Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
Corso di aggiornamento

DERMATITI PROFESSIONALI DEI PARRUCCHIERI E PROBLEMI RELATIVI ALLA SICUREZZA
Carmen Di Giovanni e Lidia Sautebin, Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II

La maggior parte delle patologie di natura professionale in Europa, riguardano la cute (1) e sono oggetto di un’attenta valutazione. In Gran Bretagna, nel 2005, ci sono stati 31.000 casi di malattie della pelle professionali segnalati dall’Organo Permanente per la Salute e Sicurezza. Uno degli aspetti riguardanti la salute e l’ambito professionale è la manipolazione, da parte dei parrucchieri, delle ammine aromatiche presenti nelle tinture per capelli. Una ricercatrice dell’Istituto Nazionale per le malattie professionali di Stoccolma ha condotto un’approfondita analisi in materia sui dati di letteratura. Come già trattato nel sito la dermatite è un problema ben noto fra i parrucchieri, sia come dermatite da contatto di natura irritante che allergica. I parrucchieri, infatti, sono esposti in maniera prolungata all’umidità che può causare dermatite da contatto irritante e espongono, inoltre, quotidianamente, la pelle ad innumerevoli prodotti chimici cosmetici che contengono composti riconosciuti come causa di allergia da contatto. Per quanto riguarda la Gran Bretagna, i parrucchieri ed i barbieri, che sono nei tre gruppi professionali principali a rischio per la prevalenza di dermatite, sono stati selezionati per partecipare ad un progetto sulle malattie della pelle. I risultati hanno dimostrato che erano presenti, sulle mani, durante l’esecuzione delle tinture per capelli, tra i prodotti chimici dannosi, livelli potenzialmente sensibilizzanti di ammine aromatiche come la p-fenilendiamina (PPD). In passato, in Svezia, l’uso della PPD era stato vietato, mentre ora invece è stato ripristinato. In questo caso gli sforzi per rimuovere un prodotto potenzialmente tossico dal mercato sono venuti a mancare. Oggi, i costituenti delle tinture dei capelli più conosciuti come causa di sensibilizzazione sono tutte le ammine aromatiche: la parafenilendiammina (PPD), la toluene-2,5-diamina (TDA) e la toluene-2,5-diamina solfato (TDS). Esse sono adoperate per le tinture permanenti dei capelli, che sono entrate in uso dalla fine del diciannovesimo secolo (2). Parecchi studi clinici indicano che i parrucchieri corrono un elevato rischio di sviluppare dermatite da contatto allergica professionale. Le sostanze PPD e TDA (o TDS) sono gli agenti più comunemente responsabili delle reazioni allergiche ed in studi differenti, è stato dimostrato che una percentuale che va dal 17 al 58% dei parrucchieri mostra reazioni positive alla PPD e una che va dal 14 al 25% alla TDA o al TDS (3-6). In seguito all'esposizione agli ingredienti presenti nelle tinture permanenti, oltre agli effetti locali,possono insorgere patologie sistemiche. Gli studi presenti in letteratura indicano un rischio aumentato di carcinoma della vescica, sia fra i parrucchieri che fra le donne consumatrici di tinture permanenti dei capelli (7). A causa del rischio di sensibilizzazione, l'uso di PPD in tinture dei capelli è stato, come già detto, proibito in Svezia fra il 1943 e il 1992 e delle TDA fra il 1943 e il 1964. Dal 1964 al 1992, le TDA sono ritornate in uso nelle tinture permanenti dei capelli al posto della PPD (8). Con l'entrata della Svezia nell’Unione Europea nel 1992, in applicazione alle normative comunitarie, la PPD è consentita nei prodotti della tintura dei capelli con un limite di concentrazione del 6%; il limite per la TDA è invece del 10%. Nel 1999, l’Ente nazionale svedese sulla Sicurezza e Salute professionale, ha aggiunto, tuttavia, la PPD alla lista dei prodotti chimici non autorizzati, se non con specifici controlli. Malgrado ciò nessun parrucchiere in Svezia, oggi, chiede l’autorizzazione per utilizzare la PPD, ed i prodotti usati nei saloni di bellezza dei parrucchieri la contengono e spesso i parrucchieri non conoscono cosa i loro prodotti contengano. I prodotti di bellezza per capelli rientrano nella direttiva comunitaria per i cosmetici. Questa, in Svezia è sotto il controllo dell’MPA (Medical Products Agency), l’ente svedese competente in materia. Secondo tali linee guida (da gennaio del 1999) tutti i prodotti cosmetici utilizzati in Svezia devono riportare una dichiarazione delle sostanze contenute secondo l’INCI (Nomenclatura Internazionale degli Ingredienti Cosmetici). Malgrado ciò, alcuni prodotti ancora oggi non soddisfano questa esigenza. Nel 2002, un'indagine svedese ha cercato di valutare se la reintroduzione della PPD nelle tinture per capelli avesse causato un aumento nel numero di casi di allergia da contatto (8). Questo studio ha dimostrato che non vi era un aumento dei casi rispetto agli anni 80. In un altro studio effettuato in Danimarca, considerato dall’autrice, sono stati identificati 55 casi di dermatite da contatto allergica severa e acuta, dovuti a tinture per capelli. Gli autori di questo studio hanno concluso che la presenza di PPD comporta un rischio significativo per la salute pubblica (9). Un’alternativa alla PPD è la TDA. Questi due prodotti chimici hanno proprietà molto simili ed in alcuni casi persone con allergia da contatto a PPD reagiscono anche alla TDA. In uno studio tedesco è stato trovato un più alto numero di parrucchieri positivi a TDA che a PPD e tale numero è andato incrementando durante il periodo 1995-2002 (5).
Si ritiene quindi che le misure legali possano avere un impatto forte e che il divieto di utilizzo di PPD e TDA nelle tinture per capelli potrebbe costringere l'industria a trovare delle alternative. La sostituzione non è, naturalmente, l'unico modo, per i parrucchieri, per prevenire le dermatiti da contatto. Altre misure precauzionali possono essere adottate, come ad esempio, l’uso dei guanti per impedire l'esposizione agli allergeni. L’autrice ritiene che, come già riportato nel sito, molti parrucchieri li usino in modo erroneo. Spesso sono adoperati più di una volta o addirittura fino alla rottura, spesso vengono indossati girandoli dall'interno verso fuori. Un altro modo per ridurre il contatto con le tinture dei capelli è cambiare le procedure di lavoro, in modo da avere il minore contatto possibile con gli allergeni. In Svezia, riporta l’autrice, i parrucchieri sono un gruppo molto eterogeneo, all’incirca 20.000, la maggior parte sono autonomi e pertanto risulta difficile mettere in atto delle misure preventive e controllare le problematiche relative alla tutela della loro salute.

BIBLIOGRAFIA

  1. Dickel H, Kuss O, Blesius CR et al. (2001) Occupational skin diseases in Northern Bavaria between 1990–1999: a population based study. Br J Dermatol; 145: 453–62
  2. Wall FE. (1957) Bleaches, hair colorings and dye removers. In Sagarin E, editor. Cosmetics science and technology. New York: Interscience publishers Inc., pp. 479–530.
  3. Iorizzo M, Parente G, Vincenzi C et al. (2002) Allergic contact dermatitis in hairdressers: frequency and source of sensitisation. Eur J Dermatol; 12: 179–82
  4. Nettis E, Marcandrea M, Colanardi MC et al. (2003) Results of standard series patch testing in patients with occupational allergic contact dermatitis. Allergy; 58: 1304–7
  5. Uter W, Lessmann H, Geier J et al. (2003) Contact allergy to ingredients of hair cosmetics in female hairdressers and clients—an 8-year analysis of IVDK data. Contact Dermatitis; 49: 236–40
  6. Armstrong DK, Jones AB, Smith HR et al. (1999) Occupational sensitization to p-phenylenediamine: a 17-year review. Contact Dermatitis; 41: 348–9
  7. Gago-Dominguez M, Castelao JE, Yuan JM et al. (2001) Use of permanent hair dyes and bladder-cancer risk. Int J Cancer; 91: 575–9.
  8. Wahlberg JE, Tammela M, Anderson C et al. (2002) Contact allergy to p-phenylenediamine in Sweden. Occup Environ Dermatol; 50: 51–4.
  9. Søsted H, Agner T, Andersen KE et al. (2002) 55 cases of allergic reactions to hair dye: a descriptive, consumer complaint-based study. Contact Dermatitis; 47: 299–303.

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