FRAGRANZE E DERMATITE DA CONTATTO: UNO STUDIO EFFETTUATO IN COREA
Carmen Di Giovanni e Lidia Sautebin, Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
La sensibilizzazione alle fragranze è un problema clinico significativo e l'allergia da contatto alle fragranze è una delle cause più comuni delle dermatiti da contatto dovute a cosmetici (1). Questo problema è stato affrontato recentemente, in Corea, in un lavoro apparso su Contact Dermatitis (2005:53:320). Lo scopo del lavoro è stato quindi quello di determinare la frequenza delle risposte positive a fragranze selezionate, in pazienti con allergia sospetta a tali sostanze, e valutare i fattori di rischio relativi.
Sono stati sottoposti a patch test, nel periodo di aprile del 2002-giugno 2003, in 9 reparti di dermatologia di ospedali universitari, 422 pazienti con sospetta allergia da contatto, presumibilmente di natura cosmetica. Per determinare la risposta allergica alle fragranze, sono state esaminate, oltre alla serie standard coreana, 18 fragranze supplementari. L’aggiunta delle fragranze supplementari era dettata dall’osservazione che sul mercato emergono continuamente nuove sostanze potenzialmente allergizzanti e quindi le varie serie di fragranze, normalmente utilizzate nei test, debbano essere continuamente aggiornate.
Dai risultati ottenuti, è emerso che l’83.4% dei pazienti erano donne e il 23.9%, aveva avuto una storia di dermatite da contatto, anche se un piccolo numero di casi (6.4%) aveva avuto una storia di dermatite atopica e fotosensibilità. La sede più comune della dermatite era il volto. Le sostanze che hanno dato positività erano: alcool cinnamico ed olio di legno di sandalo (L Santalum album) con una frequenze di risposta positiva del 3.1% e 2.4%, rispettivamente. Tra le fragranze supplementari che hanno mostrato un alto numero di risposte positive vi erano ebanolo, alfa-isometil-ionone (gamma metil ionone) e Lyral® (carbossialdeide di idrossiesil 3-cicloesene) (2.8, 2.1 e 1.7%, rispettivamente). Inoltre il 21.8% dei pazienti aveva mostrato una risposta positiva solo alla serie addizionale, mentre il 78.2% sia a questa che alla serie standard.
Il tasso di risposta a FM, osservato in Corea, era del 9.7% di poco superiore a quello osservato in studi condotti in altri paesi. Infatti la media osservata a livello mondiale va dal 6% al11%: in Germania dal 7.5% a 11.2%, Danimarca 6.3%, Belgio 8.3%, Svezia 5.5%, Ungheria 10.1% Stati Uniti 11.4%, Australia 6.2%, Regno Unito 7.9% e Grecia 8.1%. Percentuali del 7.8%, 8.3% e 7.5% sono state osservate, rispettivamente, in tre studi europei (2).
Nelle conclusioni gli autori sottolineano la necessità di aggiornare continuamente le serie standard da utilizzare per la valutazione delle allergie alle fragranze.
Bibliografia