COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA SUI PRODOTTI PER LA PROTEZIONE SOLARE
Antonietta Rossi* e Lidia Sautebin*°, *Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
Il mercato europeo dei prodotti per la protezione solare è sempre più in crescita. Infatti, in Europa nel 2004 l’importo stimato delle vendite di questi prodotti è stato di circa 1.300 milioni di euro, e nel 2005 le vendite sono aumentate del 4%. Tale fenomeno è dovuto alla consapevolezza comune della nocività dei raggi solari UVA ed UVB. I raggi UVB sono la causa delle cosiddette “scottature”, mentre gli UVA causano l’invecchiamento prematuro della pelle, interferiscono con il sistema immunitario e costituiscono un fattore che contribuisce ad aumentare il rischio di cancro della pelle. Quindi è necessario, quando ci si espone ai raggi solari, utilizzare dei prodotti per la protezione solare, che secondo la Direttiva sui Cosmetici 76/768/CEE, appartengono alla classe dei cosmetici. Quindi, data l’importanza di tali prodotti, l’efficacia e le basi su cui tale efficacia è dichiarata, sono importanti questioni di salute pubblica. A tal proposito il 6 maggio 2006, la Commissione Europea, nella veste di Gunter Verheugen, Vice presidente della Commissione e responsabile per l’industria e le imprese, ha emanato un comunicato stampa per sottolineare la presenza di alcuni punti deboli nel modo in cui i prodotti per la protezione solare sono attualmente etichettati. Quindi, per preservare la salute pubblica, la Commissione emetterà delle raccomandazioni per assicurare che l’industria utilizzi, a partire dal 2007, un sistema di etichettatura dei prodotti per la protezione solare semplice, standardizzato e comprensibile. Secondo tali raccomandazioni il livello di protezione dovrebbe essere indicato in modo uniforme e basato su metodi di prova standardizzati. Infatti, secondo la Commissione, il principale punto debole dell’etichettatura è rappresentato dal fattore di protezione (FP), che è un parametro utilizzato per descrivere la capacità di un determinato prodotto di proteggere dalle scottature provocate dalle radiazioni solari, soprattutto quelle di tipo UVB. Infatti non tutti sanno che il FP protegge unicamente dalle scottature solari e quindi si riferisce esclusivamente ai raggi UVB. E’ molto difficile, attualmente, per il consumatore, cita la nota della Commissione Europea, sapere se lo schermo solare presente in un prodotto sia efficace anche nella protezione contro i raggi UVA. Inoltre ogni produttore utilizza un metodo diverso per misurare ed indicare il fattore di protezione, come ad esempio le seguenti diciture: “protezione ad ampio raggio”, “100% anti UVA/UVB/IR”, “tiene lontani i raggi UVA”, “protezione UVA rafforzata” etc. Quindi le etichette dei prodotti solari, soprattutto quelle per neonati e bambini, non dovrebbero dare l’impressione errata che possono fornire una protezione totale e le affermazioni come ad esempio “schermo totale”, dovrebbero essere eliminate. Infatti, è importante sottolineare che non esistono protezioni solari a schermo totale, in quanto non esiste un prodotto che possa fornire una protezione totale nei confronti dei raggi UV. Inoltre le etichette dovrebbero indicare chiaramente e in modo comprensibile le istruzioni d’uso, affinché il consumatore possa utilizzare il prodotto in modo corretto. Infatti, oltre alla scelta del prodotto è altresì importante applicarlo correttamente. Ad esempio, allo scopo di raggiungere la protezione indicata con il FP, è necessario applicare una quantità di 2mg/cm 2. Inoltre tale quantità deve essere riapplicata frequentemente, soprattutto dopo essersi bagnati. E’ altresì importante che il consumatore sappia che comunque l’uso di prodotti per la protezione solari dovrebbe costituire solo uno degli elementi utilizzati per proteggersi dalle radiazioni solari. Bisogna infatti evitare di esporsi al sole nelle ore più calde, indossare indumenti protettivi, cappelli ed occhiali e non esporre bambini e neonati direttamente al sole.