RISCHI ASSOCIATI ALL’UTILIZZO DELLE UNGHIE ARTIFICIALI.
(Carmen Di Giovanni e Lidia Sautebin, Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II)
L’applicazione delle unghie artificiali è una tecnica estetica, mirata alla ricostruzione e all’abbellimento delle unghia naturali, che per motivi fisiologici, professionali, o altro, possono essere rovinate o sfaldate. Esiste una vasta scelta per quanto riguarda forma, lunghezza e larghezza cosicché si può scegliere il tipo adatto ad ogni unghia. Le punte delle unghie artificiali vengono chiamate "tips". La tecnica del ”tip” serve ad allungare e rafforzare unghie corte, spezzate, morsicate o deformate. A tale scopo si usano sagome di materiale simile alla carta, con un lato adesivo, che devono adattarsi alla dimensione dell'unghia e del dito. Su queste sagome si applicano, successivamente, vari materiali a seconda della metodologia utilizzata. Varie, infatti sono le metodiche utilizzate e tra queste:
Vediamo ora più in dettaglio le tipologie disponibili sul mercato.
Unghie preformate: tipologia in plastica
Le punte (”tip”) sono pezzi di plastica preformati che si incollano su un unghia artificiale rotta, svolgendo in tal modo una funzione riparatrice. L’operazione viene completata con l’aggiunta di smalti o colla a base di seta o di cianoacrilati, allo scopo di conferire all’unghia un aspetto estetico gradevole.
Esistono anche tipi di punte più alla moda e più apprezzate da un pubblico giovane, questi sono venduti come “kit fai da te” che contengono 10 punte, colla e solvente per la loro rimozione. Il cliente può così applicare le unghie a casa in maniera molto semplice e comoda. L’inconveniente è la breve durata e non sono quindi utili se il cliente vuole portare unghie artificiali permanenti. Inoltre la ripetuta applicazione di colla e solvente ogni 2-3 giorni è dannosa sia alle unghia che alla pelle.
Le complicazioni dermatologiche di queste applicazioni sono rare. L’allergia da contatto al tricresil-etil- ftalato, presente in questi prodotti, rappresenta un evento eccezionale (1).
Unghie in seta
Sono costituite da un pezzo di seta (meno spesso di cotone o fibra) incollato sull’unghia naturale, il cui scopo principale è di rafforzare l’unghia naturale, ma che può anche, opportunamente congeniato, allungarla. Questo metodo richiede una rifinitura con smalto.
Le unghia di seta non causano allergia da contatto e sono un’alternativa eccellente per i pazienti con
allergie ai composti acrilici. L’unica condizione è che il paziente non sia sensibile al cianoacrilato o alla tosilamide/formaldeide.
L’applicazione delle unghie di seta non è facile ed è necessaria una buona esperienza nei casi in cui vengano applicate da un’estetista. Questo è il motivo per il quale non sono così popolari come le unghie acriliche.
Colla per le unghie
La colla per le unghie, come già detto, è un importante accessorio da applicare sulle unghie artificiali. In passato le resine a base di fenolo-formaldeide hanno causato allergia da contatto, oggi, tuttavia, il principale componente è l’etil cianoacrilato (più del 90%). Altri componenti sono l’idrochinone e gli acidi solforici organici. E’possibile una contaminazione con monomeri di altri composti acrilici (1,2).
L’allergia da contatto al cianoacrilato è più comune di quanto finora creduto, poiché questo composto era raramente considerato nei patch test e così non incluso nelle serie standard. I sintomi clinici includono una onicodistrofia periungueale (grave) come pure un eczema ectopico da contatto. Onicolisi e parestesia sono rare. L’etil-cianoacrilato non mostra reattività crociata con il metilacrilato (3).
Unghie scolpite
Unghie acriliche (polvere e liquido)
Un monomero liquido ed un polimero in polvere sono mescolati sulla superficie dell’unghia, sulla quale inizia la polimerizzazione in presenza di idrochinone e della normale luce del giorno.
Le unghie acriliche sono attualmente di moda poiché hanno un odore meno sgradevole e sono più brillanti delle unghie a gel. Sono tuttavia meno flessibili e non possono esser adoperate se si compiono lavori manuali o si lavora avendo le mani bagnate.
Unghie a gel
Le unghie a base di gel acrilico sono i più nuovi tipi di unghie artificiali e sono applicati come uno smalto ordinario.
La polimerizzazione comincia adoperando la tecnica del fotolegame in presenza di una debole fonte di luce ultravioletta con 3-benzofenone e 4-benzofenone come deboli attivatori dell’assorbimento. Sono necessari vari strati di gel per ricostruire l’unghia, che viene poi colorata con un gel o con smalto. Si completa l’operazione con uno strato di gel lucido.
I composti acrilici presenti in questo tipo di unghia sono simili a quelli usati nelle unghie acriliche, eccetto che per il 2-idrossietil- metacrilato (HEMA) che non è presente in tutte le unghie acriliche.
Alla luce di quanto riportato in letteratura il più importante rischio associato all’uso delle unghie artificiali sembra essere l’allergia da contatto agli acrilati. Tuttavia anche se i rischi associati all’utilizzo delle unghie artificiali non sembrano essere imponenti, è bene tuttavia ricordare che in generale, se è presente un’infiammazione o una lesione, non è consigliabile adoperare le unghie artificiali. In ogni caso qualunque tecnica e tipo di unghia venga adoperata, i materiali e le colle adoperate, come abbiamo visto, sono a base di acrilati, pertanto anche le reazioni di sensibilizzazione sono relative a questo tipo di sostanze.
Recentemente sono stati riportati, su Contact Dermatitis (2005 Vol. 52 pag. 73) i risultati di uno studio relativo ad uno screening effettuato su 27 pazienti (26 femmine ed 1 maschio) tutti venuti a contatto con le unghie artificiali. Di essi 16 erano estetiste professioniste, e quindi a contatto con unghie acriliche, gel, colla e smalti, mentre 11 erano clienti che utilizzavano diverse tipologie di unghie (a gel o acriliche, o entrambi), solo uno dei 27 pazienti aveva usato le unghia in seta.
La maggior parte dei pazienti presentava una dermatite a volte accompagnata da una seria distruzioni dell’unghia. Dei 27 pazienti, 4 hanno mostrato onicolisi, 6 onicodistrofia, 3 infezioni da Pseudomonas aeruginosa, 8 eczema periungueale ed 8 eczema alla punta del dito.
Alcuni di loro hanno anche avuto lesioni in altra sede: 7 presentavano eczemi alle dita, 6 alle mani (5 erano professioniste), 2 agli avambracci. Tra i 9 soggetti che hanno presentato dermatiti facciali, soprattutto alle palpebre, 8 erano professionisti del settore.
Tra le clienti, le dermatiti potevano essere avvenute a causa del contatto con l’allergene (dermatite ectopica) o, come accade per i professionisti, per il contatto per via aerea con la polvere liberata dalla pulizia delle unghie. Questo era certamente il caso dei 5 pazienti, di cui 4 professioniste, che avevano presentato lesioni alle guance, alla punta del naso ed al mento e dei 4 professionisti che avevano avuto lesioni al collo. Due pazienti, di cui 1 professionista e l’altro cliente, avevano accusato una forma di parestesia.
I risultati dei patch test a cui sono stati sottoposti i pazienti hanno dimostrato che il 2-idrossietil metacrilato (2-HEMA) e l’etilcianoacrilato (ECA) sono i due allergeni (4,5) che permettono più frequentemente, e con sicurezza, una diagnosi di allergia da contatto agli acrilati contenuti nelle unghie cosmetiche. Solo 1 paziente, che ha reagito soltanto alla preparazione usata per la sua unghia, e per la quale non è stato possibile identificare l’allergene, non ha reagito ad alcuno degli acrilati saggiati. Il 2-HEMA è, tuttavia, un ingrediente costantemente presente nei prodotti a gel per cui è necessario includerlo nei test., mentre non è presente in alcune unghie acriliche. Per i pazienti allergici al 2- HEMA l’uso di gel per le unghie è da evitare, a meno che non si usino preparati che ne sono privi. La migliore alternativa sembrano essere comunque le unghie in seta sempre se il paziente non è sensibile all’ ECA presente in tutte le colle per unghie.
Ai professionisti della bellezza, che sono allergici, ma che vogliono continuare il loro lavoro, è consigliato l’utilizzo di guanti di nitrile che devono essere cambiati per lo meno ogni mezz’ora.
In conclusione quindi sia il cliente che il professionista devono essere al corrente della capacità sensibilizzante dei composti acrilici presenti nelle unghie artificiali e devono altresì sapere che la sensibilizzazione crociata varia molto a seconda delle persone.
Altri effetti collaterali come la distrofia dell’unghia, l’onicolisi, la perdita permanente dell’unghia, la parestesia, la trasmissione di infezioni ed infine il fenomeno di Raynud sono fenomeni meno frequenti (6).
Bibliografia