Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
Corso di aggiornamento

PRODOTTI DI ORIGINE NATURALE COME CAUSA DI DERMATITE DA CONTATTO
Lidia Sautebin, Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e Centro Interdipartimentale di Ricerche in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.

L’utilizzo di estratti di origine vegetale nei cosmetici ha avuto, negli ultimi anni, un’ampia diffusione, così come, più in generale, l’utilizzo dei prodotti cosmetici. Le sostanze di origine naturale, e soprattutto vegetale, hanno trovato applicazione nella cosmesi sin dall’antichità ed un esempio a tutti noto è quello dell’Atropa belladonna. Tuttavia, come già pubblicato sul sito (vedi “Prodotti di origine vegetale utilizzati in cosmetica: benefici e rischi”), anche l’uso di questi prodotti non è privo di rischi.
Una interessante review apparsa qualche anno fa su American Journal of Contact Dermatitis (Kiken and Cohen., Vol 13 pagina 148-152, 2002) sottolinea il rischio associato all’utilizzo di prodotti cosmetici a base di estratti di origine vegetale, soprattutto per quanto riguarda le dermatiti da contatto. L’aumento dell’utilizzo di questo tipo di cosmetici si ricollega, più in generale, alla credenza ampiamente diffusa nella popolazione che tutto ciò che è naturale  sia privo di qualsiasi effetto negativo. Di conseguenza la presenza nei cosmetici di estratti di origine vegetale  è considerevolmente aumentata ed è presentata come una garanzia di assoluta assenza di rischi di eventi avversi. In realtà così non è e spesso i pazienti che si presentano al dermatologo per problemi cutanei tralasciano di riferire allo stesso l’utilizzo di tali prodotti, considerandoli appunto del tutto innocui. Ciò si riflette dunque in assenza totale, o quasi, di informazioni inerenti alle reazioni avverse a questo tipo di cosmetici e riflette, più in generale, la scarsità di informazioni relative alle reazioni avverse ai cosmetici. Non va inoltre dimenticato che spesso la constatazione di una reazione avversa al cosmetico, sia esso una preparazione che contiene componenti di sintesi o non, rimane un atto limitato allo studio o ambulatorio medico che lo osserva o,  al massimo, diventerà oggetto di pubblicazione scientifica e la sua conoscenza sarà quindi confinata in uno stretto ambito.
Gli autori dell’articolo citato hanno il merito di aver preso in rassegna tutti i dati di letteratura riferiti a dermatiti da contatto dovute a cosmetici o prodotti erboristici contenenti  estratti di origine vegetale. Riportiamo di seguito un riassunto di quanto descritto dagli autori.

Aloe
L’aloe è stata, storicamente, ampiamente utilizzata come medicamento e, date le sue presunte proprietà dermatologiche,  è divenuta un composto di comune utilizzo nei cosmetici. La letteratura circa dermatiti da contatto da Aloe  è piuttosto scarsa. Sono state riscontrate reazioni di ipersensibilità immediata e ritardata  a preparazioni di Aloe vera (1,2 =2,3).

Fiori di Arnica
L’arnica montana è utilizzata da moltissimo tempo nelle preparazioni cosmetiche e sono state riportati diversi casi di dermatite da contatto (3=4). Un caso è riferibile all’utilizzo di tintura di Arnica nel trattamento di una  ferita ad un ginocchio e di un trauma lieve alla cute che  ha provocato una dermatite  bollosa (4=5).

Centella asiatica
La Centella asiatica ha provocato in  numerosi casi dermatiti da contatto. E’ stata anche riportata una dermatite vescicolare alle gambe, al viso ed al tronco in seguito all’applicazione di una crema contenente C asiatica per il trattamento di ulcera cronica della gamba (6-9= 8-11). E’ stata riscontrata dermatite da contatto in soggetti che utilizzavano una crema contente dentella per il trattamento di cicatrici e di una sclerodermia localizzata (morphea) (9=11).

Cetriolo
Il cetriolo (Cucumis spp.) è da tempo utilizzato in cucina. E’ stata riportata, in un cuoco di 50 anni, una dermatite alle mani,  che si è poi diffusa al volto, dovuta al contatto con cetrioli sottaceto (10=12).

Ginkgo biloba
Non sono state riportate dermatiti da contatto di tipo allergico dovute a Ginkgo biloba, ciò potrebbe essere dovuto al fatto che le preparazioni cosmetiche non contengono la polpa del frutto, che è l’unica parte della pianta che contiene allergeni.

Olio di lavanda
Sono stati attribuiti all’olio di lavanda due casi di dermatite da contatto (11=14), di cui una aggravata dall’uso di un cuscino trattato all’olio di lavanda sulla base di notizie inerenti ad un supposto effetto ipnotico del profumo di lavanda (12=15). L’altro caso  era costituito da dermatite acuta al viso che si è sviluppata in uno fisioterapista dopo aver utilizzato un gel contenente un profumo alla lavanda (13=16). Sono state riportati casi di dermatite da contatto dovute a profumi e oli per aromaterapia (14=17).

Menta
L’olio di menta deriva dalla Mentha piperita. La mentaè spesso utilizzata, per il suo effetto rinfrescante, come aromatizzante in dentifrici, caramelle, gomme da masticare e spray per il cavo orale. L’olio di menta contiene il 45% di mentolo il cui contatto può causare bruciore alla bocca, ulcerazioni ricorrenti o reazioni licheniformi al cavo orale. Il mentolo può essere presente in dentifrici, lozioni, prodotti per aroma terapia, prodotti per il risciacquo del cavo orale  e sigarette. Sono stati riportati casi di dermatite da contatto e stomatite causate da mentolo (15,16=18,19). Anche l’olio di menta può essere causa di dermatite da contatto, come nel caso di una donna di 34 anni con stomatite ricorrente da circa 9 anni aggravata da cibo e prodotti per il cavo orale aromatizzati alla menta, la cui sospensione  ha arrecato  alla donna notevoli benefici (17=20).
Altri tipi di esposizione come l’uso di spray antisettici, anestetici locali e dolciumi sono responsabili di chelite cronica, dermatite da contatto periorale, ulcerazioni al cavo orale e bruciore alla bocca osservate in pazienti con patch test positivo all’olio di menta (15, 18=21,19=22).
E’ stata anche riportata una granulomatosi orofacciale del labbro inferiore in un individuo allergico sia all’olio di menta che al mentolo. Il rigonfiamento del labbro si era ridotto in seguito all’eliminazione  dalla dieta dell’olio di menta e del mentolo (20=23).
L’olio di menta causa dermatite da contatto, quando presente in  profumi, e dermatite da contatto di tipo professionale quando presente nel cibo (21=24). Infatti individui che maneggiano cibo contenente olio di menta possono manifestare dermatite da contatto.

Rosmarino
Il Rosmarinus officinalis è comunemente utilizzato, per le sue proprietà anti-ossidanti, nelle preparazioni cosmetiche ed erboristiche. E’ stato riportato il caso di un individuo di 56 anni che, in seguito all’utilizzo di una preparazione di foglie di rosmarino per alleviare il dolore ad un ginocchio  ha sviluppato una dermatite da contatto (22=26).

Salvia
La Salvia offcinalis  è ampiamente utilizzata in cucina per le sue proprietà aromatiche. Anche per la salvia  sono stati descritti casi di dermatite da contatto (23=27).

Iperico
E’ stato descritto il caso di una donna di 61 anni, che assumendo cronicamente iperico  (Hypericum) come antidepressivo,  ha sviluppato, nelle zone del corpo esposte alla luce solare, delle placche eritematose pruriginose (24=28).

Camomilla e ortica
Gli impacchi di camomilla possono causare dermatiti da contatto o aggravare dermatiti eczematose, sono stati riportati inoltre casi di dermatite da contatto fotoallergica. (25=32). L’assunzione di un infuso di foglie di ortica (Urtica dioica) sembra essere invece responsabile di gengivostomatite (26,27,28=29,30,31).

Melaleuca alternifolia
L’oliodi melaleuca (Melaleuca alternifolia),  utilizzato per via topica nelle infezioni ed anche nella psoriasi, può causare allergia da contatto, come pure esacerbazione di dermatite atopica e vescicolare (29,30=33,34). Diverse ricerche hanno cercato di valutare quali siano gli allergeni responsabili (31,32=35,36).

Amamelide
L’amamelide (Hamamelis virginiana) è presente in numerosissimi cosmetici. Un dato della Food and Drug Administration riporta che, negli anni ’80, su 19.000 prodotti cosmetici circa 150 contenevano amamelide (33=37). E’ stata riportata l’insorgenza di dermatite periorbitale a causa dell’utilizzo di un gel per gli occhi contenente amamelide (1).

Per altri estratti di origine vegetale, secondo quanto riferito dagli autori, non sono stati riportati casi di dermatiti da contatto. Questo è il caso della radice di angelica e liquirizia, del coriandolo, della rosa, dell’echinacea e di altre specie botaniche utilizzate nelle preparazioni cosmetiche. La mancanza di riferimenti bibliografici non significa, tuttavia, che non possano essere responsabili di dermatiti da contatto o di altro tipo. Spesso infatti, come già sottolineato, il paziente non riferisce al dermatologo, come possibile causa di un problema cutaneo, l’utilizzo di un cosmetico ed a maggior ragione l’eventuale presenza in esso di estratti vegetali. Più in generale, infatti, come riportato da Lindberg et al (33), spesso  nella valutazione clinica delle cause  della dermatite da contatto le reazioni avverse ai cosmetici sono sottovalutate.


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