis from eugenol, oil of cinnamon and oil of clove in a physiotherapist. Contact Dermatitis. 41: 346-347.
  6. LeSueur BW, Yiannias JA. (2003). Contact stomatitis. Dermatol Clin. 21: 105-114.

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