FILTRI SOLARI: IL POTENZIALE ALLERGENICO DELL’OCTOCRILENE
Antonietta Rossi* e Lidia Sautebin*°, *Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e °Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II.
L’octocrilene (2-etilesil-2-ciano-3,3-difenilacrilato; CAS No. 6197-30-4) è un filtro solare appartenente alla famiglia dei cinnammati, che fornisce protezione ai raggi UVB e vicino-UVA. È un prodotto stabile ed idrofobo, la cui combinazione con ingredienti di altre creme solari può migliorare la fotostabilità ed aumentare il fattore di protezione solare. L’octocrilene è considerato come una molecola non-allergenica, non irritante e non mutagena (1,2). Queste attraenti proprietà hanno contribuito, negli ultimi 10 anni, al suo esteso impiego nei prodotti cosmetici per il sole. In letteratura, sino ad oggi, sono presenti pochi casi di fotoallergia da contatto all’octocrilene (3,4,vedi sito). Tuttavia l’inserimento di questo filtro nella serie dei test per le creme solari, ha permesso recentemente l’identificazione di un caso di fotoallergia da contatto e uno di allergia da contatto all’octocrilene. Infatti sono apparsi su Contact Dermatitis (2006; 54: 295) due casi di allergia da contatto all’octocrilene manifestatesi nell’ultimo anno. Il gruppo di lavoro del Dipartimento di Dermatologia, CHU St-Pierre, di Brussel dall’inizio del 2004, ha inserito, nelle serie dei composti da testare presenti nelle creme solari, l’octocrilene (10%), a causa di un forte sospetto di allergia ai filtri UV in pazienti. Un primo caso riguardava una bambina atopica di sette anni che presentava, dopo una moderata esposizione al sole, una eruzione acuta nel sito di applicazione della crema solare (Garnier Ambre Solare Kids SPF30). La bambina non aveva assunto farmaci e non aveva mai manifestato fenomeni allergici. Gli esami fotoallergologici mostravano una reazione positiva all’octocrilene, alla crema solare Anthèlios XL 60+ e adun prodotto solare utilizzato dal paziente, entrambi contenenti octocrilene (con e senza UVA). Il secondo caso riguardava un uomo di quarantotto anni, che aveva manifestato, dopo una moderata esposizione al sole, una eruzione papulovescicolare delimitata al viso. In seguito a tale evento, dopo ogni esposizione al sole,l’uomopresentava reazioni cutanee simili. L’uomo in passato aveva manifestato reazioni allergiche cutanee dopo uso topico di chetoprofene (Ketum). Inoltre al momento dell’eruzione papulovescicolare, il paziente era in trattamento orale con vitamine (oenobiol, omega 3) e ibuprofene. Sebbene sia stata osservata una reazione negativa agli standards fotoallergenici ed ai cosmetici e prodotti medicinali da lui utilizzati (Ibuprofene compreso), fu osservata una reazione positiva, solo dopo esposizione agli UVA, al chetoprofene 10%pet (+), all’ Anthèlios XL 60+ (+) ed all’octocrilene (++).
Alla luce di quanto riportato, l’uso, in continuo aumento, dell’octocrilene nelle creme solari e nei cosmetici, potrebbe provocare in futuro, fenomeni di sensibilizzazione. Quindi dovrebbero essere condotti maggiori test per valutare il potenziale allergenico dell’octocrilene. Inoltre, sebbene i test allergologici sulle creme solari siano stati migliorati nel gennaio 2005 includendo 5 nuovi allergeni tra cui l’octocrilene, è necessaria una continua revisione della serie di allergeni presenti nelle creme solari.
BIBLIOGRAFIA