Perdita delle ciglia in seguito all’utilizzo di mascara contenente parafenilendiammina.
Antonietta Rossi e Lidia Sautebin, Dipartimento di Farmacologia Sperimentale, Università di Napoli Federico II
Come già più volte riportato nel sito la parafenilendiammina (PPD) è il più frequente agente sensibilizzante presente nei coloranti per capelli a concentrazioni crescenti nelle nuance più scure (1). Un’altra ben documentata fonte di esposizione è costituita dal colorante utilizzato per i tatuaggi non permanenti (henna o henné, vedi sito), che sono diventati molto di moda negli ultimi anni (2,3). Recentemente è apparso su Contact Dermatitis (2006, 54.169-170) un interessante caso di sensibilizzazione e reazione allergica alla PPD in seguito all’utilizzo di mascara. Il caso si riferisce ad un’impiegata di 26 anni, con i capelli biondi mai tinti e che non aveva mai usato creme schiarenti, sottoposta a patch test a causa di una dermatite permanente alle mani. Durante la verifica, con il dermatologo, dei risultati del test che avevano indicato, tra l’altro, positività alla PPD, la donna si era ricordata di una temporanea perdita di tutte le ciglia in seguito all’utilizzo, l’anno precedente, prima delle vacanze, di un mascara colorante. Non vi era stata, in associazione, dermatite o blefarite. Il mascara conteneva 2-cloro-parafenilendiammina e si raccomandava di eseguire un test cutaneo a 48h prima dell’uso in relazione alla possibilità di una reazione allergica.
La causa più plausibile per la perdita delle ciglia era, secondo il gruppo di dermatologia a cui si era rivolta, la sensibilizzazione e la conseguente manifestazione allergica alla PPD contenuta nel mascara, che era stato applicato per lungo tempo. Un caso di perdita di capelli in seguito ad allergia alla PPD, associata a dermatite persistente per più di 3 settimane, è stato riferito da altri autori (4), che hanno sottolineato che molti casi di allergia alla PPD non vengono riportati, perché il consumatore è in grado di stabilire una connessione tra la reazione ed il colorante per capelli, e non chiede, quindi, consiglio al medico. Un’altra possibilità è che non si abbia la percezione di essere stati esposti alla sostanza e quindi non la si colleghi alla reazione allergica. Questo è il caso, secondo i medici curanti, della paziente.