Cosmetovigilanza
Lidia Sautebin, Università Federico II di Napoli
Corso di aggiornamento
REAZIONI AVVERSE AI PRODOTTI COSMETICI E PER L'IGIENE PERSONALE
Carmen di Giovanni° ^ e Lidia Sautebin* ^, *Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, ^Dipartimento di farmacologia Sperimentale,° Dipartimento di Chimica Tossicologica e Farmaceutica, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II
Le reazioni avverse ai prodotti cosmetici e per l’igiene personale sono per la maggior parte riferibili a prodotti quali le tinture per capelli, prodotti per il trucco degli occhi e creme per il viso. Alcuni casi di reazioni avverse a questi prodotti sono riportati sull’ultimo numero di Contact Dermatitis (vol 54, April 2006).
- Ipersensibilità acuta ad un dentifricio
Su questo numero è apparsa anche la descrizione di un caso di ipersensibilità acuta ad un dentifricio. Una signora giapponese di 42 anni si è presentata ad un policlinico universitario giapponese riportando la presenza di una spiacevole sensazione, alla propria cavità orale, comparsa immediatamente dopo l’uso di un dentifricio. I risultati del prick test a cui è stata sottoposta hanno rivelato la positività a quello specifico dentifricio ed al glicole di poliossietilenpoliossipirene (POEPOPG) ed al glicole di polietilene (PEG), in esso contenuti. Questi due composti sono utilizzati per le loro proprietà emulsificanti e solubilizzanti anche nei farmaci, oltre che nei cosmetici. Al POEPOPG è anche ascritta attività immunomodulante. I medici che hanno curato la paziente sottolineano che, mentre sono state descritte reazioni di ipersensibilità ai dentifrici, che si manifestano come cheiliti da contatto e dermatiti, raramente sono stati descritti casi di ipersensibilità immediata.
- Sensibilizzazione al manganese contenuto in una protesi dentale
Un’altra interessante notizia, sempre inerente a problemi orali, proviene dalla Spagna e riguarda i rischi potenzialmente connessi ai trattamenti ai denti che espongono l’individuo a contatto con numerosi allergeni.
Il caso riportato dagli autori, sullo stesso numero della rivista, riguarda un uomo di 82 anni con ipertensione, osteoporosi ed epatite C in trattamento con enalapril, alendronato e calcio. All’uomo fu applicata un’apparecchiatura metallica all’arcata superiore della bocca, di tipo removibile, e sviluppò dolore e bruciore alla bocca e lesioni biancastre alla lingua. Gli fu prescritta amoxicillina e successivamente una sospensione di nistatina, ma la terapia non ebbe successo. Fu fatto un tampone alla lingua, ma non fu trovato alcun agente patogeno. Il risultato della biopsia rivelò una reazione lichenoide compatibile con una patologia orale di tipo “lichen planus”. Di conseguenza fu trattata dapprima con acido retinico per cinque mesi e, successivamente, con triamcinolone acetonide per 6 mesi senza alcun miglioramento. I test a cui fu sottoposto (patch test) rivelarono positività al cloruro di manganese ( 5% pet.). Poiché la protesi era composta da un amalgama di cromo-cobalto, contenente manganese (0.5%), al paziente ne fu consigliata la rimozione e la sostituzione con una priva di manganese. In conseguenza a tale sostituzione i sintomi (dolore e bruciore) migliorarono rapidamente, per poi sparire sei mesi dopo. Gli autori sottolineano l’importanza del caso da loro riportato nel sottolineare il ruolo del manganese in pazienti con “lichen planus” orale e suggeriscono quindi di sottoporre agli opportuni test i soggetti portatori di protesi dentali al fine di non rallentare la diagnosi ed il successivo trattamento di tali lesioni orali.
- Dermatite da contatto da utilizzo di un rossetto
Nello stesso numero della rivista viene riportato un interessante caso inerente a 4 donne giapponesi con fenomeni dermatologici riferibili all’utilizzo di un rossetto contenente isopalmitil digliceril sebacato (DGS). Questo composto viene utilizzato come ingrediente nei rossetti dal 1994 ed è importante sottolineare che il suo uso è però limitato al solo Giappone. Lo si può trovare anche in creme, emulsioni e fondotinta, ma nessuno di questi prodotti può essere esportato in Europa.
Il primo caso si riferisce ad una donna di 27 anni che aveva usato nel 2001, per un anno, un rossetto contenente il DGS senza alcun problema, nel 2003, in seguito all’utilizzo, per 3 mesi, di una crema per il viso contenente il composto fu colpita da eritema pruriginoso. Successivamente utilizzò 2 rossetti contenenti DGS ed manifestò secchezza e prurito alle labbra.
Un secondo caso è quello di una donna di 32 anni che aveva utilizzato per 2 anni, da gennaio 2002 a maggio 2004, un rossetto contenente DGS. Nel novembre 2003 la donna manifestò una dermatite alla labbra.
Nel terzo caso una donna di 50 anni aveva utilizzato, dal giugno 2000 al giugno 2004, un rossetto per le labbra contenete il composto incriminato. La donna manifestò dermatite alle labbra nel maggio 2004.
Il quarto caso descrive l’utilizzo del prodotto per le labbra contenente DGS, da parte di una donna di 46 anni, dal febbraio 2004. Nell’aprile 2004 la donna acquistò altri due rossetti contenenti DGS e nel luglio 2004 sviluppò una dermatite alle labbra.
Gli autori sottolineano il rischio connesso alla presenza di questo composto nei cosmetici.
- L’influenza della dermatite da contatto alle mani nel cambio della professione di parrucchiere
Altri autori hanno invece preso in considerazione il problema (già ampiamente trattato nel sito) dell’esposizione professionale dei parrucchieri, con particolare riguardo alla decisione di cambiare carriera in seguito a dermatite alle mani. Sono stati analizzati retrospettivamente i patch test di 51 parrucchieri (47 femmine e 4 maschi) con dermatite alle mani che si erano recati, tra il 1987 ed il 2004, presso il servizio dermatologico di un ospedale di Dublino. L’età dei soggetti era compresa tra 16 e 60 anni, con un’età media di 19.7 anni. Per verificare il tasso di abbandono della professione i soggetti sono stati contattati 0.5-17 anni dopo l’esecuzione dei test (media 8.75 anni). L’analisi retrospettiva dei risultati dei test ha dimostrato che 29 parrucchieri avevano positività alla serie parrucchieri e 35 alla serie standard britannica, dimostrando quindi una sensibilizzazione professionale del 56.86%. Tra i coloranti la para-fenilendiammina, aveva causato positività in 26 soggetti (50.9%), la para-toluendiammina in 12 (23%) e la nitro-para-fenilendiammina in 9 (17.6%). Per quanto riguarda i prodotti per la permanente, nel 23.5% dei soggetti vi era positività al glicerilmonotioglicollato. Le reazioni all’ammoniopersolfato erano presenti nel 27.4% dei parrucchieri, mentre non si è osservata positività all’ammoniotioglicollato. Quattordici parrucchieri (66%) hanno smesso la propria attività lavorativa, di questi 3 avevano una persistente dermatite alle mani nonostante la sospensione dell’attività. Tre dei 7 pazienti che avevano continuato l’attività continuavano ad avere la dermatite. Tre soggetti con negatività ai test avevano smesso di lavorare come parrucchieri per una dermatite irritante alle mani. Gli autori sottolineano come sia controversa l’efficacia del cambio di professione rispetto al problema della dermatite alle mani e come sia necessario, soprattutto nella fase dell’apprendistato, una educazione all’uso di misure preventive.
- Dermatite da contatto allergica da gel schiarente
Una signora di 38 anni senza storia di atopia personale ha segnalato la manifestazione di una reazione eczematosa violenta al viso entro alcuni giorni dalle applicazioni quotidiane di un gel sbiancante contenente il gentisato metilico allo 0.5% come ingrediente attivo. La paziente no aveva praticato altri trattamenti né aveva storia di intolleranza ai cosmetici. I test una reazione eritemato-edematosa e vescicolare chiaramente positività al gentisato metilico (2,5-diidrossibenzoate metilico) allo 0.5% . Questo composto è l'estere metilico dell’ acido gentisico , un prodotto naturale derivato dalle radici delle piante del genere genziana. È strutturalmente un agente schiarente di recente introduzione simile all’idrochinone. In letteratura sono stati riportati casi rari di dermatite da contatto allergica all’idrochinone nell’utilizzo nelle creme sbiancanti, ma il gentisato metilico non è stato mai segnalato prima come allergene responsabile di allergie da contatto.
- Dermatite da contatto a sostanze presenti nelle tinture per capelli
Ancora una volta viene descritto un caso di dermatite da contatto riferibile a tinture per capelli, ma questa volta ad un composto insolito, e specificamente al 3-nitro-p-idrossietil aminofenolo. Una donna di 40 anni, con storia di atopia, si è presentata ad un ospedale francese con edema al viso ed eczema al cuoio capelluto, insorto due giorni dopo l’utilizzo di una preparazione per la colorazione semi-permanente dei capelli e scomparso dopo sei giorn, in seguito a trattamento con corticosteroidi. L’edema era particolarmente imponente sul lato sinistro del viso, probabilmente, secondo i medici, poiché la donna dormiva su questo lato. La paziente aveva presentato un episodio simile sei mesi prima. I risultati hanno dimostrato che la reazione era dovuta a due composti non abitualmente responsabili di questo tipo di reazioni: il 3-nitro-p-idrossietil aminofenolo, anche denominato 4-idrossietilamino-3-nitrofenolo, ed il 2-idrossietilamino-5-nitroanisolo, che appartiene alla classe delle ammine. Gli autori sottolineano che il loro caso si riferisce proprio a due composti non comunemente responsabili delle frequenti reazioni avverse alle tinture per capelli.
- Dermatite da contatto da tatuaggio all’henné
Come riportato all’inizio, numerose purtroppo sono le reazioni avverse ai tatuaggi, questa si riferisce ad un tatuaggio all’henné fatto, in Italia, ad una donna di 40 anni sulla parte superiore del braccio sinistro. Dopo alcune ore, nella zona di applicazione, è comparsa un’eruzione essudativa, con presenza di bolle dolore, prurito. La donna recatasi all’ospedale locale, fu trattata con betametasone orale (0.75 mg/al giorno) clindamicina (900 mg/al giorno) per una settimana., dopodichè fu sottoposta a patch test, mostrando, come atteso, positività alla para-fenilendiammina (PPD). La donna, quattro anni prima, aveva acquistato un tatuaggio temporaneo all’henné e dopo 2 settimane aveva sviluppato, nell’area di applicazione, una dermatite eritemato-vescicolosa. Si era verificato, inoltre, per 1 anno dopo la risoluzione delle lesioni, un fenomeno di ipopigmentazione post-infiammatoria, nella zona dove era presente il tatuaggio. Anche se sono ormai tante le relazioni su reazioni allergiche da contatto ai tatuaggi temporanei a base di hennè, questa è una moda ancora molto diffusa. Ricordiamo ancora una volta che all’hennè nero viene aggiunta la PPD per scurire il colore e per migliorare la definizione del disegno. La PPD, e non l’hennè, è la causa primaria della maggior parte dei casi di dermatite da contatto allergica che può provocare anche reazionigravi, una volta applicata sulla pelle. La sensibilizzazione a PPD, in un tatuaggio all’hennè, aumenta il rischio di successive reazioni allergiche ai prodotti contenenti PPD, quali le tinture dei capelli, altri prodotti cosmetici e le tinture utilizzate nei manufatti tessili. Come già descritto nel sito, numerosi sono i casi di gravi dermatiti da contatto allergiche alla PPD, presente nelle tinture per capelli, che seguono il fenomeno di sensibilizzazione al composto indotto dai tatuaggi all’hennè.
- Allergia da contatto da metildibromoglutaronitrile
Il metildibromoglutaronitrile (MDBGN) è una sostanza chimica disciplinata dalla Direttiva dei Cosmetici allegato VI, e può essere impiegato come conservante sino ad una concentrazione massima dello 0,1 % nei prodotti cosmetici finiti. Può essere utilizzato in prodotti cosmetici con funzione di schermo solare in concentrazioni non superiori allo 0,025 % (vedi sito).
Nel giugno 2002, il Comitato Scientifico Europeo per i Prodotti Cosmetici aveva dichiarato, sulla base dell’analisi dei dati di sicurezza della sostanza, che il suo impiego andava limitato ai prodotti con risciacquo al tenore massimo attualmente ammesso dello 0,1 %, fino a quando non fossero state disponibili informazioni pertinenti ed appropriate ad indicare una concentrazione del conservante in questione, nei prodotti senza risciacquo, idoneo a non mettere a rischio la salute dei consumatori.
Nel mese di marzo del 2005, il Comitato Scientifico Europeo per i Prodotti Cosmetici ha suggerito che questo biocida non dovrebbe essere presente nei prodotti senza risciacquo poiché non può essere stabilito nessun livello sicuro di tollerabilità. Pertanto viene segnalato un caso di allergia da contatto al MDBGN che evidenzia la necessità di effettuare ulteriori indagini per avere altri dati in materia di sicurezza d’uso di tale prodotto.
Un tecnico di 53 anni impiegato presso una raffineria di nichel aveva avuto, nel mese di agosto del 2005, una dermatite alla mano relativa all'uso della crema i Proteks Dry® . I patcht test effettuati con la serie standard della Società Britannica di Dermatite da contatto e con gli ingredienti della crema Proteks Dry® hanno rivelato positività a MDBGN.Questo caso ha evidenziato che nonostante i provvedimenti intrapresi, il MDBGN sarà ancora presente nei prodotti in commercio per parecchi anni, fino a quando non saranno smaltite le scorte attuali.
- Prima segnalazione di dermatite allergica da contatto all’estratto di guggul contenuto in una crema-gel anticellulite
La Commiphora mukul, ed in particolare la sua gommo-resina, denominata guggul, è una pianta ampiamente utilizzata nella medicina indiana per usi diversi, tra cui la cura dell’ipercolesterolemia e dell’obesità. Il suo utilizzo è riportato negli antichi trattati di medicina ayurvedica. E’ utilizzata comunemente negli Stati Uniti nella medicina alternativa. E’ stato riportato, per la prima volta, un caso di allergia da contatto all’estratto di guggul, presente in un cosmetico per uso topico, una crema-gel anticellulite. Una donna di 22 anni, nel maggio 2005, sviluppò un rash cutaneo eczematoso, in seguito all’uso, per la prima volta, di una crema snellente che conteneva sostanze di origine vegetale. Dopo 15 giorni di applicazione del prodotto sulle cosce, la donna sviluppò lesioni maculo-papulari sulle gambe, braccia e addome, ma continuò ad usare il prodotto per un mese, peggiorando la situazione clinica. La simultanea sospensione dell’utilizzo della crema e l’applicazione topica di idrocortisone butirrato, portò alla scomparsa delle lesioni, senza residua iperpigmentazione. I patch test eseguiti con la serie europea standard e cosmetica risultarono negativi, mentre fu confermata l’allergia da contatto al prodotto sospetto. I patch test eseguiti con gli ingredienti del prodotto diedero positività solo all’estratto di guggul.
Sono stati riportati altri casi di rash di ipersensibilità in 6 pazienti che ne facevano però uso orale come ipocolesterolemizzanti. Per altre specie di Commiphora sono stati riportati effetti allergici. Infatti sono stati descritti 2 casi di dermatite da contatto da mirra, appartenente alla famiglie della Commiphora myrrha, utilizzata in cerotti per la cura della tendinite ed uno relativo ad un paziente che la utilizzava, invece, per la cicatrizzazione di una ferita.
Cosmetovigilanza - Corso di aggiornamento