Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
Corso di aggiornamento

UTILIZZO DI SOSTANZE CHIMICHE NEI COSMETICI: IL PUNTO DI VISTA DELL’INDUSTRIA
(Lidia Sautebin, Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II)

L’UNIPRO (Associazione Italiana Industrie Cosmetiche), riferendosi ad un report intitolato “Generation X”, recentemente pubblicato dal WWF, e relativo al ritrovamento di tracce di sostanze chimiche nei prodotti utilizzati quotidianamente dai consumatori, ha espresso, nell’ottobre 2005, il suo punto di vista relativamente alla presenza di muschi sintetici, ftalati, nonilfenolo e dei suoi derivati etossilati, e triclosan nei cosmetici.

MUSCHI SINTETICI
Come già riportato in questo sito, in cosmetologia è previsto l’uso di due famiglie di muschi sintetici: nitromuschi e i muschi policiclici.

NITROMUSCHI
Il “Comitato Scientifico sui Prodotti Cosmetici e sui Prodotti Non Alimentari per i Consumatori” (“Scientific Committee on Cosmetic Products and Non-food Products intended for Consumers”, SCCNFP), ha dimostrato l’assoluta sicurezza d’uso dei due nitromuschi più utilizzati (muschio chetone e muschio xilene),sempre che questi siano utilizzati nei limiti di concentrazione previsti dalla Direttiva 2004/88/CE. Tali composti sono stati inoltre sottoposti ad un controllo ambientale secondo i criteri dell’attuale legislazione UE sui prodotti chimici. Entrambe le sostanze non risultano pericolose per l’ambiente anche se, soprattutto per il muschio cilene, si preferisce continuare costantemente tale monitoraggio. E’ importante dire che tali controlli sono stati eseguiti quando l’utilizzo di tali sostanze era più elevato rispetto ad oggi.

MUSCHI POLICICLICI
Anche per questa famiglia di muschi l’utilizzo è stato notevolmente ridotto. La SCCNFP,nel 2002, ha giudicato sicuri i due muschi più utilizzati come fragranze, HHCB (galaxoside) e AHTN (tonalide). L’indagine ambientale condotta dal Dutch Rijksinstituut for Volksgezondheid en Milieu (RIVM) ha portato alla conclusione che l’HHCB e l’AHTN sono biodegradabili, anche se sono necessari ulteriori studi per avallare tale conclusione.

FTALATI
Gli ftalati, come componenti di prodotti cosmetici, sono oggetto di vari studi, relativi alla loro sicurezza d’uso, da più di cinquanta anni. Come già riportato precedentemente in questo sito, diverse organizzazioni hanno valutato i rischi relativi all’ utilizzo di queste sostanze nei cosmetici ed i risultati, a cui si è giunti nel 2005, è che dei cinque ftalati, [butilbenzilftalato (BBzP); dibutilftalato (DBP); dietilesilftalato (DEHP);dietilftalato (DEP); dimetilftalato (DMP)] solo il DEP risulta completamente innocuo. Nel 2002 un’indagine organizzata da un’associazione ambientalista americana aveva identificato questi ftalati in diversi prodotti cosmetici. Il DEP è normalmente utilizzato in piccole quantità come agente denaturante nella preparazione dell’alcol etilico destinato alla realizzazione di prodotti cosmetici. Come evidenziato nel sito, l’UNIPRO, già in passato, si era preoccupata di esprimere il proprio punto di vista in merito alla sicurezza d’uso degli ftalati nei cosmetici in modo da rassicurare i consumatori, in quanto tali composti erano utilizzati in concentrazioni talmente basse da non comportare rischi d’impiego. Tale questione è stata poi ripresa dall’AFSSAPS (Agence Francaise de Securité Sanitarie des Produits de Santé) che ha pubblicato nel bollettino di luglio-agosto 2005 i risultati di diversi studi condotti nel 2003 (per eventuali approfondimenti in merito a tale pubblicazione si consiglia di consultare l’articolo “Gli Ftalati nei Prodotti Cosmetici” riportato in questo sito all’indirizzo http://www.farmacovigilanza.org/goto.asp?page=cosmetovigilanza/corso/0509-01.asp).
Di particolare interesse è un’indagine svolta a livello europeo dove oggetto di studio era la sicurezza d’uso del DEP. E’ proprio in merito a tale questione che l’UNIPRO ha sentito la necessità di esprimere il proprio parere soprattutto perché il DEP rimane l’unico ftalato che può essere presente nei cosmetici in concentrazioni di un certo rilievo (fino al 15% secondo quanto stabilito dalla commissione di cosmetologia francese) ed anche perché, così come stabilito dalla Direttiva Europea Cosmetici 76/768/CEE, tutti i prodotti cosmetici ed i loro ingredienti devono essere sicuri e le singole aziende devono effettuare le valutazioni di sicurezza su ogni singolo cosmetico. Secondo quanto riportato dall’UNIPRO, il profilo tossicologico del DEP e la sua innocuità (già esaurientemente valutati in passato) è stata riesaminato da:

  1. la SCCNFP che ha rianalizzato il DEP nel 2002 e nel 2003 concludendo che il suo utilizzo, nei limiti di concentrazione attualmente previsti, è sicuro e che quindi non sono necessarie ulteriori restrizioni rispetto al suo utilizzo;
  2. la FDA (Food and Drug Administration) che ha riesaminato la sicurezza e la tossicità degli ftalati nel 2001 e nel 2002 concludendo che le normative attualmente vigenti sono sufficienti a garantirne la sicurezza d’uso;
  3. il CIR( Cosmetic Ingredient Review), che, in base ai dati raccolti tra il 1985 e il 2003, ha concluso che non vi era la necessità di alcuna regolamentazione relativa al loro utilizzo.

Vi sono state inoltre numerose ricerche scientifiche che hanno confermato la biodegradabilità, in brevi periodi, del DEP e quindi la sua innocuità ambientale.

NONILFENOLO ED I SUOI DERIVATI ETOSSILATI
L’UNIPRO, nell’ottobre 2005, ha messo in evidenza che tali sostanze, a partire dal 17 gennaio 2005, non hanno più utilizzo pratico nei cosmetici in quanto, in base alla Direttiva sulle Restrizioni nella Commercializzazione e nell’Utilizzo (76/769/CEE, capitolo I, comma 46), ne è stato ristretto l’uso. Infatti già nel 1995 il COLIPA (Associazione Europea delle Industrie Cosmetiche) raccomandava di non utilizzare queste sostanze nelle nuove formulazioni. Così come verificato poi nel 2002 da una valutazione del rischio ambientale, effettuata secondo i criteri dell’attuale legislazione UE sui prodotti cosmetici, la raccomandazione del COLIPA era stata accolta dalle industrie perché erano notevolmente diminuiti i livelli di utilizzo di tali sostanze nei nuovi prodotti cosmetici. Oggi quindi tale raccomandazione dovrà essere obbligatoriamente rispettata in quanto è diventata una normativa.

TRICLOSAN
L’UNIPRO esprime il proprio punto di vista anche in merito all’utilizzo del Triclosan nei prodotti cosmetici. Esso è uno dei conservanti elencati nell’Allegato VI della Direttiva Cosmetici, quindi il suo utilizzo è specificamente approvato nei prodotti cosmetici. La sua sicurezza d’uso, sia relativamente ai rischi arrecati all’uomo che all’ambiente, è stata convalidata dai Comitati Scientifici della EU, il SSC (Scientific Steering Committee) e il SCCNFP, che, nel 2002, ne hanno confermato l’efficacia come agente antibatterico in prodotti per l’igiene orale, farmaceutici, cosmetici, e per la casa. Successivamente, nel 2003, il “Working Group Classification” lo ha definitivamente “non classificato” fra le sostanze CMR (Cancerogene, Mutagene e tossiche per la Riproduzione) e quindi giudicato sicuro sia per l’uomo che per l’ambiente. Infatti, seppure concentrazioni elevate siano considerate tossiche per l’ambiente acquatico, recenti verifiche, realizzate nell’UE e negli USA, hanno dimostrato che, in realtà, la sua concentrazione in acqua viene notevolmente ridotta in seguito alla depurazione delle acque e che le rimanenti tracce di Triclosan vengono ulteriormente ridotte dalla biodegradazione e dalla luce. Ciò è stato confermato ulteriormente da un’analisi promossa dal governo danese. Oggi il Triclosan è normalmente utilizzato nei prodotti per l’igiene orale e nei deodoranti per prevenire la formazione dei cattivi odori.

CONCLUDENDO...
L’UNIPRO tiene a sottolineare che le sostanze attualmente usate nei prodotti cosmetici, analizzate nel report pubblicato dalle Associazioni WWF e Greenpeace, sono sicure e quindi non è necessario sostituirle. Secondo la Direttiva Cosmetici (76/768/CEE), precedentemente citata, se i prodotti cosmetici commercializzati nella Comunità Europea, o gli ingredienti di tali prodotti, alle normali condizioni d’uso, costituissero un rischio per la salute dell’uomo o per l’ambiente, il produttore sarebbe obbligato moralmente e legalmente ad interrompere il loro impiego e/o produzione.


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