Gravi reazioni allergiche alle tinture per capelli in bambini: uno studio condotto in Danimarca
Lidia Sautebin, Dipartimento di Farmacologia Sperimentale, Università di Napoli Federico II
Il problema delle reazioni avverse alle tinture per capelli è stato più volte oggetto di trattazione in questo sito. Come già detto, la principale sostanza contenuta nelle preparazioni utilizzate, che può causare problemi, è la parafenilendiammina (PPD). Si calcola che si verifichino gravi reazioni allergiche alle tinture per capelli nel 1.4% delle donne e 1.3% degli uomini (1). In alcuni casi la reazione è così grave da portare allo sviluppo di reazioni di tipo angioedematoso che necessitano anche di terapia intensiva (2).
A prendere in considerazione i pericoli connessi alle tinture è questa volta un gruppo di dermatologi danesi che, in uno studio apparso su Contact Dermatitis (2006:54.87-91), riferiscono di gravi episodi di reazioni allergiche verificatesi in alcuni bambini. Gli autori riportano che, in Danimarca, l’età media a cui ci si tinge per la prima volta i capelli è, sia per i maschi che per le femmine,16 anni. Lo studio si riferisce proprio a 8 bambini di età compresa tra i 12 e i 15 anni che si sono rivolti, tra il 2003 ed il 2004, a due cliniche dermatologiche per sospetta reazione allergica a tinture per capelli. Le due cliniche dermatologiche in questione visitano circa il 5% dei soggetti affetti, annualmente, in Danimarca, da dermatite da contatto. Tra gli 8 bambini, che si sono presentati alle due cliniche, cinque furono ricoverati, mentre agli altri fu solo prescritta una terapia farmacologica. Un bambino, che si era fatto la colorazione a casa, fu ricoverato per due giorni e trattato con corticosteroidi per via topica e sistemica, una bambina , che aveva fatto la tintura dal parrucchiere, fu curata con anti-istaminici e corticosteroidi per via sistemica, un altro bambino (tintura fatta a casa) fu ricoverato per 4 giorni e trattato corticosteroidi per via topica e sistemica e antibiotici per via sistemica, un’altra bambina (tintura fatta dal parrucchiere) rimase in ospedale per 5 giorni e fu curata con antibiotici per via sistemica e corticosteroidi per via topica. Il caso più grave fu quello di un maschio ricoverato addirittura in terapia intensiva e che aveva tinto i capelli dal parrucchiere. Quindi in 5 casi la colorazione era stata fatta in casa ed in 3 dal parrucchiere e si poté risalire alla qualità del prodotto usato in 7 degli 8 casi: tutti i prodotti erano, forse tranne uno, di note marche internazionali. Sei bambini avevano precedenti esperienze di reazioni cutanee a tatuaggi temporanei, mentre due solo a tinture per capelli. Il patch test alla PPD aveva dato risultati positivi per tutti e 8 i soggetti.
La PPD, come già più volte riportato nel sito, è presente anche, illegalmente, nei tatuaggi semipermanenti, che sono anche denominati tattoo all’henna o henné scuro. L’aggiunta di PPD, infatti, viene fatta proprio per rendere più scuro il tatuaggio e per farlo asciugare più rapidamente. Il contenuto in PPD , in questi tatuaggi, varia dallo 0.43 ed il 15.7% (3-5), mentre nelle tinture il massimo quantitativo permesso è il 6% prima dell’ossidazione (6). L’esposizione alla PPD, tramite il tatuaggio semipermanente, può causare reazioni allergiche, che sono in genere localizzate, ma pongono l’individuo a rischio di reazioni avverse nel caso in cui si tinga poi i capelli con tinture contenenti PPD. Nel caso degli 8 bambini vi era stata appunto una precedente sensibilizzazione alla PPD. Si deve anche considerare che questo tipo di tatuaggio (7), così come le tinture (1,8), è molto di moda e viene praticato ad una età sempre più giovane. Gli autori sostengono quindi che, proprio sulla base della loro esperienza, il problema dell’allergia alla PPD, tra i bambini, è più frequente di quanto possa sembrare. Bisogna altresì tener conto che, dai dati di letteratura, si evince che solo dal 10% al 30% degli individui che hanno gravi reazioni allergiche ai cosmetici, come ad esempio le tinture per capelli, si rivolgono ad un medico ed ancor meno ad un dermatologo (1,9,10).
L’insieme di questi dati, suggeriscono gli autori, indica che il profilo del rischio, nella popolazione esposta alle tinture sta cambiando, ed i produttori, quindi, devono considerare anche questo aspetto. Infatti mentre la reazione primaria al tatuaggio semipermanente è un evento medico minore, può divenire grave qualora il bambino si tinga poi i capelli. E’ importante però sottolineare che reazioni allergiche gravi alle tinture si possono verificare anche in bambini che non hanno ami fatto uso di tatuaggi semipermanenti.
In conclusione gli autori auspicano una rivalutazione* del rischio connesso alle tinture per capelli prima della loro immissione sul mercato.
* La Commissione Europea il 22 agosto 2005 ha richiesto un parere di tutti gli interessati (Autorità regolatorie dei paesi membri, produttori delle materie prime in questione, industrie cosmetiche, associazioni consumatori) riguardo a 51 coloranti utilizzati nelle tinture per capelli, al fine di regolarne l’uso nell’ambito della Direttiva sui Cosmetici.
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